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Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Cancro:
Un evento incompreso

Questa pagina ha solo finalità informative ed educative.
È fortemente consigliato avere una conoscenza basica delle → 5 Leggi Biologiche, in modo che le informazioni siano di più facile comprensione.
Queste pagine non sostituiscono in alcun modo il consulto con medici specialisti oncologi.
Non sono contenuti suggerimenti su terapie o rimedi utili al trattamento del singolo caso. A tali fini si suggerisce la consultazione di operatori di dimostrata e affidabile preparazione.
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Cancro ai polmoni

Tratto da: The Merck Manual of Diagnosis & Therapy, 19th Edition (2011)
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Il Carcinoma polmonare è la principale causa di morte da tumore nel mondo. Circa l'85% dei casi è collegato al fumo di sigarette. I sintomi includono tosse, fastidio toracico o dolore, dimagramento e meno frequentemente, emottisi; tuttavia molte persone si presentano con malattia già metastatizzata, senza sintomi clinici. La diagnosi è tipicamente effettuata con la radiografia del torace o una TC toracica e confermata dalla biopsia. In base allo stadio della malattia, il trattamento include la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia o la combinazione tra queste. A dispetto dei trattamenti avanzati, la prognosi rimane negativa, con solo il 15% di persone sopravvissute a 5 anni dalla diagnosi. Nelle persone con la malattia avanzata, la prognosi a 5 anni è di meno dell'1% di sopravvivenza.

Eziologia

Il fumo delle sigarette è la causa più importante di cancro del polmone, ammontando a circa l'85% dei casi [1]. Circa il 15% delle persone affette da cancro del polmone, non ha mai fumato in vita sua, per cui per queste persone la causa del cancro è attualmente sconosciuta. Recenti studi hanno riportato che alcuni non fumatori con cancro del polmone, hanno una mutazione genetica nel gene del fattore di crescita epidermico (EGFR). Sebbene non sia stata chiarita una associazione con fattori ambientali, è stato teorizzato che l'esposizione al gas radon, un prodotto del normale decadimento di radio e uranio presenti nel terreno, possa essere un fattore di rischio ambientale. Altri fattori di rischio possono essere l'esposizione indiretta al fumo di tabacco e ad altri carcinogeni, come asbesto, radioterapia, arsenico, cromati, nickel, etere clorometilico, gas di mostarde azotate ed altre sostanze presenti nei luoghi di lavoro.

Classificazione

Il cancro del polmone è classificato in due categorie principali:

Il SCLC è molto aggressivo e per la maggior parte colpisce i fumatori. Ha un rapido accrescimento e circa il 60% delle persone ha una metastatizzazione al momento della diagnosi.
Il comportamento clinico del NSCLC è più variabile e dipende dal tipo istologico, ma circa il 40% delle persone hanno una disseminazione extratoracica al momento della diagnosi.
Altre caratteristiche delle due categorie possono variare (localizzazione, rischi, trattamento, complicanze).

Sintomi e segnali

Circa il 25% dei tumori polmonari sono asintomatici e vengono scoperti per caso [2]. I sintomi e i segnali della "malattia" possono risultare dalla progressione locale del tumore, dalla diffusione regionale o sistemica. Le sindromi paraneoplastiche ed i sintomi possono manifestarsi ad ogni stadio del quadro patologico.
Tumore localizzato: il tumore localizzato può causare tosse e meno frequentemente dispnea dovuta ad ostruzione delle vie aeree [3], ad atelettasia postostruttiva e diffusione linfatica. La febbre può comparire con la polmonite postostruttiva. Più della metà delle persone riporta un imprecisato e vago dolore toracico. L'emottisi è meno comune e la perdita di sangue è minima, eccetto che in rari casi in cui la neoplasia erode vasi sanguigni di grosso calibro. In questo caso il soffocamento e la perdita di sangue può causare la morte.
Diffusione regionale: questa può causare il dolore toracico pleuritico o dispnea da versamento pleurico massivo [4], l'afonia o la disfonia può essere causata dal coinvolgimento del nervo laringeo ricorrente, mentre il coinvolgimento dei nervi frenici può causare paralisi diaframmatica.
La sindrome della vena cava superiore (SVC) si manifesta quando c'è il coinvolgimento della vena cava superiore. Questo può causare cefalea, senso di pienezza cefalica, gonfiore del volto e delle estremità superiori, ecc.
Metastasi: queste causano sintomi diversi a seconda del distretto interessato. Quelle epatiche causano dolore, sintomi gastrointestinali ed infine insufficienza epatica [5]. Le metastasi cerebrali causano alterazioni comportamentali, confusione, afasia, apoplessie, paresi o paralisi, nausea e vomito ed alla fine coma e morte [6]. Le metastasi ossee causano la comparsa di forte dolore e fratture patologiche [7]. Sebbene il carcinoma polmonare metastatizzi alle surrenali, raramente porta alla insufficienza surrenalica [8]. Sindromi paraneoplastiche: Queste sindromi sono un corredo di sintomi che derivano da strutture distanti dal luogo del tumore polmonare. Le più comuni sindromi comprendono una ipercalcemia (in persone con carcinoma squamo cellulare), sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico, miastenia (sindrome di Eaton-Lambert) e varie sindromi neurologiche.

Diagnosi

Prognosi

La prognosi globale per il cancro del polmone è scarsamente positiva. La sopravvivenza media per un SCLC di media estensione è di circa 20 mesi, con una sopravvivenza a 5 anni del 20%. I casi in cui vi sia una ampia estensione, hanno una sopravvivenza a 5 anni di meno dell'1%.
La sopravvivenza a 5 anni di persone affette da NSCLC varia in base alla stadiazione, dal 60-70% nelle persone al I stadio, a meno dell'1% per persone al IV stadio.

Trattamento

SCLC: Tipicamente il SCLC a qualsiasi stadio mostra una certa riosposta iniziale al trattamento, ma questa risposta ha breve durata. La chemioterapia, con o senza radioterapia, viene somministrata in base allo stadio della malattia. In molte persone la chemioterapia prolunga la sopravvivenza e migliora (?) la qualità della vita. La chirurgia ha un ruolo marginale nel trattamento di queste forme.

NSCLC: Il trattamento prevede l'intervento chirurgico (resezioni segmentali, lobectomie, pneumonectomie) seguito dalla chemioterapia e dalla radioterapia, in base al tipo di tumore ed allo stadio del medesimo.


• Secondo le 5 Leggi Biologiche

Occorre fare distinzione tra il Carcinoma bronchiale e l'Adenocarcinoma polmonare, tenere in conto la lateralità dell'individuo, la sede della manifestazione clinica e il numero delle lesioni.

Nel Carcinoma bronchiale il conflitto scatenante è quello di territorio, ovvero quando la sfera personale e dello spazio vitale è insidiata da sensi di colpa, da minacce o semplicemente da paure, da insicurezze irrisolte dell'infanzia o dell'adolescenza, riattivate da specifici eventi. Per es. "mi togli l'aria", "lasciami respirare", "non ho più il mio spazio" ecc.
In fase CA si ha l'ulcerazione della mucosa con il preciso intento di allargare il lume bronchiale e permettere il miglior passaggio di aria. I bronchi hanno lo schema di sensibilità della cute esterna e l'ulcerazione è asintomatica.
Nella fase A della PCL si ha una forte fase di edemizzazione della mucosa bronchiale che tende ad ostruire il lume bronchiale, con la secrezione di liquido sieroso e talora sangue. Il focolaio di Hamer posto nella regione temporale destra della corteccia cerebrale, può gonfiarsi anche intensamente e creare una forte cefalea (in questo caso una tac cerebrale porta alla diagnosi di metastasi cerebrale)
Nella fase B della PCL si ha la fase cicatriziale, con la comparsa di mucosità più dense, frammiste a sangue e nel lume bronchiale si ha la comparsa di tessuto granulomatoso di riparazione. Se le recidive sono state numerose, questo tessuo può causare l'ostruzione bronchiale.

L'AdenoCarcinoma polmonare coinvolge gli alveoli polmonari. Il conflitto che sta' alla base di questa manifestazione è il conflitto ancestrale di paura di morire, di non poter più respirare. Condizioni di stress elevato specialmente in famiglia ed al lavoro, possono precipitare la situazione quando intervenga un episodio scatenante. Soprattutto la diagnosi medica relativa ad una malattia considerata mortale, può essere il fattore scatenante per l'avvio del programma SBS degli alveoli polmonari.
In fase CA si ha proliferazione tissutale asintomatica in funzione di aumentare la superficie di scambio gassoso ed aumentare la possibilità di sopravvivere respirando meglio. Nella fase A della PCL si ha una considerevole edemizzazione del focolaio polmonare e di quello del tronco cerebrale. Può comparire quindi la febbre, forte cefalea (per il coinvolgimento dell'acquedotto di Silvio che provoca un certo grado di idrocefalia).
Nella fase B della PCL si ha la fase cicatriziale, con lo smantellamento del tessuto suppletivo da parte dei micobatteri. Se questi sono assenti, una capsula di tessuto connettivale racchiude il tessuto carcinomatoso. Se la caverna tubercolare si apre nel torrente bronchiale si può avere la cosiddetta vomica con abbondantissimo escreato tubercolare.

Legenda delle sigle: CA = Conflitto Attivo; PCL = PostConflittoLisi; CE = Crisi Epilettoide; SB = Senso Biologico;

Tratto da: DICCIONARIO DE BIODESCODIFICACION

Conflitto: polmone = acchiappare il boccone di aria, senza il quale muoio. Paura di morire + Minaccia nel territorio + Tristezza
Risentito:
- persona con cancro e con metastasi polmonare che pensa: «Sto morendo». Paura della morte.
- simbolico: «In casa mia soffoco». Paura di morire di asfissia
- Interscambio affettivo. Donna che smette di parlare con suo cugino. Lo facevano ogni settimana e per lei era un alimento vitale. Si sente molto sola. Le parole di suo cugino erano come ossigeno.
- Gli interscambi hanno a che fare con patologie alveolari.
Gli alveoli corrispondo allo stato conflittuale della sopravvivenza, paura di morire. I bronchi hanno a che fare con lo stadio conflittuale delle relazioni, minaccia del territorio. In caso di un cancro è necessario considerarli entrambi. Va tenuto in conto il sentito di tristezza e non va dimenticato il conflitto programmante legato al giro di cordone ombelicale intorno al collo.

Medicina Tradizionale Cinese

I contenuti di questo paragrafo sono frutto di uno studio puramente teorico

Il cancro del Polmone, assieme a quello prostatico, è la più frequente causa di morte per tumore nel maschio e, di tutte le neoplasie che colpiscono l'individuo umano, è la più frequente. A questi dati, quanto meno insidiosi e preoccupanti, se ne aggiungono altri due non meno degni di attenzione, la aumentata frequenza di comparsa sia nell'uomo che nella donna (con un incremento, negli ultimi 50 anni, di circa 10 punti percentuali rispetto ad altre neoplasie) e la perdurante incurabilità di simile manifestazione tumorale maligna nonostante le grandi ricerche effettuate e le sempre più numerose armi a disposizione dell'oncologo clinico.
La gravità di questo tumore è data dal fatto che agendo sull'intero processo respiratorio, ne determina insufficienze anche molto gravi. Anche la estrema vascolarizzazione determina la rapida metastatizzazione extrapolmonare.

Eziopatogenesi

Nel caso del cancro del Polmone si possono fare realistiche enunciazioni sulle cause della sua comparsa. Sicuramente il diretto contatto tra Polmone e ambiente esterno (rapporto di gran lunga più intenso rispetto a quello riguardante altri organi e visceri) favorisce l'azione di sostanze che sperimentalmente sono dimostrati cancerogeni. Ci si intende riferire ai fattori inquinanti comuni o specifici di certi ambienti e professioni. Di particolare rilievo è l'azione del fumo di tabacco che agisce attraverso due meccanismi, il primo relativo alle sostanze contenute proprio nel fumo di tabacco come la nicotina od il benzopirene, il secondo meccanismo è quello secondario alla temperatura del fumo che agisce proprio disseccando i liquidi polmonari, favorendo la deposizione della massa. Comunque non è sufficiente la sola azione degli inquinanti per determinare la comparsa del cancro polmonare ma è necessario che vi siano le condizioni per cui gli agenti causali attecchiscano ed agiscano in senso oncogenetico.
Sono necessarie, infatti, due condizioni, il deficit basale polmonare ed il contemporaneo attacco delle cause. Il deficit basale può essere sia congenito che acquisito e può riguardare il QI e/o lo YIN del Polmone. Il primo causa il mancato invio dei liquidi polmonari che si condensano in Catarri. Pur essendo un eccesso, la stasi dei Catarri è, in effetti, un prodotto del deficit.
Il deficit di YIN causa un eccesso di Calore che provoca un ulteriore addensamento dei Catarri. Infatti quando cè un deficit di YIN questo è quasi sempre prodotto da un cronico deficit di QI che, come abbiamo visto, causa comunque una stasi di Catarri.
Ad ogni modo la stasi di Catarri si oppone alla corretta circolazione del QI e del Sangue la cui stasi è la base materiale di genesi oncologica. Su questa base si sovrappone l'attacco delle cause che deve essere simultaneo alle debolezze basali appena descritte. La simultaneità, tuttavia, non può causare la comparsa del cancro se non interviene un fattore cruciale ovvero quello temporale per cui, dopo un considerevole lasso di tempo, si insedia il Fuoco YIN che rappresenta l'acme oncogenetico con la produzione della massa.
Comunque le cause possono essere esogene (fumo, gas, carboni, polveri, solventi, ecc.) che inducono eccesso di Calore, Fuoco tossico DU con stasi di QI e Sangue, o endogene, rappresentate, di fatto, dal Fuoco di Fegato che invade il Polmone (Controinibizione nel ciclo KE dei 5 Movimenti) e dal deficit di QI di Milza, che inducono eccesso di Calore nel primo caso (con lesione dello YIN nel trascorrere degli anni) e stasi di Catarri, nel secondo.
Il perdurare della emottisi indica che il Calore polmonare ed il deficit sono molto seri e che il Sangue viene spinto fuori (dal Calore relativo) e non viene trattenuto nei vasi (deficit di QI). Le sindromi paraneoplastiche sono i sintomi generalizzati del deficit di YIN. Se il paziente non viene trattato la metastatizzazione è rapida e coinvolge molti distretti. Questa rapida metastatizzazione si giustifica pensando che se il Polmone non invia il necessario QI al resto del corpo (per via delle condizioni patologiche esposte dianzi), interviene il meccanismo per cui la struttura o materia corporea viene trasformata in QI. Questo accade nei distretti a più forte attività energetica e con maggiore quota YIN ovvero le ossa (struttura molto YIN), il Fegato (struttura molto YIN e molto energetica), il cervello (struttura con grande consumo energetico), la cute (struttura con forte necessità energetica a fini difensivi), le ghiandole surrenali (struttura già fortemente YANG e con soccombente frazione YIN). Si determina, in sintesi, un generale deficit di YIN. Vorremmo porre l'attenzione sul fatto che la maggior parte delle strutture bersaglio delle metastasi, siano appartenenti al Movimento ACQUA (ossa,cervello, surrenali, Rene) figlio di METALLO (polmone) ed al Movimento LEGNO (Fegato) nonno di METALLO.
Non mancano anche coinvolgimenti del Movimento TERRA (metastasi spleniche), il che porta a dimostrare e confermare che un Movimento alterato, genera disfunzioni gravi nei Movimenti a lui più direttamente collegati.
La sindrome di Pancoast si giustifica con il coinvolgimento del Meridiano di Polmone (che ha origine nella parte sottoclaveare laterale e prosegue sulla faccia ventrale e mediana dell'arto superiore).
Il versamento pleurico si giustifica con il ristagnare dei liquidi a seguito del deficit polmonare.

Principio terapeutico

È necessario agire progressivamente:
  1. Preparare il paziente tonificando lo YIN e mobilizzando con vigore il QI polmonare espandendolo.
  2. Asportare con massima radicalità possibile la massa polmonare con il minor sacrificio tissutale possibile.
  3. Ripristinare il paziente tonificando lo YIN e il QI.
  4. Mantenere con forza la mobilizzazione energetica e l'espansione del Polmone.
  5. Mobilizzare con vigore il Sangue, rompendone le stasi.
  6. Se necessario sedare il Fegato ed armonizzare la Milza.
  7. Proteggere il Rene (per prevenire le metastasi).

Terapia

Agopuntura
E' consigliabile ricorrere alla Agopuntura sia in fase preparatoria all'intervento, sia nel periodo post-chirurgico sebbene in quest'ultimo periodo siano da preferire i rimedi fitoterapici cinesi ed una opportuna dieta. I punti che possono essere impiegati sono i seguenti :

Ad azione diretta sul Polmone Ad azione sullo YIN Ad azione sul torace Ad azione sul Fegato Ad azione sistemica

Farmacologia cinese
La Farmacologia cinese può essere impiegata preferenzialmente in fase post-chirurgica poiché in quella preparatoria all'intervento, ha una azione più ritardata rispetto a quella offerta dall'Agopuntura. Può essere altresì impiegata nei tumori inoperabili come il Microcitoma o i tumori tecnicamente inoperabili e nelle metastasi polmonari uniche. I rimedi che possono essere impiegati sono divisi per Azione farmacodinamica come segue :

Rimedi che mobilizzano il QI Rimedi che mobilizzano e trattengono il Sangue Rimedi che purificano il Calore Rimedi che trasformano i Catarri Rimedi che ventilano il Polmone Rimedi antitumorali Rimedi tonici del QI Rimedi tonici dello YIN

E' ipotizzabile la somministrazione della seguente ricetta :

I primi due componenti tonificano lo YIN ed il primo quello di Polmone in particolare. Ban Zhi Lian e Shi Shang Bai sono farmaci ad azione antitumorale specie sul Polmone. Yu Jin mobilizza con vigore il Sangue e ne rompe le stasi. Pi Pa Ye e Ban Xia aiutano il Polmone a ventilarsi meglio e ad espellere i Catarri. Xie Bai elimina la stasi di QI a livello polmonare. Huang Qin prurifica Calore e Umidità dal Jiao superiore e Sheng Jiang armonizza i composti riscladando la Natura tendenzialmente Fredda della ricettazione, favorisce, in più, una buona circolazione del QI. Se il paziente è in trattamente radio o chemioterapico è importante l'utilizzazione delle tavolette Ping Xiao Pian per tutto il periodo terapeutico.

Dietetica
Sono indicati i seguenti alimenti :

Sono di fatto proibiti gli alimenti eccessivamente piccanti poiché consumano il QI, gli alimenti Caldi di Natura poiché aumentano il Calore corporeo, gli alimenti disidratati e carbonizzati poiché ledono i liquidi corporei.

Terapia convenzionale

(Tratto da Wikipedia)
Diamo una occhiata alla classificazione scientifica secondo la Medicina Ufficiale.

Tipologie

L'Organizzazione mondiale della sanità prevede la divisione in quattro principali tipi istologici; tuttavia, ai fini terapeutici e prognostici è opportuno dividere le neoplasie polmonari in due grandi gruppi, definiti come carcinomi polmonari non a piccole cellule e carcinoma polmonare a piccole cellule.

All'interno dei primi si possono distinguere diversi sottotipi istologici, tra i quali:

Il carcinoma epidermoide è un tumore maligno prevalentemente centrale che origina della cellule basali dell'epitelio dei bronchi, con lenta crescita e che predilige i lobi polmonari superiori; è la forma più strettamente associata al fumo di sigaretta. L'adenocarcinoma del polmone è una forma tumorale estremamente variabile con linfotropismo estremamente marcato e in grado di formare metastasi linfonodali senza ingrandimento TC visibile. Il carcinoma bronchioloalveolare nasce dagli alveoli e diffonde tappezzando la parete alveolare, risultando non strettamente invasivo; ha un decorso clinico indolente e una frequenza molto bassa, con un quadro radiologico simile alla polmonite.

Il carcinoma polmonare a piccole cellule deve essere distinto da queste forme; è un tumore estremamente maligno, con elevatissima mortalità e che si sviluppa in un contesto patogenetico molecolare differenze rispetto ai precedenti; può essere definito come l'estremo maligno della linea dei tumori che originano dalle cellule neuroendocrine (carcinoidi tipici e atipici, carcinoma polmonare a grandi cellule). La malignità tipica di questi tumori viene giustificata dal decorso clinico estremamente rapido, dalla precocissima capacità di metastatizzare e all'associazione con sindromi paraneoplastiche.

Sintomi

Il tumore del polmone in molti casi resta asintomatico nelle sue fasi iniziali: succede a volte che la malattia venga diagnosticata nel corso di esami effettuati per altri motivi. Quando presenti, i sintomi più comuni del tumore del polmone sono tosse continua che non passa o addirittura peggiora nel tempo, raucedine, presenza di sangue nel catarro, respiro corto, dolore al petto che aumenta nel caso di un colpo di tosse o un respiro profondo, perdita di peso e di appetito, stanchezza, infezioni respiratorie (bronchiti o polmoniti) frequenti o che ritornano dopo il trattamento.

Il tumore inoltre può diffondersi per contiguità alle strutture vicine (la pleura che riveste i polmoni, la parete toracica e il diaframma sono alcuni esempi), per via linfatica ai linfonodi o attraverso il flusso sanguigno dando anche metastasi a distanza. Quasi tutti gli organi possono essere colpiti - fegato, cervello, surreni, ossa, reni, pancreas, milza e cute - dando origine a sintomi specifici come dolore alle ossa, ittero, cambiamenti neurologici come mal di testa o vertigini, noduli visibili a livello cutaneo.

Diagnosi

In presenza dei sintomi elencati, il medico solitamente invia il paziente ad indagini di maggior profondità come per esempio una radiografia al torace.
Ulteriori approfondimenti possono prevedere anche l'uso di TC, risonanza magnetica e PET, ma per arrivare a una diagnosi certa è necessario effettuare una biopsia - prelievo di un frammento di tessuto tumorale solitamente effettuato con tecnica TC-guidata - e il successivo esame istologico, cioè lo studio al microscopio del frammento prelevato. Spesso viene anche effettuato l'esame citologico dell'escreato, nel quale si cercano eventuali cellule tumorali che provengono dai polmoni. È possibile l'esecuzione di una broncoscopia che riesce a visualizzare l'interno dei bronchi, utile anche per eseguire prelievi del tessuto senza ricorrere all'intervento chirurgico.

Per valutare se la malattia è diffusa alle ossa si utilizza in genere la scansione ossea (scintigrafia), mentre la valutazione della funzionalità polmonare, ovvero di come lavorano i polmoni, è fondamentale se si pensa di ricorrere all'intervento chirurgico per l'asportazione di parte del polmone. Nel corso delle analisi dei campioni di tessuto prelevati, è oggi possibile determinare la presenza di particolari molecole sulle cellule tumorali, una pratica importante nell'era dei cosiddetti "farmaci intelligenti": tali molecole possono infatti rappresentare i bersagli di questi farmaci e la loro presenza o assenza aiuta i medici a decidere quale trattamento utilizzare per la cura di ogni singolo paziente.

Terapia

L'approccio terapeutico cambia notevolmente a seconda delle condizioni del paziente, ma soprattutto del tipo di tumore che ci si trova di fronte: a piccole cellule oppure non a piccole cellule.
Tumore a piccole cellule Il trattamento più utilizzato per questo tipo di tumore del polmone è la chemioterapia, una scelta legata al fatto che la malattia in genere risponde bene ai farmaci oggi disponibili e che spesso al momento della diagnosi sono già presenti metastasi in organi diversi dal polmone e di conseguenza la chirurgia non può essere considerata un approccio efficace. I farmaci più utilizzati sono i derivati del platino (cisplatino, carboplatino eccetera), ciclofosfammide, dexorubicina, gemcitabina e altri ancora. Per questo tipo di tumore si utilizza anche la radioterapia in associazione alla chemioterapia oppure dopo la chemio per eliminare eventuali cellule tumorali residue. Viene spesso utilizzata a livello del cervello per ridurre il rischio di metastasi in questo organo (molto comuni) o a scopo palliativo, cioè per ridurre i sintomi nei casi più avanzati. La chirurgia, cioè l'eliminazione del tumore mediante l'asportazione dell'area del polmone coinvolta, del tutto o in parte (lobectomia), è indicata solamente in casi selezionati e si effettua molto raramente. Le terapie biologiche, basate su farmaci che hanno un preciso bersaglio molecolare, sono ancora in fase di studio per il trattamento di questo tipo di tumore del polmone, così come terapie immunologiche già in uso per altre neoplasie.

Tumore non a piccole cellule
Nel tumore non a piccole cellule l'intervento chirurgico rappresenta la terapia di scelta, a meno che non siano già presenti metastasi a distanza. Dal momento che con la chirurgia vengono asportate porzioni di polmone, è importante valutare prima dell'intervento le capacità respiratorie del paziente, per essere sicuri che non ci saranno in seguito problemi respiratori.
La radioterapia è utilizzata da sola o in combinazione con la chemioterapia nei casi in cui non è possibile procedere con la chirurgia, a causa delle caratteristiche del tumore o dello stato di salute del paziente. In alcuni casi si utilizza la radioterapia interna o brachiterapia: piccole strutture che rilasciano la radiazione direttamente nel tumore dove vengono posizionate.
Anche la chemioterapia - che si basa sull'uso combinato di diversi farmaci come, per esempio carboplatino, taxani, gemcitabina, etoposide, irinotecan eccetera - ha un ruolo nel trattamento di questo tipo di tumore polmonare soprattutto nei casi di malattia avanzata. Radioterapia e chemioterapia possono essere utilizzate prima dell'intervento chirurgico (terapia neoadiuvante) per ridurre le dimensioni del tumore o dopo l'intervento (terapia adiuvante) per eliminare le eventuali cellule tumorali rimaste.
Per quanto riguarda i farmaci biologici, sono stati ottenuti buoni risultati in particolare con farmaci diretti contro EGFR (un fattore di crescita cellulare coinvolto nella proliferazione tumorale) e contro il gene ALK (un recettore di membrana che produce uno stimolo di crescita per le cellule) oppure con farmaci che bloccano l'angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni. Tra le molecole utilizzate ricordiamo, tra gli altri, cetuximab, erlotinib e getfitinib (anti-EGFR), crizotinib (anti-ALK), bevacizumab (anti-angiogenico).
Infine, in casi specifici, è possibile fare ricorso a trattamenti locali come l'ablazione con radiofrequenza (per distruggere il tumore con il calore), la terapia fotodinamica (si inietta un farmaco che viene poi attivato grazie alla luce di un broncoscopio e distrugge le cellule tumorali) e la terapia laser.

Farmaci usati frequentemente per il Cancro del Polmone Associazioni farmacologiche usate frequentemente per il Cancro del Polmone

Fonte: Navigating Cancer & Blood Disorder - https://www.navigatingcancer.com/

Chirurgia
Quando la persona venga dichiarata operabile, in base alle condizioni locali della neoplasia, si possono eseguire i seguenti interventi chirurgici:

Naturalmente, dove richiesto e possibile, viene eseguita la linfadenectomia sulle diverse stazioni linfonodali riconosciute (paratracheali alte e basse, sottocarenali, della finestra aorto polmonare, paraortiche, paraesofagee, del legamento polmonare, parailari, segmentarie).
In alcuni interventi è possibile procedere alla toracectomia, ovvero la asportazione di uno o più segmenti costali.
In altri e più complessi interventi, si può procedere alla asportazione di segmenti di pericardio.
Nelle situazioni bronchiali più complesse, si può essere obbligati alla trasposizione bronchiale (sleeve resection).

Radioterapia

La radioterapia è un trattamento che utilizza i raggi X ad alta energia o altri tipi di radiazioni per uccidere le cellule tumorali o impedire loro di crescere. Esistono due tipi di radioterapia.
Radioterapia esterna che utilizza una macchina al di fuori del corpo per inviare radiazioni verso il cancro.
Radioterapia interna che utilizza una sostanza radioattiva sigillata in aghi, fili, o cateteri che vengono inseriti direttamente all'interno o in prossimità del tumore.
La Radiosurgery è un metodo per applicare radiazioni direttamente sul tumore, con pochi danni al tessuto sano. Esso non comporta l'intervento chirurgico e può essere usato per trattare alcuni tumori in pazienti che sono inoperabili.
Il modo in cui viene applicata la radioterapia dipende dal tipo e dallo stadio del tumore da trattare. Dipende anche da dove si trova il tumore. Per tumori nelle vie aeree, la radiazione è data direttamente al tumore attraverso un endoscopio.

Perché le terapie convenzionali non funzionano?

Nell'ottica della Medicina Tradizionale Cinese

Purtroppo i dati disponibili, pur controversi ed interpretati in modo a volte improprio, indicano che all'incremento enorme delle diagnosi precoci, non è corrisposto un proporzionale aumento delle guarigioni dal Cancro. Considerare guarigione il solo fatto che non si verifichino recidive, è divenuto un grosso problema. In genere si considera o si definisce guarito un individuo affetto da Cancro se dopo 3-5 anni dall'inizio della terapia oncologica, non ha manifestato recidive locali ne metastasi a distanza che istologicamente richiamino il tumore per il quale aveva subito il trattamento. Ad eccezione del Cancro dello Stomaco che, per questioni preventive, è divenuto più raro ma non meno letale, gli altri tumori hanno ancora una sopravvivenza, a cinque anni, molto limitata (con eccezione per i linfomi e le leucemie). Si è addirittura visto che tumori mammari hanno generato metastasi a distanza di oltre 20 anni dal trattamento radicale. Questo a dimostrare e convalidare la tesi secondo la quale il Cancro è una manifestazione di Disarmonia/Disequilibrio basale che seppur confinata e controllata, può generare nuove manifestazioni a distanza di tempo anche in considerazione delle importanti e fisiologiche mutazioni struttural-funzionali date dall'età.

Sono dell'opinione che gli insuccessi oncologici siano da ascrivere all'improprio e parziale approccio conoscitivo occidentale. L'ostinata concentrazione sulla singola lesione e, soprattutto, la immotivata considerazione che il Cancro sia un alieno, un estraneo all'interno del corpo che l'ha generato, sono alla base dei fallimenti eziologici, diagnostici, prognostici e terapeutici.
Il fallimento della chemioterapia è dato dall'azione tossica devastante che aumenta il Fuoco DU ed il Calore, prosciuga i Liquidi, esaurisce lo YIN, stoppa il fluire di QI e Sangue che sono tutte cause di produzione oncologica e scatenamento delle ripetizioni, delle recidive e di malattie sistemiche che possono da sole determinare la morte. Se il paziente fosse contemporaneamente e correttamente tonificato, idratato e detossificato, si potrebbero forse ottenere maggiori successi su gran parte delle manifestazioni tumorali.
Il fallimento della chirurgia è dato dalla azione terapeutica troppo limitata che non rispetta la globalità della o delle Disarmonie/Disequilibri basali. Non va dimenticato, in più che l'asportazione di tessuto, la conseguente perdita di Sangue e la penetrazione di tossine e batteri, inducono deficit acuto di YIN, di Sangue, di Liquidi, stasi/eccesso di Calore/Fuoco, agitazione dello Shen che sono tutte condizioni che favoriscono la genesi tumorale. Se il paziente fosse opportunamente tonificato, raffreddato e mobilizzato dal punto di vista energetico ematico, il risultato terapeutico sarebbe migliore.
Il fallimento della radioterapia è data dalla estrema tossicità e lesività locale peritumorale e dalla eccessiva selettività terapeutica loco-regionale.
Il fallimento della immunoterapia è concettuale. Si cerca infatti di imporre ad un organismo, disarmonico e squilibrato, di riconoscere come estraneo un prodotto della stessa Disarmonia/Disequilibrio. Il Cancro si identifica con il suo ospite e viceversa. Così l'ospite non può riconoscere come estraneo il suo Cancro perché la Disarmonia che l'ha colpito e assillato silenziosamente per molto tempo, è la responsabile stessa del Cancro; essa ha alterato le difese ed i meccanismi d'allarme ed ha reso giustificata ed accettabile qualsiasi manifestazione (Cancro incluso). Continuare a stimolare un singolo aspetto di un sistema globale malato, significa mantenere inalterata la Disarmonia/Disequilibrio di base che si radica maggiormente.

Nell'ottica della Nuova Medicina Germanica

La Medicina Ufficiale continua a considerare il cancro un evento patologico estraneo alla fisiologia ed alla biologia dell'organismo che lo sviluppa. Continua a negare la possibilità che la singola alterazione tissutale abbia una sua finalità biologica da ottenere in funzione di salvaguardare l'organismo nella sua interezza.
La Medicina Ufficiale nega le 5 Leggi Biologiche e la loro sensatezza e considera, dell'individuo in osservazione, unicamente la "lesione" tissutale, procedendo a trattare unicamente quella, dimenticando la globalità organica.
Asportare un tumore polmonare di derivazione endodermica (adenocarcinoma e carcinoma bronchioloalveolare) nella fase attiva dell'SBS all'origine della manifestazione, senza avere risolto il conflitto di paura esistenziale, non risolve la condizione perchè la persona è ancora in conflitto attivo e anzi, lo è ancora di più.
Il trattamento convenzionale potrebbe avere successo se fosse effettuato nella fase di soluzione del conflitto e se alla persona non fosse applicato quel clima di terrore e paura che è tipico dell'attuale modus operandi della oncologia.


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