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Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Il Dizionario*

Dolore alle Spalle

La Spalla è una struttura articolare molto complessa, composta di ossa, muscoli, tendini, legamenti, nervi e vasi in cui l'arto superiore contatta e si articola sul tronco.
Per quanto riguarda la componente ossea, la spalla è composta dalla testa omerale, dalla glenoide scapolare, dall'acromion scapolare e dalla clavicola.
La componente articolare è data dall'articolazione scapolo-omerale (diartrosi) e dall'articolazione acromion-claveare (anfiartrosi).
La componente vascolare è data dall'arteria e vena ascellare, mentre la componente nervosa è assai più complessa con la presenza del plesso brachiale composto da vari nervi.
Ben più complessa è la struttura muscolare, composta dai seguenti muscoli:


9. Estremità acromiale della clavicola; 10. Articolazione acromionclaveare; 11. Acromion; 12. Tendine del muscolo sovraspinoso; 13. Legamento acromioncoracoideo; 14. Tendine della porzione lunga del muscolo bicipite; 15. Tendine del muscolo sottoscapolare; 16. Doccia bicipitale (Solco intertubercolare; 17. Capsula articolare dell'articolazione scapoloomerale; 18. Omero; 19. Legamento trapezoide; 20. Apofisi coracoide; 21. Bordo glenoideo; 22. Articolazione scapolo-omerale; 23. Scapola; 24. Muscolo sovraspinoso; 25. Cavità glenoidea; 27. Testa dell'omero; 28. Linea epifisaria

Il dolore alle spalle può essere determinato da problemi muscolari, legamentosi, tendinei ed ossei.


• Secondo le 5 Leggi Biologiche

È anzitutto necessario stabilire cosa crea dolore, se esso sia spontaneo o provocato dal movimento o dalla palpazione. Occorre altresì avere ben chiaro un quadro radiologico (Ecografia, TC, RNM) che definisca se ci sono lesioni ossee o articolari. È necessario definire il tipo di dolore, se pungente, sordo, urente.
È poi necessario stabilire se sia contemporanea una limitazione funzionale a carico dei movimenti propri dell'articolazione scapolo omerale.


1. Porzione discendente del muscolo trapezio; 2. Apofisi spinosa (vertebre toraciche); 3. Porzione ascendente del muscolo trapezio; 4. Muscolo grande romboide; 5. Angolo inferiore della scapola; 6. Muscolo gran dorsale; 7. Porzione trasversa del muscolo trapezio; 8. Spina della scapola; 9. Porzione spinosa del muscolo deltoide; 10. Muscolo infraspinoso con la sua fascia; 11. Muscolo piccolo rotondo con la sua fascia; 12. Porzione larga del muscolo tricipite; 13. Muscolo grande rotondo; 14. Muscolo vasto laterale; 15. Muscolo vasto mediale; 16. Setto intermuscolare mediale del braccio; 17. Nervo ulnare; 18. Olecrano.

I tessuti e le strutture che compongono la spalla sono per lo più di derivazione mesodermica. Ossa, muscoli, tendini, legamenti e vasi sanguigni sono derivati dal mesoderma recente e vengono coinvolti in conflitti di inadeguatezza/svalutazione. Il periostio e i nervi sono di derivazione ectodermica e sono attivati in modo speciale in caso di conflitti di separazione o impotenza. Le membrane sinoviali sono di derivazione mesodermica antica e risentono di conflittualità locali legate all'attacco.

In relazione a ciò è importante definire la funzione delle spalle che, in linea generale sono quelle di sorreggere, abbracciare, respingere, consentire alle braccia di adempiere alle funzioni richieste dal contesto e dalle volontà dell'individuo. Occorre così definire il senso biologico delle funzioni della spalla per poter comprendere cosa possa aver generato gli eventi speciali che, nella fase di riparazione, generano il dolore.

La spalla è al centro di movimenti come:

La spalla può rappresentare la capacità di sostenere qualcuno (soprattutto il versante posteriore) «Sono la sua spalla!». Può anche rappresentare l'allontanamento brusco di qualcuno (soprattutto l'apice della spalla) «Gli ho dato una spallata!». Può anche rappresentare la capacità di abbracciare qualcuno (soprattutto versante anteriore nel movimento di adduzione), ma anche la capacità di allontanare qualcuno (abduzione del braccio, versante laterale) e la capacità di proteggere qualcuno (spostare qualcuno e metterselo dietro, spostando il braccio verso dietro). Le funzioni di intra ed extrarotazione possono rappresentare la funzione dell'accogliere o respingere qualcuno.
Quando ci si approccia alla persona con un dolore alla spalla è importante pensare alle funzioni biologiche e pratiche dell'articolazione in oggetto, raccogliere informazioni sul sintomo e la sua localizzazione e convogliare l'indagine verso la scoperta di quale senso biologico c'è sotto al sintomo.

Dal punto di vista della curva bifasica occorre quindi tenere presente che in caso di dolore periostale (reumatismo) il dolore compare nella fase di conflitto attivo e risponde ad un conflitto di separazione brutale, in cui la persona è stata "strappata" all'abbraccio di un proprio caro, oppure che la persona stessa si senta molto ferita per la colpa di avere allontanato brutalmente una persona incolpevole o a cui è molto affezionata. Il dolore è percepito in profondità, come un dolore gelido che "corre nelle ossa".
Il dolore non periosteo, quindi muscolare, fasciale, articolare, tendineo, compare nella fase di post-conflittolisi, a conflitto risolto. Nella fase A della PCL il dolore è forte, spontaneo, esacerbato dal movimento e dalla palpazione.
Nella Crisi Epilettoide possono comparire tremori, contrazioni muscolari dolorose, crampi od una momentanea diminuzione del dolore.
Nella fase B della PCL il dolore è ancora presente ma solamente evocato dal movimento o dalla palpazione e tende a diminuire.

Perché il dolore dura a lungo?
In Natura l'animale che abbia patito un conflitto del genere è portato ad un rigoroso riposo, ma l'umano no, non può e continua a richiedere alle sue spalle dolenti di fare ciò che invece non dovrebbero fare. Questo non fa altro che allungare i tempi della guarigione.
Anche e soprattutto le recidive conflittuali tendono a far persistere la sintomatologia.
Non va dimenticata la traslazione conflittuale, come scritto in questo articolo.

Nota: Integrazioni all'articolo, correzioni e ampliamenti sono sempre molto ben accetti. Basta scrivere a:
giorgiobeltrammi@gmail.com

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