Attivazioni Biologiche

Cosa vuol dire "Conflitto di Territorio/Frustrazione"?

15 maggio 2021
Parole chiave: conflitto biologico

Che cosa vuol dire conflitto di Territorio/Frustrazione?
Per poter comprendere bene il Conflitto di Territorio/Frustrazione, è necessario anzitutto comprendere un po' di anatomia e fisiologia cerebrale, ma ancor prima comprendere le differenze tra maschio e femmina e tra destrimani e mancini.
1) Sia nel maschio che nella femmina, destrimani e mancini, ci sono i due lobi insulari destro e sinistro;
2) Sia nel maschio che nella femmina, destrimani e mancini, il lobo insulare destro gestisce le percezioni, il comportamento e l'ormonalità maschili;
3) Sia nel maschio che nella femmina, destrimani e mancini, il lobo insulare di sinistra gestisce le percezioni, il comportamento e l'ormonalità femminili.

Questi sono tre cardini fondamentali da imparare a memoria e sono fondamentali.

Poi entriamo nel mondo della meccanica cerebrale parlando di dominanza percettiva e dividiamo (concettualmente) i gruppi di persone in destrimani e mancini.
Come percepisce gli eventi il destrimane?
Come li percepisce un maschio mancino?
Come li percepisce una femmina destrimane?
Come li percepisce una femmina mancina?
Questa percezione è molto legata allo stato ormonale, quindi è necessario parlare di fertilità e meno/andropausa, ma tenendo anche conto di terapie ormonali e assunzione di farmaci ormonosoppressori (come la chemio terapia antitumorale, ad esempio).

Per cui:
  • un maschio destrimane fertile percepisce gli eventi della vita sociale attivando ed esponendo l'insula destra
  • un maschio mancino fertile li percepisce attivando ed esponendo l'insula di sinistra
  • un maschio destrimane ormonosoppresso o in andropausa, percepisce gli eventi sociali attivando ed esponendo l'insula di sinistra
  • un maschio mancino ormonosoppresso on in andropausa li percepisce attivando ed esponendo l'insula di destra
  • una femmina destrimane fertile percepisce gli eventi sociali attivando ed esponendo l'insula sinistra
  • una femmina mancina fertile percepisce gli eventi sociali attivando ed esponendo l'insula di destra
  • una femmina destrimane in menopausa od ormonosoppressa percepisce gli eventi sociali attivando ed esponendo l'insula di destra
  • una femmina mancina in menopausa od ormonosoppressa percepisce gli eventi sociali attivando ed esponendo l'insula di sinistra

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Cosa significa attivare ed esporre?

Che in corso di eventi sociali rilevanti per la sopravvivenza dell'individuo, l'insula dominante si attiva e si espone a quel percepito. Quindi si parla di emisfero percettivamente dominante:
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Cosa sono le aree cerebrali territoriali?

Sono appunto le aree insulari e perinsulari di cui sopra, che hanno una loro geometria ed una loro topografia che potete vedere nell'immagine sottostante:

Ciò che è importante capire è come percepisce gli eventi sociali ognuno dei quattro individui di cui sopra:
maschio destrimane e mancino → territorio
femmina destrimane e mancina → frustrazione

Cosa vuol dire "territorio"?

Territorio è il concetto per cui l'animale definisce un luogo più o meno vasto, dove vivere, cacciare, riprodursi, nel quale ci sono cose e altri individui che ne fanno parte. Essendo in gioco le relazioni e i contatti, il conflitto di territorio ha a che fare con essi.
Le conflittualità territoriali sono tipicamente maschili ed incarnano il concetto di presa e possesso, a cui si legano i percepiti di minaccia (paura), perdita, rancore (ingiustizia) e marcamento (confini). Se per un animale maschio il conflitto di territorio è reale e relativo a oggettività legate al poter vivere e proseguire la vita attraverso la riproduzione, per un umano ciò si estende a valori e concetti di una complessità attualmente non dipanata e vieppiù in espansione.

Cosa vuol dire "frustrazione sessuale"?

Si fa riferimento al percepito femminile di non essere corteggiata, desiderata, voluta e presa dal maschio dominante all'interno del suo territorio. Le conflittualità di frustrazione sono tipicamente femminili. Anche in questo caso la finalità di questo importante sentito è legato alla possibilità di riprodursi. Per un animale femmina, incaricato di generare, accogliere, accrescere e dare alla luce i nuovi esseri, sono necessarie delle condizioni tali per cui tutto questo possa essere garantito o comunque favorito e portato a termine.
Si incarna il concetto di donazione e prosecuzione a cui si legano i percepiti di sicurezza/pericolo (spavento), appartenenza (frustrazione), elezione (identità), collocazione (riconoscimento del proprio spazio).
Se per un animale femmina il conflitto di frustrazione è molto reale, legato alla perdita del maschio più adeguato al contesto ed alla spinta riproduttiva, per una umana questa conflittualità assume sfaccettature di imperscrutabile complessità.


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Non bisogna commettere l'errore di credere che il mancino percepisca conflitti di frustrazione sessuale solo perché il suo emisfero dominante è il sinistro. O credere che la mancina faccia conflitti di territorio solo perché il suo emisfero dominante è a destra.
È l'appartenere ad uno dei due generi che determina il tipo di percepito conflittuale, ma è la lateralità che determina su quale emisfero andrà ad impattare il conflitto.

Tonalità conflittuali e strutture

Ora vediamo le tonalità del conflitto di territorio e quali sono le strutture organiche coinvolte:
  • minaccia di territorio → bronchi
  • perdita di territorio → arterie coronarie
  • rancore nel territorio → piccola curva gastrica, prima porzione duodenale, vie biliari e pancreatiche
  • marcamento del territorio → vie urinarie
Ora vediamo le tonalità del conflitto di frustrazione sessuale/identità:
  • spavento → laringe
  • frustrazione sessuale → collo uterino, vene coronarie
  • identità → mucosa ano-rettale
  • riconoscimento territoriale → vie urinarie

Qual è il (possibile) vissuto conflittuale?

Partiamo da quello relativo al conflitto maschile di territorio.
Gestione dello spazio
Il maschio tipicamente orienta il suo sguardo e la sua attenzione all'esterno, in funzione di sorvegliare e agire in caso di minaccia.
La femmina orienta il suo sguardo e la sua attenzione all'interno, in funzione di sorvegliare e agire nei confronti degli occupanti del nido.
Il maschio guarda fuori, la femmina guarda dentro.
Il maschio piscia in piedi per marcare il territorio, la femmina piscia seduta per rimarcare il suo posto.
  1. Il maschio può percepire che qualcuno minaccia il suo spazio ed il contenuto di tale spazio. Può essere un nemico vero e proprio o anche chi egli non ritiene nemico, ma che gli toglie il respiro, gli toglie l'aria libera, minaccia la sua libertà intesa come spazio vitale. Particolarmente pesanti e ripetute sono le minacce territoriali in ambito familiare;
  2. Il maschio può anche percepire la perdita di territorio, ovvero la sottrazione di qualcosa di sua pertinenza, sia esso lo spazio vero e proprio che uno o più contenuti di questo spazio. Per l'animale può essere una parte di terreno o una femmina, ma per l'umano le possibilità sono sconfinate (partner, funzione lavorativa, spazio di lavoro, oggetti, contesti, nome, titolo professionale e via dicendo). È una condizione seria in quanto è in crisi la sua possibilità di vivere e riprodursi;
  3. Il maschio può vivere il rancore all'interno del territorio, come per una ingiustizia, una mancanza di rispetto, un rifiuto o una proibizione immotivata, uno sgarbo, una persona ingombrante che non si può evitare (la onnipresente suocera);
  4. Il maschio può percepire l'impossibilità di definire e demarcare il suo territorio, mettendo delle marcature (odore), dei paletti veri o metaforici, mettere lo steccato o i cancelli, siano essi veri e concreti, siano essi metaforici, legali, privati, mentali, morali, etici, economici e di altro genere. Non poter definire il proprio territorio pone il maschio in uno stress continuato che, a lungo andare, può creare seri problemi.
Ora vediamo quale può essere il vissuto per la femmina.
  1. La femmina può percepire la condizione di essere senza protezione nello svolgere la sua funzione di madre ed il predatore è già entrato nel nido, minacciando non tanto lei quanto i piccoli. Se per un animale femmina la minaccia è reale e causata da un estraneo, per l'umana le cose sono assai più complesse, basti pensare alla sunnominata suocera che si trova all'interno del nido costruito dalla nuora insieme al marito. Nel mondo animale nessuna femmina coi cuccioli ha a che fare con la madre del maschio dominante che impone la sua presenza e il suo modo di ammaestrare i cuccioli.
  2. La femmina può avere il percepito di non essere corteggiata, desiderata, voluta e presa. Ciò in funzione di proseguire la specie. Se nel mondo animale ciò accade quando il maschio dominante cade sotto i colpi del giovane nuovo Re, quindi una condizione molto reale, per l'umana le cose sono enormemente più complesse. La frustrazione sessuale della femmina animale è data dal non avere il maschio dominante che la corteggia e la prende, a lei non interessa che quel maschio vada a fecondare anche le altre femmine o che si faccia gli affari suoi da qualche parte. A lei non manca il cibo, se lo procura da sola.
    Nel mondo umano la femmina ha avuto una storia di sottomissione secolare per questioni religiose e di potere. Tale sottomissione l'ha obbligata a dipendere dal maschio del tutto ingiustamente, finendo per esercitare il possesso nei confronti del maschio, con la nascita della gelosia. La pretesa che un maschio sia proprietà sessuale e riproduttiva esclusiva di una femmina, non è biologico.
  3. La femmina può percepire di non sapere come e dove collocarsi all'interno del nido e/o del clan, non potendo liberamente effettuare delle scelte che la coinvolgano. Può succedere quando il maschio non ha operato una scelta e non ha eletto la femmina alfa, oppure quando nel clan non è definito il maschio alfa o dominante.
    Per l'umana è come quando lei percepisce che c'è un'altra femmina alfa negli interessi del maschio, quindi il suo ruolo è in bilico o non definito. Eh, le suocere!
  4. La femmina può percepire l'impossibilità a definire e riconoscere il proprio posto nel nido o nel clan, il che può essere legato al percepito di cui sopra.

Organi e tessuti coinvolti: arterie e vene coronarie, mucosa del collo uterino, mucosa della piccola curvatura gastrica, vie biliari e pancreatiche, mucosa ano-rettale, mucosa bronchiale e laringea, mucosa delle vie urinarie (Ectoderma)

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