Attivazioni Biologiche

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Benvenuti in Attivazioni Biologiche
  5 Leggi Biologiche e non solo

Consulta l'Indice Generale (780 pagine)

La Scelta di Essere

09 05 2021

Il mio nome è Vanessa, sono una donna che ha alle spalle tante esperienze belle e tante brutte ed addirittura tragiche e traumatiche. La parola chiave della mia vita è RESILIENZA. Sono caduta molte volte. Ho toccato il fondo, spesso sono stata proprio spinta giù, ma ho sempre trovato la forza di tornare su. Ora ho capito che quelle discese erano solo un modo per prendere la rincorsa per tornare su.
Vengo da una famiglia in cui l'antibiotico o il cortisone erano come acqua. Ho sofferto di emicranie per 30 anni. Nessuno ne sapeva trovarne la causa, finché da sola ho scoperto che era dovuta ad ipertensione. Unica soluzione per la medicina ufficiale il betabloccante. Non potevo accettare di vivere prendendo una pasticca, che avrebbe procurato effetti collaterali, ogni giorno. Non potevo accettare che le motivazioni del medico del perché fossi ipertesa e del perché il mio cuore non riuscisse a rilassarsi.
Sin da quando i miei figli erano piccoli ero considerata la matta della famiglia solo perché non volevo che crescessero imbottiti di farmaci. Sono passata dall'omeopatia alla fitoterapia; dai fiori di Bach ai fiori australiani; dall'igienismo alimentare alle diete varie. Ma nulla di tutto questo era nelle mie corde e non risolvevano i miei problemi di salute, ma soprattutto non rispondevano alle mie domande. Finché sono entrati nella mia vita gli Oli Essenziali e contemporaneamente le 5 Leggi Biologiche. In realtà durante il percorso precedente le 5LB erano passate più volte, ma non le capivo, mi sembravano incomprensibili, quindi le scartavo.

Quando ho annusato il primo olio BERGAMOTTO l'olio dell'accettazione del sé, è avvenuto in me il cambiamento ed ho iniziato a studiare sia le 5LB che gli oli essenziali.
Non posso dire che la mia vita sia cambiata perché è la mia "essenza" ad essere cambiata.
Quando incontri e conosci qualcosa di così potente e magnifico, come si può tenerlo per sé e non condividerlo con gli altri?
Amo tutto ciò e quello che segue è il frutto (in sintesi) di ciò che ho appreso e che cerco di condividere con chi ha orecchie per ascoltare e cuore per accogliere. Sappiamo che, per la Nuova Medicina Germanica (NMG), la "malattia" è un programma speciale biologico sensato (SBS) finalizzato al ripristino dell'efficienza e della funzionalità della parte interessata.
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Cosa vuol dire "Conflitto di Separazione"?

02 05 2021

A molte persone con problemi epidermici viene detto che hanno patito un conflitto di separazione, ma cosa vuol dire per quella persona? Cosa potrebbe capire da questa affermazione?
Per "separazione" molte persone intendono la separazione tra due coniugi (che di solito precede il divorzio), o tra due amanti. Si separano due strade, due cellule, due amici, due metà, insomma è un concetto non immediatamente inteso per quello a cui, nella realtà biologica, allude.
Più propriamente sarebbe un conflitto di "perdita di contatto" o di "distacco" e in biologia il contatto è il contatto vero e proprio, "a carne" come si suol dire. Ed è impressionante questo modo di dire, perché presuppone che sia la carne a toccare altra carne, ovvero il contatto più intimo, più reale e più coinvolgente.
"Conflitto di separazione" prevede un ragionamento per capire cosa voglia dire; "Conflitto di perdita di contatto" lascia subito intenderne il significato.

Animalizzando: per l'animale la perdita di contatto è veramente la perdita del "tocco", non si sente più toccato dai membri del suo clan, non è più coinvolto nel sistema di protezione, comunicazione e accoglimento che lo fa sentire al sicuro.
Per l'animale il contatto è estremamente, prioritariamente, crucialmente importante nelle primissime fasi della sua vita ed anche in quella adulta lo è. Nell'Universo tutto è in connessione sotto varie forme. Tramite il contatto il cucciolo si rinforza, prende sicurezza, comunica, apprende a divenire autonomo e adulto e i contatti con chi li ha? Con la madre prima, con i fratelli poi, con il padre e, da adulto, con i membri del clan.
Persino un ragno, solitariamente al centro della sua ragnatela, è in contatto con il mondo circostante proprio attraverso la sua ragnatela che si potrebbe definire una estensione neurologica al di fuori del suo corpo. Il pesce nell'acqua è in contatto con gli altri proprio attraverso l'acqua...ma sto divagando.
Nella savana o nella giungla, la perdita di contatto può significare la morte imminente e questa è la sensazione che vive l'animale. Un cucciolo da solo, è il pasto quasi certo di un predatore. Un adulto da solo può divenire quasi certamente il pasto di qualche predatore.

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Cosa vuol dire "Conflitto di Svalutazione"?

24 04 2021
Cosa vuol dire, in soldoni, "Conflitto di Svalutazione"?
A moltissime persone tormentate da dolori ossei e muscolari, di varia intensità e durata, viene spesso detto che soffrono di un "Conflitto di svalutazione". Ma cosa significa per queste persone? Cosa capiscono da questa affermazione? Che hanno perduto valore? Che erano quotati sul mercato? E la perdita di valore è agli occhi degli altri o di se' stesse?
In definitiva cosa significa valore? A cosa allude? Come è possibile dare valore ad una persona? E rispetto a cosa?
Ecco che entra in campo il concetto di paragone, di confronto, di raffronto che poi allude al capitolo più infernale della vita di moltissime persone: il GIUDIZIO ed è qui che casca il proverbiale asino. Giudizio su più fronti: quello severo degli altri, quello severissimo della società, quello inappellabile di se' stessi.

Conflitto di svalutazione è una definizione impropria, più che altro psicologica e umana, ma in realtà e più correttamente sarebbe di inadeguatezza, di incapacità, di impotenza, di inattitudine.

Animalizzando: diciamo subito che nessun animale si paragona ad un altro e tanto meno giudica un altro animale. In questo modo viene evitato l'80% delle possibili conflittualità che, invece, appartengono tragicamente al mondo degli umani.
Nell'affrontare gli eventi e le sfide della sua vita che, va ricordato, sono sfide reali di vita reale, vissute nel presente e in quel luogo, l'animale è pienamente dotato di ciò che gli serve e non si pone assolutamente il problema se ce la farà e che giudizio riceverà. Egli sa che può, punto!
Se non ci riesce non è in giudizio e non si sente giudicato o tenuto a riuscirci per non far brutta figura o per rispondere a criteri minimi di efficienza, come avviene nel ferocissimo mondo degli umani.
È pazzesco pensare che quando vogliamo riferirci ad un mondo deteriore e pericoloso, facciamo riferimento alla giungla vera e propria e non riusciamo a vedere la ferocia, la cattiveria e l'insostenibilità della nostra vita "evoluta" e "civilizzata".
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Cosa vuol dire "Conflitto di Attacco"?

21 04 2021

Cosa vuol dire, in definitiva, "Conflitto di Attacco"?
E "Conflitto di minaccia all'integrità"?
Anche questa definizione può avere poco significato in persone che non hanno conoscenze di 5 Leggi Biologiche ed anche coloro che le possiedono in modo superficiale, potrebbero essere in difficoltà. Abbinabile a queste due prime definizioni ci sono anche "Conflitto di deturpamento", "Conflitto di insudiciamento", "Conflitto di sradicamento".
Animalizzando sarebbe la percezione di essere disintegrati, di percepire il dilaniarsi del corpo, subire una perforazione, una violazione della struttura e dell'integrità corporea e questo avviene di fatto e realmente. Un morso ricevuto da un altro animale, un calcio rovinoso con lacerazioni, una zampata che strappa la pelle, una ferita causata da una roccia appuntita. Tutte cose che avvengono nella giungla e nella savana ed è affascinante pensare al fatto che, al costo di miliardi di esemplari, questa percezione abbia condotto molte specie a sviluppare corazze, aculei, conchiglie, ispessimenti e sistemi di protezione che rendono il mondo naturale così variegato.

Umanizzando, le cose si complicano e non poco. Occorre dapprima espandere il concetto di attacco, di minaccia all'integrità, di insudiciamento, di deturpamento, di sradicamento oltre i confini della materialità, per addentrarsi nella sfera metaforica, emotivo-percettiva.
  • Conflitto di attacco: può essere un attacco fisico vero e proprio, ma più spesso verbale, sociale, intellettuale, estetico, emotivo, sessuofobo, omofobo e via dicendo;
  • Conflitto di minaccia all'integrità: può essere una disintegrazione vera e propria, verso cui c'è poco da fare, ma può essere riferito al proprio essere tutti d'un pezzo, alla propria integrità morale ed etica, al proprio appartenere ad un clan dal quale si viene espulsi e così via. Integrità allargata;
  • Conflitto di deturpamento/insudiciamento: ovvero il percepirsi macchiati, deturpati, segnati, sfigurati. Può riferirsi ad una lesione reale (cicatrice deturpante, brutta macchia cutanea, brufoli o acne evidenti, angiomi, ecc.), ma anche al percepirsi macchiati da una brutta storia, da una brutta nomea, portatori di una macchia morale magari appartenente ad un avo, avere la fedina penale sporca, essersi sporcati le mani con qualche malaffare o presunto tale, ecc.;
  • Conflitto di sradicamento: come concetto sofisticato dell'essere stati strappati da un contesto piacevole di cui ci si sentiva degni e parte integrante. L'evento pur appartenendo alla sfera sociale, colpisce l'individuo che si identifica con quell'appartenenza e con quel gruppo. È come se quel clan fosse una emanazione del proprio corpo.
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Cosa vuol dire "Conflitto del Boccone"?

19 aprile 2021
Cosa vuol dire, in soldoni, "Conflitto del Boccone"?
E "Conflitto di sopravvivenza"?
Non mi interessa sapere come lo ha descritto il DR. Hamer, quello lo sappiamo dai suoi libri e dai tanti corsi che sono stati fatti.
Ciò che è evidente è che quando dici ad una persona che chiede informazioni o aiuto «Hai vissuto o vivi un conflitto del boccone», per lei ha, presumibilmente, poco significato. Se non ha conoscenze anche labili di 5LB, non capisce o potrebbe non capire cosa vuol dire.
Non capendo il significato, non riesce a rintracciare tale conflitto nel suo vissuto o dargli un nome o abbinarlo ad un evento significativo.
Per la maggior parte di noi, il termine "boccone" ha a che fare con il pezzo di cibo che si mette in bocca nel momento di alimentarsi; non è consueto estendere questo concetto all'inalazione d'aria (respirare), all'input sonoro (udire), al fascio luminoso (vedere), al coito (fare l'amore).
Mediamente la persona qualunque tende a stare nel palazzo di Sua Altezza (la mente) e difficilmente, se non viene guidato, scende nella tana di Jack e faccio riferimento al mio articolo di qualche tempo fa.

Quindi, come si rende accessibile il concetto di boccone alla persona? Cosa significa in termini bestiali?
Il Conflitto del Boccone e di Sopravvivenza allude alla percezione istintiva, non mediata in alcun modo dalla mente, che la vita manca di uno o più supporti minimi indispensabili al mantenimento della vita stessa e/o che una o più funzioni vitali minime indispensabili siano invalidate o impedite o impossibili, in modo tale che la vita stessa è sotto scacco.

Si tratta di:...
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La Cura che non guarisce

10 04 2021
I frequentatori di questo sito sono avvezzi al binomio "Conflitto Biologico" e credo che la maggior parte di essi sia più interessata al coinvolgimento emozionale più che a quello biochimico. Credo che l'interesse alla biochimica sia più orientato verso l'alimentazione, probabilmente perché molti di loro sono affetti da qualche problema alimentare o perché, giustamente, sono convinti che l'alimentazione, in quanto necessità biologica quotidiana, non possa non influire sull'assetto organico.
Forse pochi si chiedono, o sono interessati a sapere, quali siano gli impatti conflittuali generati dai farmaci; eppure tantissima gente ricorre ad essi per tacitare legittimi e preziosi sintomi e altrettanta gente ricorra alla chimica per evitare tali segnali, come possiamo vedere dalla assillante e totalitaria spinta alla vaccinazione urbi et orbi.
In questo articolo tratterò proprio del conflitto biologico causato dalla intossicazione farmacologica, sebbene essa sia stata ottenuta con la migliore intenzione di far star bene una persona malata.
Si tratta di un lungo articolo e VI INVITO A NON LEGGERLO...se non credete che l'informazione possa aiutarvi a usare saggiamente i prodotti della chimica per la salute.
Personalmente non ho interesse a che le persone non usino farmaci inutili - e quindi dannosi. In fin dei conti la salute è la loro e ne dispongono come meglio li aggrada. Il mio personale interesse è che siano disponibili informazioni su cui riflettere prima di consegnarsi ad un farmaco.
Spero possa essere utile.
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Ho i miei limiti

29 03 2021
Cos'è un limite?

Il limite è un dato oggettivo, di origine naturale o meno, entro cui sono contenuti una struttura o una funzione di riferimento. Il termine deriva dal latino "limes" che origina da "licmes" ovvero "via traversa", quindi confine, frontiera. Da "Limus" o "Licmus", ovvero obliquo o piegare e da cui deriva la parola "obliquo".
Tipicamente i limiti sono applicati a questioni territoriali e sociali. Ma in questa trattazione discuteremo dei limiti biologici.
Ad esempio un muscolo scheletrico ha dei limiti strutturali dati dalla fascia entro cui si racchiude quel muscolo. Ma quel muscolo ha anche dei limiti funzionali, come ad esempio il fatto che non può contrarsi oltre un certo tempo e oltre una certa dimensione e non può neppure estendersi oltre un certo limite.
Anche se allenato e supportato intensamente non può violare i suoi limiti e non può fare un movimento per il quale non è stato sviluppato e affinato dall'adattamento evolutivo.
Non ha virtualmente limiti di forza e potenza, data la sua spiccata adattabilità ma, non potendo essere isolato dalle strutture circostanti, i suoi limiti si estendono appunto, alle strutture circostanti. Quest'ultimo concetto è di grande importanza, proprio perché fa capire come le strutture organiche (organi e tessuti) non possono essere separate tra loro.

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L'Amico medico

13 03 2021
Quelli che - non tutti naturalmente - sono entrati in certe conoscenze, come quelle che mi onoro di divulgare, commettono o possono commettere un errore procedurale, lungo la strada per ri-conquistare salute ed equilibrio: quello di non voler più ricorrere ai "dottori" ed alle terapie convenzionali. È un errore o un puntiglio che può avere un prezzo molto alto da pagare e conseguenze serie e invalidanti.

Riconosco svariate motivazioni in questa scelta ostruzionistica, largamente condivisibili e ragionevoli. Se si capita in mani sbagliate (se succede c'è un messaggio che la persona dovrebbe leggere in tutto ciò, ma non è l'argomento di questo articolo) sono emeriti cazzi. Errori diagnostici e terapeutici, esagerazioni diagnostiche e terapeutiche, negligenze, imperizie e imprudenze hanno costellato la pratica medica di molti ospedali, cliniche e ambulatori medici, lo sappiamo tutti questo, ma...
...come per tutte le pratiche umane, non tutto è sbagliato e/o fatto male.

Resistere o rinunciare stoicamente alle potenzialità della medicina convenzionale è comprensibile, ma poco igienico e per due motivi...
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Jack e Sua Altezza

07 03 2021
Ogni giorno della nostra vita lo passiamo in compagnia del nostro animaletto interiore. Per comodità di esposizione lo chiamerò Jack. È nato con noi e conosce la nostra vita nei minimi dettagli, anche quelli che sfuggono o sono sfuggiti alla nostra coscienza. Non solo, ma ricorda tutto, specialmente ciò che è avvenuto nei primissimi anni della nostra vita insieme.
Il fatto è che questo animaletto non nutre alcun interesse per la nostra vita mentale. Lui vive di bisogni semplici, i suoi, e poco gli importa dei bisogni della mente. Non prova alcun interesse per economia, religione, morale, lavoro, educazione, scuola, sport, gossip, finanza, strategia, dominio, arrivismo, carriera, etica, potere, premio, ecc.
Anzi, quando tutte queste cose interferiscono con il soddisfacimento dei suoi bisogni, lui non è felice e non manca di msotrarlo.
Tuttavia Jack è molto tollerante e ci concede molto margine prima che il suo grido di allarme si faccia sentire. La sua tolleranza ha un limite oltre il quale si rende conto che sta soccombendo e deve fare qualcosa per far valere il suo diritto, la sua voglia di vivere.
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