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Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Cancro:
Un evento incompreso

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Cancro del cervello

Tratto da: The Merck Manual of Diagnosis & Therapy, 19th Edition (2011)
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

I tumori intracranici possono coinvolgere il cervello o altre strutture (esempio, nervi cranici, meningi). Si sviluppano generalmente nell'età media, ma possono insorgere a qualsiasi età; essi tendono ad essere più comuni nella popolazione anziana. Alcuni tumori sono benigni, ma dato l'assenza di spazio per tollerare fenomeni espansivi, anche questi tumori possono essere gravi.

Classificazione

Alcuni tumori primari intracranici (ad esempio, gliomi, medulloblastomi, ependimomi) originano nel parenchima cerebrale; altri (ad esempio, meningiomi, neurinomi dell'acustico, altri schwannomi) originano in strutture extraneurali. Tumori extracranici possono metastatizzare in qualsiasi struttura intracranica o nel cranio. Nel cervello, le metastasi sono circa 10 volte più comuni dei tumori primari.

Cause

(Tratto da Pagine Mediche)
Le cause dei tumori cerebrali sono ancora in parte sconosciute, ma sono stati individuati alcuni fattori di rischio che aumentano le probabilità di ammalarsi: Inoltre, alcuni tipi di tumori al cervello possono ricorrere nell'ambito di una stessa famiglia: in questi casi è probabile che vi sia una componente genetica ereditaria (Leggi il libro "La Biologia delle credenze" a tal proposito n.d.r.).
I ricercatori stanno studiando altre probabili cause, come l'utilizzo prolungato di telefoni cellulari e la presenza di lesioni cerebrali post-traumatiche.
I tumori cerebrali possono colpire a qualsiasi età, ma sono più frequenti nei bambini dai 3 ai 12 anni e negli adulti dai 40 ai 70 anni.

Fisiopatologia

Le disfunzioni neurologiche possono derivare da quanto segue:

Un tumore maligno può sviluppare un nuovo tessuto vascolare interno, che può sanguinare od occludersi, evolvendo in necrosi e disfunzioni neurologiche che somigliano ad un ictus cerebrale.
I tumori benigni crescono lentamente. Possono diventare piuttosto grandi prima di determinare dei sintomi, in parte perchè non si determina edema cerebrale. I tumori maligni crescono rapidamente, ma difficilmente si diffondono al di fuori del sistema nervoso.

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Sintomi e segnali

Molti sintomi sono il risultato dell'aumentata pressione intracranica:

La cefalea è il sintomo principale e più comune. La cefalea può essere più intensa quando la persona si sveglia da un profondo sonno non-REM (tipicamente dopo molte ore dall'addormentamento) in quanto la ipoventilazione, che aumenta il flusso ematico cerebrale, avviene massimamente nel sonno non-REM.
La cefalea è anche progressive e può essere peggiorata dalla manovra di Valsalva. Quando la pressione intracranica è molto alta, la cefalea può essere accompagnata da vomito, talvolta preceduto da una leggera nausea. Nei bambini e nei poppanti, la pressione intracranica aumentata può determinare un allargamento del diametro craniala.
Il deterioramento dello stato mentale è il secondo sintomo comune. Le manifestazioni comprendono sonnolenza, letargia, cambiamenti della personalità, condotta disordinata e cognitività alterata. Possono verificarsi delle apoplessie, più spesso con tumori primari che metastatici. La coscienza alterata può essere presente nelle ernie cerebrali, nelle lesioni del tronco cerebrale o nelle compromissioni corticali bilaterali. I riflessi delle vie aeree possono essere danneggiati.
Alcuni sintomi possono essere il risultato di disfunzioni cerebrali localizzate. Deficit neurologici focali, disfunzioni endocrine, o apoplessie focali possono verificarsi in base alla collocazione de tumore. I deficit locali possono suggerire la collocazione del tumore. Alcuni tumori possono causare irritazione meningea, che possono quindi risultare in meningiti acute o subacute.

Diagnosi

I tumori cerebrali recenti, possono sfuggire alle tecniche diagnostiche. Un tumore cerebrale dovrebbe essere considerato quando vi siano le seguenti caratteristiche:

Reperimenti simili possono risultare da altre masse endocraniche (ad esempio, ascessi, aneurisma, malformazioni arterovenose, emorragie intracerebrali, ematoma subdurale, granuloma, cisti parassitarie come la neurocisticercosi) o ictus ischemico.
Viene eseguita anche una accurata visita neurologica e una radiografia del torace (per scoprire eventuali tumori primitivi).

Trattamento

Le persone in coma o con ventilazione compromessa, richiedono una intubazione oro o naso-tracheale. Le ernie cerebrali richiedono un trattamento con mannitolo. Le lesioni massive dovrebbero essere decompresse chirurgicamente il più presto possibile.
L'incremento della pressione intracranica da tumore, ma senza erniazione, può essere trattato con corticosteroidi.
Comunque il trattamento dipende dal tipo istologico e dalla localizzazione.
L'asportazione chirurgica dovrebbe essere usata per la diagnosi (biopsia escissionale) e per l'alleviamento dei sintomi. Può curare i tumori benigni. Per i tumori che infiltrano il parenchima, il trattamento è multimodale. Radio e chemioterapia sembrano beneficiare alcune persone.

Radioterapia e Neurotossicità

La radioterapia può essere diretta in modo diffuso a tutto il cranio per tumori estesi o multifocali, oppure localmente per tumori ben demarcati. Applicare la terapia giornalmente tende a massimizzare l'efficacia e minimizzare la tossicità sui tessuti nervosi circostanti.

Il grado della neurotossicità dipende da:

I sintomi possono svilupparsi nei primi giorni (acuto) o mesi di trattamento o molti mesi o anni dopo il trattamento.
Neurotossicità acuta: Tipicamente la neurotossicità acuta comprende cefalea, nausea, vomito, sonnolenza e talvolta peggioramento dei segni neurologici locali nei bambini e negli adulti. È particolarmente frequente se la pressione intracranica è elevata. La neurotossicità acuta diminuisce con il procedere dei trattamenti.
Neurotosicità tardiva: Nei bambini e negli adulti, la neurotossicità può causare encefalopatie, da distinguere dal peggioramento del quadro tumorale.

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Gliomi

I gliomi sono tumori primari che originano nel parenchima cerebrale. I sintomi e la diagnosi sono simili a quelli di altri tumori cerebrali. Il trattamento prevede l'asportazione chirurgica, radioterapia e, per alcuni tumori, chemioterapia. L'asportazione chirurgica raramente cura.
I Gliomi includono astrocitomi, oligodendrogliomi, medulloblastomi ed ependimomi. Molti gliomi infiltrano il tessuto cerebrale in modo diffuso e irregolare.

Gli Astrocitomi sono i gliomi più comuni. Sono classificati in ordine crescente di malignità, come:

Quelli a basso grado e gli anaplastici tendono a svilupparsi nelle persone giovani e possono evolvere in glioblastomi (glioblastomi secondari). I Glioblastomi tendono a verificarsi in media età o nell'anziano.
Alcuni astrocitomi contengono cellule di oligodendroglioma; le persone con questo tipo di tumore (chiamato oligoastrocitoma) hanno una prognosi migliore di quelle con astrocitomi puri.
Gli Oligodendrogliomi sono tra i gliomi più favorevoli.
I Medulloblastomi e gli ependimomi si sviluppano solitamente nei pressi del quarto ventricolo. Entrambi i tipi predispongono alla formazione di idrocefalo ostruttivo.

Trattamento

Astrocitoma anaplastico e glioblastomi: Il trattamento comprende l'asportazione chirurgica, la radioterapia e la chemioterapia per ridurre la massa tumorale. L'asportazione della maggior massa possibile è ideale, prolunga la sopravvivenza e migliora le funzioni neurologiche.
Dopo il trattamento convenzionale multimodale, il tasso di sopravvivenza è di circa il 50% a un anno, del 25% a due anni e del 10-5 % a 5 anni.

Gli astrocitomi a basso grado di malignità vengono asportati chirurgicamente, se possibile, segue poi la radioterapia. Un trattamento precoce offre migliore sopravvivenza, ma causa danni cerebrali precoci. Con il trattamento, la sopravvivenza a 5 anni è di circa il 40-50%.

Gli Oligodendrogliomi ricevono un trattamento del tutto simili a quello per gli astrocitomi a basso grado di malignità. Viene talvolta usata la chemioterapia. Con il trattamento, la sopravvivenza a 5 anni va dal 50 al 60%.

Medulloblastomi: Il trattamento prevede la radioterapia pan-encefalica, della fossa posteriore e del midollo allungato. La chemio viene impiegata come aggiunta e in caso di recidive. Con il trattamento, il tasso di sopravvivenza a 5 anni è di circa il 50%, mentre a 10 anni del 40.

Ependimomi: Usualmente viene impiegata la chirurgia per asportare il tumore e aprire le vie per il liquido cefalo-rachidiano, seguita dalla radioterapia. La sopravvivenza è molto dipendente dalla radicalità dell'asportazione chirurgica. Con il trattamento, la sopravvivenza a 5 anni è di circa il 50%, se non vi sono residui tumorali, questa sale a circa il 70%.

Meningiomi

I meningiomi sono tumori benigni delle meningi che possono comprimere il tessuto cerebrale. I sintomi sono dipendenti dalla localizzazione del tumore e la diagnosi viene posta con Risonanza Magnetica con contrasto. I meningiomi possono comprimere il tessuto cerebrale, ma non lo infiltrano. Gli istotipi possono essere vari, ma tutti intraprendono lo stesso decorso clinico ed alcuni possono diventare maligni.

Il trattamento prevede l'asportazione chirurgica o la radioterapia. Può essere impiegata la radioterapia stereotattica per i meningiomi chirurgicamente non raggiungibili o per quelli in cui l'asportazione sia stata incompleta. Se intervengono delle recidive, si può impiegare la radioterapia.

• Secondo le 5 Leggi Biologiche

Come visto nella parte iniziale di questo articolo, i tumori cerebrali possono essere primitivi (che si reperiscono in assenza di evidenti altre sedi tumorali nel corpo) o metastatici (tumori cerebrali rinvenuti dopo o in concomitanza con il reperimento di altra sede tumorale nel corpo). Questo è il primo mito da sfatare.
Sia i tumori primitivi, che quelli metastatici sono espressione del coinvolgimento cerebrale in un programma SBS originario. Come parte frapposta tra psiche e corpo, il cervello e le sue regioni (Tronco cerebrale, Cervelletto, Midollo cerebrale e Corteccia) vengono coinvolti nel programma SBS ed hanno manifestazioni istologiche differenti in base alla fase in cui si trova il programma.
Nella fase di conflitto attivo il cervello si attiva nei punti sensatamente collegati all'evento conflittuale e il loro aspetto radiologico è di anelli concentrici ben definiti. Nella prima fase di riparazione (PCL A), questi relè ricevono una alterazione che comporta una edemizzazione anche molto voluminosa (dove intervengono i maggiori segni clinici come la cefalea, il torpore, le disfunzioni funzionali neurologiche). A seconda del livello cerebrale coinvolto e della collocazione topografica, intervengono fenomeni neurologici che portano alla osservazione medica la quale, con l'aiuto delle indagini strumentali, rileva alterazioni neurologiche focali, generalmente definiti tumori cerebrali.
Nella delicata e talora drammatica crisi epilettoide, dove i sintomi sono solitamente caratterizzati appunto da crisi epilettiche vere e proprie, la persona viene ugualmente sottoposta a indagine strumentale, che può mostrare una alterazione focale cerebrale che può essere definita come tumore cerebrale.
Nella seconda fase di riparazione (PCL B), la cicatrizzazione del FH mostra un ispessimento gliale ben visibile con mezzo di contrasto. Anche in questo caso la diagnosi è per lo più di tumore cerebrale.
In sintesi quello che viene definito "tumore cerebrale" è la rappresentazione fisica di quanto è avvenuto o avviene nel livello cerebrale nel corso del programma SBS che, per definizione, non ha nulla di maligno.

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Il fatto di avere un tumore cerebrale in assenza di altre sedi tumorali, corrobora ulteriormente le scoperte del Dr. Hamer. Infatti la diagnosi di tumore cerebrale viene solitamente effettuata nella fase di riparazione dell'SBS, quando magari il tessuto o l'organo periferico coinvolto nel processo SBS, si è già riparato e cicatrizzato, oppure ha solo subito una defunzionalizzazione (come nel caso degli SBS ectodermici senza ulcerazioni) e non mostra alterazioni strutturali reperibili con la attuale dotazione diagnostica strumentale.
Il fatto di avere un tumore cerebrale in presenza di altra sede tumorale, indica maggiormente l'esattezza del terzo criterio della Prima Legge, che indica chiaramente che se il conflitto viene risolto, la fase di riparazione avviene simultaneamente su tutti tre i livelli (psiche-cervello-organo) e, come detto dianzi, la diagnosi di tumore cerebrale è per lo più effettuata nella fase di riparazione del programma SBS.
Curiosamente, quando una persona viene inserita nel processo di preospedalizzazione in funzione di essere operata per un tumore, viene spesso effettuata una TC total-body per reperire le cosiddette "metastasi" al fine di determinare una stadiazione e una prognosi. La Medicina Ufficiale (MU) osserva spesso la presenza simultanea di tumori cerebrali e tumori periferici. Questi due fenomeni non vengono mai abbinati se non in termini di disseminazione e malignità.

Occorre poi considerare la questione istologica.
Il tessuto cerebrale gliale è di origine mesodermica e tuttavia la MU non ha ancora fatto luce su come sia possibile che un tumore cresciuto in un tessuto ectodermico, possa trasformarsi in tessuto mesodermico e collocarsi a livello gliale.
Questo interrogativo è attualmente senza risposta.

Tratto da: DICCIONARIO DE BIODESCODIFICACION

Conflitto: Mancanza di capacità intellettuale per affrontare un problema.
Risentito: «Devo trovare una soluzione al di la delle mie possibilità». «Sono troppo stupido, però devo riuscirci».
Sentito biologico: Per avere più capacità intellettuale, produco più cellule gliali che apportano più glucosio e ossigeno ai neuroni.

L'80% del contenuto intracranico è costituito da glia (cellule gliali), un tessuto cerebrale di riparazione e protezione. Con mezzo di contrasto iodato possiamo vedere i Focolai di Hamer (FH) o traumi riparati, quelli che erroneamente sono chiamati tumori cerebrali, non si vedono i FH attivi. Nel cervello entrambe le fasi (conflitto attivo e conflitto risolto) hanno ovviamente il proprio FH nello stesso punto, sebbene abbia aspetti differenti.
Questi focolai di Hamer, che rappresentano una iperplasia gliale, si vedono bene alla Tac con mezzo di contrasto iodato e rappresentano quindi un prodotto della riparazione dei medesimi focolai e non dovrebbero allarmare.

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