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Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Cancro:
Un evento incompreso

Questa pagina ha solo finalità informative ed educative.
È fortemente consigliato avere una conoscenza basica delle → 5 Leggi Biologiche, in modo che le informazioni siano di più facile comprensione.
Queste pagine non sostituiscono in alcun modo il consulto con medici specialisti oncologi.
Non sono contenuti suggerimenti su terapie o rimedi utili al trattamento del singolo caso. A tali fini si suggerisce la consultazione di operatori di dimostrata e affidabile preparazione.
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Cancro all'esofago

Tratto da: The Merck Manual of Diagnosis & Therapy, 19th Edition (2011)
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Il più comune tumore maligno nei due terzi prossimali dell'esofago è il carcinoma squamocellulare; l'adenocarcinoma è il più comune nel terzo distale esofageo. I sintomi sono disfagia progressiva e perdita di peso. La diagnosi è endoscopica, seguita da una TC ed una ecografia endoscopica per eseguire la stadiazione. Il trattamento varia con lo stadio e generalmente include l'asportazione chirurgica con o senza chemioterapia e radioterapia. La sopravvivenza a lungo termine è scarsa, a parte i tumori molto localizzati.

Il fattore di rischio primario è considerato il consumo di alcool ed il consumo di tabacco (in qualsiasi forma) [1]. Altri fattori comprendono l'acalasia, il virus del papilloma umano[2], la sindrome di Plummer-Vinson, l'irradiazione dell'esofago [3]. Adenocarcinoma: l'Adenocarcinoma si verifica nella parte distale dell'esofago. Non c'è evidenza dell'azione dell'alcool sulla genesi, ma si ritiene che il fumo possa essere un fattore di rischio [1].
Anche il reflusso gastrico cronico e l'esofagite da reflusso sembrano essere un fattore causale (ma rimane ignota la ragione per cui solo una minima parte delle persone con questi problemi, sviluppino un cancro).
Altri tumori maligni [4] dell'esofago: carcinoma verrucoso, pseudosarcoma, carcinoma mucoepidermoide, carcinoma adenosquamoso, cilindroma, coriocarcinoma, carcinoide, sarcoma e melanoma.

Sintomi e segnali

Il cancro esofageo iniziale è solitamente asintomatico. Quando il lume esofageo diventa ristretto a meno di 14 mm, compare disfagia. La persona ha iniziali difficoltà ad inghiottire cibi solidi, poi quelli semisolidi e infine quelli liquidi; questa progressione suggerisce la possibilità di un cancro esofageo, ma anche di spasmo esofageo, acalasia, ulcera peptica stenosante. Può essere presente dolore toracico, spesso irradiato posteriormente.
È spesso evidente la perdita di peso anche se il paziente ha buon appetito. La compressione del nervo laringeo ricorrente può determinare alterazione del timbro vocale per paralisi delle corde vocali. Possono verificarsi singhiozzo o paralisi diaframmatica per la compressione del nervo frenico. Il coinvolgimento pleurico può causare versamento pleurico e dispnea. I tumori endoluminali possono causare odinofagia, vomito, ematemesi, melena, anemia sideropenica e tosse.
Il coinvolgimento linfonodale può generare linfoadenomegalie sovraclaveari, laterocervicali, mediastiniche e sottodiaframmatiche.
Le metastasi[5] sono solitamente al polmone[6] e al fegato[6] occasionalmente a sedi più distanti.

Diagnosi

Prognosi

La prognosi dipende molto dalla stadiazione, ma in generale è negativa (sopravvivenza a 5 anni inferiore al 5%). Le persone con un cancro della sola mucosa hanno una sopravvivenza dell'80% circa a 5 anni, che scende a meno del 50% se è coinvolta la sottomucosa, al 20% se è coinvolta la tonaca muscolare. Con estensioni maggiori la sopravvivenza è pressoché nulla.

Trattamento

Resezione chirurgica, spesso combinata a chemio e radioterapia.
(n.d.a.: La stadiazione gioca un ruolo preminente. Solitamente le persone giungono ad osservazione quando mostrano segni di malattia avanzata e in condizioni fisiche assai compromesse. L'asportazione chirurgica comporta interventi grandemente demolitivi e molto stressanti - laparotomia e toracotomia nello stesso intervento - e la persona potrebbe decedere nel corso dell'atto chirurgico. Le complicanze post-operatorie per deiscenza anastomotica, sono per lo più fatali per via della grave mediastinite). Le precedenti e successive terapie possono causare un ulteriore aggravamento delle condizioni della persona


• Secondo le 5 Leggi Biologiche

L'esofago è un tubo mucoso-muscolare flessibile, situato dietro la trachea e a ridosso dei corpi vertebrali delle vertebre toraciche. La mucosa del terzo inferiore è di derivazione endodermica, mentre quella dei due terzi superiori è di derivazione ectodermica. La funzione dell'esofago è quella di produrre muco per proteggere il boccone che, attraverso l'attività peristaltica, viene condotto allo stomaco.

È anzitutto necessario, come detto, considerare le due diverse aree esofagee di derivazione embriologica alquanto diversa.
I primi due terzi superiori sono di derivazione ectodermica, mentre l'ultimo terzo è di derivazione endodermica.
I conflitti della zona ectodermica sono quelli di non volere ingoiare il boccone e di volerlo sputare. In senso traslato "non riuscire a sputare il rospo".
Il conflitto endodermico è quello di non poter inghiottire il boccone. Qualcosa che si vuole acquisire e non si può. L'adenocarninoma è per "volere acquisire e non potere".
Nella fase attiva della parte ectodermica si ha ulcerazione della mucosa, per favorire l'espulsione del "rospo" ed è sintomatica. L'ulcerazione può passare inosservata all'esame endoscopico e lo spasmo funzionale può creare difficoltà alla deglutizione. In fase PCL si ha la guarigione dell'ulcerazione con leggera eccedenza del tessuto e sanguinamento. Se il conflitto è molto intenso, lo spasmo e la tumefazione può provocare intensa incapacità alla deglutizione.
Nella fase attiva del conflitto endodermico si ha la produzione di più tessuto mucoso per migliorare il transito del boccone attraverso una maggior produzione di muco (cellule a funzione secretoria) o per saggiare la consistenza del bolo alimentare (cellule a funzione assorbente). Nella fase PCL il tessuto aggiuntivo viene smantellato per azione dei batteri e c'è la comparsa di alitosi e dolore. Questa condizione indica che molto spesso questi tumori non vengono nemmeno diagnosticati. Le numerose recidive possono essere scambiate per varici esofagee.

Tratto da: DICCIONARIO DE BIODESCODIFICACION

Conflitto: Non potere inghiottire il boccone. Può essere una casa, un'auto, ecc. che si desidera avere, ma non è possibile. L'adenocarninoma indica il "desiderare inghiottire e non potere". Il carcinoma epidermoide indica l'obbligo di inghiottire qualcosa che si vorrebbe sputare. Concetto valido per la zona rino-oro-faringea.
Risentito: «Ho inghiottito qualcosa che volevo, ma che mi sta intasando». Un cancro indica che si è voluto inghiottire qualcosa di troppo grosso.
Esempio: Un signore deve licenziare il suo personale ed è angosciato dal fatto che non potranno mangiare.
Esempio: Un signore che ha avuto un figlio con l'amante e non riesce a inghiottire il fatto che non può dargli il proprio cognome.

Esofago, due terzi superiore
Mucosa dell'esofago.
Conflitto: Rifiuto del mondo sociale esterno. Non voler ingoiare altro ed essere forzati a farlo. Non desiderare o non poter far procedere ciò che si è inghiottito. Conflitto della deglutizione: Sentire che qualcosa è rimasto intrappolato nella gola.
Risentito: «Mi hanno fatto inghiottire rospi e serpenti», «Mi hanno mentito, mi hanno ingannato» (in relazione alla propria sopravvivenza).

Esofago, terzo inferiore
Sottomucosa dell'esofago.
Boccone, con aspetti professionale e affettivo.
Conflitto: Necessità vitale del mondo esterno. Conflitto di non poter ingoiare ciò che abbiamo tra le mani. Avere gli occhi più grandi dello stomaco (voler inghiottire una cosa troppo grossa). Paura e contrarietà prima del pasto. Conflitto dello sperpero. Ghiottoneria.
Risentito: «Non posso avere tutto, ma ho paura di perderlo». «Non posso sperperare». «Non ho il diritto di approfittare del boccone ingoiato» (eredità ad esempio).


Legenda delle sigle: CA = Conflitto Attivo; PCL = PostConflittoLisi; CE = Crisi Epilettoide; SB = Senso Biologico;

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