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Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

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Questa pagina non sostituisce in alcun modo il consulto con medici specialisti e/o esperti nelle 5 Leggi Biologiche. Non sono contenuti suggerimenti su terapie o rimedi utili al trattamento del singolo caso. A tali fini si suggerisce la consultazione di operatori di dimostrata e affidabile preparazione.
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Il dolore - Comprensione, difficoltà e gestione

Tratto da questa pagina web, ora non più disponibile:
http://nuevamedicinahamer.blogcindario.com/2008/11/00040-el-dolore-su-comprension-sus-dificultades-y-su-manejo-en-la-nueva-medicina-germanica.html
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Quando si analizza il tema del dolore nella NMG, si devono distinguere chiaramente due questioni:
  1. La sua spiegazione in base al programma speciale.
  2. La sua gestione terapeutica.

È frequente che la maggioranza della gente confonda o sovrapponga queste due questioni, e interpreti la prima nei termini della seconda, o viceversa. Ciò è dovuto, in parte, al fatto che il dolore si interpreta in termini etici come qualcosa di "male" e non in termini descrittivi (come qualcosa che "è"). La NMG, come scienza descrittiva, non assume posizioni etiche quando studia l'origine di un fenomeno biologico; e si limita a descrivere la sua origine e le condizioni della sua comparsa e scomparsa. Ciononostante, i medici che applicano la NMG hanno un interesse pratico o applicativo: cercano di usare la NMG per aiutare le persone a recuperare la salute. In questo senso, si da alla NMG una dimensione pratica orientata e diretta da certi valori: aiutare il prossimo, il mantenimento della salute, superare il dolore, ecc.

Esplorare le ragioni per le quali il dolore si associa al "male" è qualcosa che va al di la dei limiti della NMG e di questo sito. Il suo studio corrisponde alla filosofia morale, la Sociologia o la Psicologia. A tutti gli effetti però, va tenuto presente che la maggioranza della gente considera il dolore come qualcosa di male, e di conseguenza, come qualcosa che deve essere sradicato.

Nella NMG, il dolore biologicamente inteso, non è ne' buono ne' cattivo. La NMG scopre che la gran maggioranza dei dolori si producono dopo la soluzione del conflitto biologico, nella fase di guarigione. Per tanto, un dolore prodotto in questa fase può essere motivo di felicità e solo in questo contesto si può considerare "buono", dato che è un segno del fatto che la persona ha risolto il conflitto e la malattia è in una fase di riparazione, che non significa che è guarita.

Quest'ultimo punto deve essere ben compreso, perché è frequentemente malinterpretato, quasi sempre in mala fede. Si afferma che i medici della NMG si rallegrano quando i propri pazienti hanno dolori, facendo si che questi medici siano perversi, che si divertono per il dolore altrui. In realtà il medico della NMG non si rallegra per il dolore in se, ne' tanto meno per la sofferenza ad esso associata, ma per il fatto che il dolore rappresenta, se appare nella fase di guarigione, la condizione per cui la persona è biologicamente in via di guarigione.

Un esempio lo troviamo nel cancro alle ossa. Durante la fase attiva del conflitto di autosvalutazione, si produce una necrosi o una decalcificazione ossea, chiamata metastasi osteoclastica quando compare dopo una precedente diagnosi di cancro in altra sede. Se il conflitto si risolve, le necrosi ossee sono rimpiazzate mediante la proliferazione di cellule osteoblastiche, chiamate metastasi osteoblastiche, se in precedenza si era diagnosticato un cancro, ad esempio della prostata, e questo produce un dolore (a volte eccessivo e insopportabile), in quanto si edemizza e gonfia la membrana che ricopre l'osso, chiamata periostio, che è molto sensibile per via della quantità di nervi che possiede. Questo dolore indica che il conflitto si è risolto ed è per questo motivo che ci si può rallegrare ed essere ottimisti, non certo per il dolore o la sofferenza in se stessi.
Il senso biologico del dolore dell'osso, durante la fase de guarigione, è mantenere l'osso immobile, evitare che la persona si muova a causa del dolore, e con questo ridurre le probabilità di fratture patologiche, che è assai probabile che possano verificarsi, dato che l'osso che sta calcificando è debilitato per le precedenti necrosi avutesi nella fase attiva del conflitto. Se si giunge alla fine della fase di riparazione, senza che la persona riattivi il conflitto o ne faccia altri (il che avviene con frequenza, dato che il dolore intenso, costante e insopportabile può propiziare nuovi conflitti biologici), l'osso sarà fortemente ricalcificato e più solido di prima.
Come si può apprezzare, non è il dolore in se o la sofferenza, come si è tendenziosamente sostenuto per creare disinformazione, il motivo della "allegria" di un esperto della NMG, ma la constatazione che il processo di malattia è entrato in guarigione biologica a partire dalla soluzione del conflitto. Nella NMG risolvere il conflitto è la condizione necessaria, sebbene a volte non sufficiente, per la guarigione.

Ma esistono altri tipi di dolore che non appaiono nella fase de guarigione, ma nella fase attiva del conflitto. Un esempio è l'anfina di petto. Si produce per un conflitto di perdita di territorio, che durante la fase attiva genera una ulcerazione nello strato interno delle arterie coronarie, in modo tale che il calibro interno delle medesimi aumenti per permettere un maggior flusso di sangue, essendo questo il senso biologico. Prima della ulcerazione coronarica, l'organismo produce uno spasmo nell'arteria coronaria colpita e questo genera il dolore.
La medicina convenzionale dice che l'angina è prodotta da una ostruzione coronarica; ma in realtà l'ostruzione appare solo nella fase di guarigione, quando le ulcere delle coronarie sonoi state "ricolmate"; ciò che succede è che le persone con questo tipo di conflitti frequentemente ricadono in essi, e all'attivarlo avranno i sintomi dell'angina pectoris dato dallo spasmo coronarico. Questo è uno dei molti esempi che la medicina convenzionale interpreta erroneamente, al riguardo di quello che succede nell'organismo.
I dolori che compaiono nella fase attiva del conflitto, come nell'esempio appena illustrato, scompaiono con la soluzione del conflitto. Logicamente, se la persona ricade in tale conflitto, allora avrà dolori ricorrenti ogni volta che entra nella fase attiva.

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Gestione del dolore nella NMG

Nei testi della NMG la menzione al riguardo del trattamento del dolore è qualcosa di scarso o insufficiente. Per questo fatto alcune persone deducono (erroneamente) che la NMG ignora il dolore, o lo considera irrilevante. Questo ha dato avvio alla propaganda di taluni che, maliziosamente tergiversano segnalando che NMG si "rigenera nel dolore", per cui si è creato un terreno fertile per confusione e disinformazione.

Nei testi della NMG occorrerebbe enfatizzare quale debba essere la gestione del dolore in ogni caso, ma questo richiederebbe uno studio separato di ogni programma speciale e indicazioni precise sulla gestione del dolore in ogni situazione. Per il momento non sembra esistere nessun testo che illustri tutto ciò. Si spera che in futuro vengano pubblicati testi di NMG che spieghino come sviluppare un trattamento biologicamente sensato del dolore, in modo da orientare meglio i medici, gli studiosi e le persone interessate alla NMG.

Per il momento, indicherò solo alcuni punto generali e fondamentali che tutti gli interessati alla NMG devono tener presente. Per la gestione del dolore si devono tenere in conto i seguenti punti:
  1. Distinguere in che fase del programma speciale si genera il dolore. è la chiave, dato che come abbiamo visto, ci sono dolori che appaiono nella fase attiva del conflitto, e altri che compaiono nella fase di guarigione. I primi spariscono appena si risolve il conflitto, essendo pertanto la soluzione del conflitto il primo e più efficace mezzo terapeutico contro il dolore.
    I secondi, quelli che si generano nella fase di riparazione, si devono trattare con mezzi esterni, sempre che questi non interferiscano con la fase di guarigione. e qui entriamo in un capitolo molto difficile della NMG, che analizzeremo a seguire.
  2. I dolori di guarigione hanno, probabilmente tutti, un senso biologico. Ciò significa che il dolore compie una funzione biologica, consistente nell'aiutare l'organismo a completare la fase di guarigione. vale a dire che il dolore non è sorto per "castigare" l'organismo, ma per indurlo (a forza, visto in termini biologici) a realizzare certi comportamenti (esempio: rimanere immobili), diminuendo così i rischi biologici derivanti da un comportamento contrario al processo di guarigione.
    Da una prospettiva biologica ciò pare comprensibile; i programmi biologici si sono sviluppati nel corso della evoluzione, senza prevedere la presenza di medici, veterinari e specialisti della cura del dolore. Questi programmi si sono sviluppati in un modo che fosse il più efficace possibile, nel contesto evolutivo concreto delle specie nella loro interazione costante e dinamica con l'ambiente.
    Che dalla prospettiva intellettuale e culturale dell'essere umano attuale, tali programmi biologici siano "brutti", "affettuosi", "sgradevoli" o "ingiusti" è irrilevante. A questo punto, se vogliamo agire come uomini di scienza, il più che possiamo fare è tentare di comprendere quello che accade, lasciando da parte quello che vorremmo che accadesse, in base ai nostri assunti personali.
  3. Però l'osservazione precedente può essere soddisfacente da un punto de vista scientifico, al contempo inefficace da un punto di vista pratico: chi patisce un dolore intenso e costante, vuole liberarsene. Dato che la NMG ha applicazioni pratiche, deve confrontarsi anche con questo problema.

La medicina convenzionale non ha questo problema, in quanto è chiaro che il dolore debba essere trattato in quanto tale e dispone de poderosi elementi e strumenti per fare questo. Questo fatto, sommato all'idea comune che il dolore "è male" e per questo deve essere combattuto, rappresenta l'idea basale che impedisce di comprendere la difficoltà della gestione del dolore che si presenta nella NMG.
Queste difficoltà sono particolarmente evidenti nei casi più gravi, non a quelli dove l'uso di analgesici o altri metodi antidolorifici non producono alcuna difficoltà..

Chi conosce la NMG, capirà che il tema è molto complicato, in quanto in molti casi i metodi convenzionali per il trattamento del dolore, interrompono la fase de guarigione. Se è questo il caso, allora l'estinzione del dolore della persona, lo priva della completa fase di guarigione, quindi della guarigione completa e duratura. Dato che la medicina convenzionale, come la maggioranza della gente, ignora che il dolore forma parte di un programma speciale, non vedono alcun problema nello spegnere il dolore in quanto tale. Di fatto, nei casi di cancro terminale, frequentemente si pensa: «bene, come tutte le forme di vita deve morire, che almeno muoia senza soffrire». Si giustifica così che la persona muoia tranquilla, senza alcun dolore... però muore. Questa visione fatalista è rifiutata dalla NMG, che considera che molti di questi casi "terminali" hanno una opportunità (certamente non tutti i casi), ma pagando il prezzo biologico per cui la guarigione si ottiene resistendo temporaneamente ad un intenso dolore.

Nella NMG, l'obiettivo è giungere a completare il programma speciale in modo che la persona sia guarita definitivamente. Solo allora si può dire che la persona è veramente guarita. Tuttavia questo obiettivo comporta alcuni problemi, come nei casi in cui bisogna decidere tra:
  1. Sentire un dolore temporaneo (per intenso e fastidioso che sia) mentre si completa la guarigione.
  2. Eliminare il dolore, ma contemporaneamente interrompere la fase de guarigione, rinunciando a completarla.

Quale è la soluzione più ragionevole? Quale di queste si è intenzionati a impiegare?
Ripeto, il dilemma precedente se lo può porre solamente chi conosce la NMG; per chi non la conosce, non può conoscere il programma speciale, di cui il dolore fa parte, non può capire il rischio di interrompere la riparazione eliminando il dolore, ecc. In questo caso il dilemma non sussiste e la soluzione è tanto semplice quanto ragionevole: usare tutti i metodi possibili per eliminare il dolore, al prezzo che comporta. Il non farlo sarebbe visto come un supplizio inutile e persino malvagio, dato che la persona comunque deve morire. In questo caso, il dilemma posto dalla medicina convenzionale in casi gravi di cancro sarebbe tra:

  1. Morire con dolore.
  2. Morire senza dolore; logicamente, nessuno sceglierebbe la prima opzione.
Lo scenario ideale sarebbe quello nel quale si potesse eliminare il dolore, senza tuttavia interrompere il programma speciale. Se ciò fosse possibile, senza dubbio sarebbe la soluzione migliore. Il problema è che questo tipo di scenario non esistono necessariamente nella realtà.

Tornando all'esempio del cancro alle ossa, il dolore si genera come una parte integrante del programma speciale, che include l'edemizzazione e il gonfiore del periostio circostante la sede in cui l'osso aveva prodotto decalcificazione, e dove ora si produce la ricalcificazione. La funzione di questo edema e del dolore corrispondente, è permettere la ottimale e totale ricalcificazione dell'osso colpito. Cosa succederebbe se, per fermare il dolore ad ogni costo, tentassimo di distruggere l'edema e l'infiammazione? Siccome stiamo impedendo che l'organismo possa completare la guarigione, stimoleremmo una maggior edemizzazione e infiammazione della zona, dato che l'organismo farebbe un uso maggiore di sostanze infiammatorie, con la conseguente intensificazione del dolore, per vincere l'ostacolo che impedisce di completare la guarigione.

Come si evince, la scoperta delle 5 Leggi Biologiche pone una serie di difficoltà nella gestione del dolore nei casi gravi (specialmente nel cancro). Queste difficoltà derivano dal rischio di interrompere la fase de guarigione nel tentare di sopprimere, con mezzi artificiali, uno degli elementi costitutivi di questa fase, come lo è il dolore. Questa è la ragione per la quale molti medici della NMG, con il Dr. Hamer in testa, hanno optato per chiedere al paziente una collaborazione attiva per affrontare il dolore. Dato che il dolore è soggettivo, nel senso che è una esperienza soggettiva, che si vive in prima persona, e dato che essa risponde in molti casi alla "percezione" della persona, è imprescindibile che essa comprenda tutto il processo e partecipi attivamente al completamento della guarigione della sua malattia.

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Ma anche questo metodo ha i suoi problemi:
  1. Non tutte le persone hanno la stessa resistenza al dolore; e non è infrequente che davanti ad un intenso dolore la persona entri in uno stato di disperazione, e chieda l'uso di potenti analgesici, sebbene sappiano che ciò potrebbe interrompere la fase de guarigione, o ritardarla. Con questo non si giunge a completare la guarigione, ma la si ritarda, il che a sua volta genera la necessità di ripetere gli analgesici.
  2. Il proprio dolore si può convertire, quando è intenso, in un conflitto biologico. Questo complica il quadro originale e può includere la genesi di più dolore, se il programma speciale attivato comporti dolore nella sua fase attiva o nella sua fase di guarigione.
  3. Il dolore è solo una parte del programma speciale, lo si deve tenere presente. Questo perché se un medico impiega male la NMG, o non valuta sufficientemente il da farsi di fronte a serie complicazioni della fase di guarigione (esempio: l'edema cerebrale, complicazioni organiche, ecc.), contando sulla collaborazione del paziente per gestire il dolore, può fallire per via delle complicazioni cerebrali e organiche. E la falsa idea che la NMG si "fonda sul dolore" sembrerebbe avere conferma agli occhi ignoranti o con pregiudizio; e la frase "se gli si fosse data la Morfina, sarebbe morto senza soffrire" avrebbe un certo senso.

È importante comprendere che non tutti gli analgesici e medicamenti contro il dolore producono l'effetto di interrompere la fase di guarigione; e molti di questi sono impiegati da chi conosce la NMG.

In conclusione, la gestione del dolore nella NMG implica:
  1. Conoscere in che fase del programma speciale si produce il dolore, per intervenire di conseguenza.
  2. Usare qualsiasi metodo che il medico o terapeuta conosce per gestire il dolore, sempre che questi metodi non interrompano la fase de guarigione.
  3. Giungere, nel limite del possibile, alla partecipazione attiva del paziente, questo vale in generale per tutti i trattamenti.
Come nota finale, mi piacerebbe suggerire a chi studia e fa ricerca nella NMG, queste proposte:
  1. Investigare su analgesici alternativi a quelli conosciuti, per determinare se producono una interruzione o meno della fase di guarigione.
  2. Sistematizzare l'uso di tali medicamenti, secondo il tipo concreto di programma speciale, dato che quello che funziona in uno, potrebbe non funzionare in un altro.
  3. Investigare altri metodi differenti dai farmaci, per affrontare il dolore. Non si scarta l'uso di metodi psicologici, l'impiego dell'agopuntura (che risulta essere molto efficace per il dolore), o di metodi naturali.

Quanto proposto deve essere esplorato esaustivamente, tenendo sempre a mente il rispetto dello scenario su esposto: giungere alla riduzione massima possibile del dolore, senza interrompere la fase di guarigione.
Se si raggiunge tutto questo, si farà un "salto quantico" nell'ottimizzazione della terapia nella NMG.

Rimedi pratici per modulare il dolore

Da quanto abbiamo potuto vedere, il problema principale di un operatore che segue le 5 Leggi Biologiche nell'affrontare una persona con dolore, è quello di evitare scrupolosamente di interrompere l'onda bifasica. Anche l'uso di rimedi naturali deve osservare questa cautela.
In fitoterapia ci sono diversi analgesici, alcuni ad effetto cortisone-simile, altri che non hanno questa azione. Questi ultimi sono da preferire ai primi, sebbene non vada dimenticato che alcuni hanno una forte azione simpaticotonica che potrebbe contrastare la necessaria vagotonia.
Rifacendomi al libro "Antinfiammatori naturali" di Christopher Vasey, edito da "Il Punto d'Incontro", i suddetti analgesici sono i seguenti, di cui elenco proprietà e indicazioni.

L'uso dei rimedi naturali non è privo di controindicazioni od effetti collaterali e alcuni rimedi potrebbero avere un effetto incrociato con farmaci di sintesi od invalidare la loro azione.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi rimedio singolo o in combinazione.
Basilico - Ocimum basilicum
  • Parte impiegata: Sommità fiorite e foglie
  • Foglietto embrionale: Endoderma
  • Azioni: Forte antinfiammatorio, Antispastico
  • Distretti corporei: Tubo digerente, nervi, vie urinarie e articolazioni
  • Indicazioni: gastrite, colite, spasmi intestinali
  • Impiego: 3-4 foglie di basilico fresco in infusione per 10 minuti in una tazza di acqua molto calda.
    L'olio essenziale viene diluito in olio vegetale o miele: 1-2 gocce per tre volte al giorno per non più di 5 giorni
  • Controindicazioni: non riportate
Camomilla - Chamaemelum nobile
  • Parte impiegata: Fiori e steli con foglie
  • Foglietto embrionale: Endoderma ed Ectoderma
  • Azioni: Antinfiammatorio e antispastico. analgesico e blando sedativo
  • Distretti corporei: Tubo gastroenterico, Pelle, Nervi
  • Indicazioni: gastrite, enterite e colite, dolore eczematoso, orticaria, nevralgie facciali, dolore oculare
  • Impiego: Infusione di circa 10 fiori in acqua calda (1 tazza) per 10 minuti
    Olio essenziale in 2-4 gocce diluite in olio o miele per 3-4 volte al giorno.
    Per gli occhi e la pelle infuso di camomilla e applicazione locale.
    Per le nevralgie, diluire 3-4 gocce in olio di girasole e frizionare la parte per 3-4 volte al giorno
  • Controindicazioni: non riportate
Curcuma - Curcuma longa
  • Parte impiegata: Radice
  • Foglietto embrionale: Ectoderma
  • Azioni: Antinfiammatorio
  • Distretti corporei: Tubo gastro-enterico, articolazioni, pelle
  • Indicazioni: gastrite, colite, artriti, reumatismi, artrosi, dolore eritematoso
  • Impiego: in infusione, 1-1,5 gr in acqua calda per 10 minuti. 1-3 tazze al giorno
    Tintura madre in un bicchiere d'acqua, da 5 a 20 gocce
    In capsule, posologia in base al tipo ed alla titolatura
  • Controindicazioni: non riportate
Eucalipto - Eucalyptus citriodora
  • Parte impiegata: le foglie
  • Foglietto embrionale: Mesoderma
  • Azioni: antalgico e antinfiammatorio
  • Distretti corporei: articolazioni, tendini, nervi e muscoli
  • Indicazioni: artriti, gotta, artrosi, sciatalgia, dolore herpetico, tendiniti, epicondiliti, strappi muscolari, flebiti, dolore emorroidario, dolori cutanei orticarioidi
  • Impiego: In forma di olio essenziale: 3-5 gocce in olio o miele per 3-4 volte al giorno. Olio da massaggi con 10 gocce di olio essenziale in olio di girasole (5-10 ml). Frizionare per 3-4 volte al giorno
  • Controindicazioni: non riportate
Eufrasia - Euphrasia officinalis
  • Parte impiegata: la pianta fiorita
  • Foglietto embrionale: Ectoderma
  • Azioni: antalgico, antiinfiammatorio
  • Distretti corporei: occhi e mucosa nasale
  • Indicazioni: congiuntivite, cheratite, blefarite
  • Impiego: In infusione una manciata di pianta essiccata in un litro d'acqua. Lasciare in infusione 10 minuti e poi applicare dei batuffoli imbevuti sugli occhi.
  • Controindicazioni: non riportate
Gaultheria - Gaultheria fragrantissima
  • Parte impiegata: foglie
  • Foglietto embrionale: Mesoderma ed Ectoderma
  • Azioni: antalgico, antinfiammatorio, antispastico
  • Distretti corporei: articolazioni, tendini e muscoli
  • Indicazioni: reumatismo articolare, tendiniti, spasmi muscolari, lombalgie, sciatalgie
  • Impiego: In forma di olio essenziale non ad uso interno. 1-2 gocce in circa 5 ml di olio vegetale. Frizionare localmente
  • Controindicazioni: Non usare in caso di uso di farmaci anticoagulanti
Artiglio del diavolo - Harpagophytum procumbens
  • Parte impiegata: radice
  • Foglietto embrionale: Mesoderma ed Ectoderma
  • Azioni: antinfiammatorio
  • Distretti corporei: articolazioni, tendini e muscoli
  • Indicazioni: reumatismo articolare, tendiniti, spasmi muscolari, lombalgie, sciatalgie
  • Impiego: Infusione possibile, ma di gusto molto sgradevole. Preferibile la tintura madre: 20-30 gocce al giorno con un bicchiere d'acqua. In compresse: posologia dipendente da titolatura e produttore
  • Controindicazioni: Da non usare in persone con ulcere gastriche o duodenali
  • Nota: Sembra essere un forte simpaticotonico e va quindi assunto con cautela.
Alloro - Laurus nobilis
  • Parte impiegata: foglie
  • Foglietto embrionale: Endoderma, Mesoderma, Ectoderma
  • Azioni: antinfiammatorio, analgesico, antispastico
  • Distretti corporei: vie respiratorie (mucose nasali e paranasali, bronchiali, laringee), apparato digerente (fegato, ileo, colon), apparato muscolo scheletrico
  • Indicazioni: riniti, sinusiti, laringiti, faringiti, tracheiti, bronchiti
    coliti, gastroenteriti, stomatite, gengiviti, tonsilliti
    dermatiti, foruncolosi cutanee
    artriti, artrosi, reumatismi, gotta, lombalgie
  • Impiego: In forma di olio essenziale: 1-3 gocce in un cucchiaino di miele od olio vegetale per 2-3 volte al giorno
    Applicazione locale sulla pelle, 1 goccia per 3 volte al giorno oppure 10 gocce in un cucchiaio di olio vegetale e frizionare la parte
  • Controindicazioni: non riportate
Lavanda nera - Lavandula angustifolia
  • Parte impiegata: sommità fiorite
  • Foglietto embrionale: Ectoderma
  • Azioni: antinfiammatorio, sedativo
  • Distretti corporei: cute, vie respiratorie, apparato digerente
  • Indicazioni: dolore orticarioide, eczema, faringite, asma, bronchite, dolori intestinali, dolori articolari, otiti, dolori dentali
  • Impiego: in forma di olio essenziale: 3-5 gocce in un cucchiaino di miele od olio vegetale per 3 volte al giorno. Direttamente sulla cute, da 1 a 15 gocce, da frizionare leggermente
  • Controindicazioni: non riportate
Olmaria - Spiroea ulmaria
  • Parte impiegata: Sommità fiorite e foglie
  • Foglietto embrionale: Mesoderma ed Ectoderma
  • Azioni: Antinfiammatorio, Analgesico
  • Distretti corporei: Articolazioni e nervi
  • Indicazioni: Artriti, artrosi, neuriti e nevralgie
  • Impiego: infusione: 1 cucchiaio di pianta essiccata in 3 decilitri di acqua bollente e lasciare in infusione per 10 minuti. 3 tazze al giorno. Evitare la bollitura.
  • Controindicazioni: Non impiegare in corso di terapia anticoagulante
Salice bianco - Salix alba
  • Parte impiegata: corteccia
  • Foglietto embrionale: Mesoderma ed Ectoderma
  • Azioni: antinfiammatorio, analgesico, antispastico
  • Distretti corporei: ossa, articolazioni e muscoli
  • Indicazioni: reumatismi, artriti, gotta
  • Impiego: decotto: 25-30 gr. di corteccia in 1 litro d'acqua; far bollire per 5 minuti e poi lasciare in infusione per 10 minuti. 2-3 tazze al giorno
  • Controindicazioni: non riportate
Propoli
  • Parte impiegata: la gomma grezza
  • Foglietto embrionale: Ectoderma
  • Azioni: antinfiammatorio, analgesico
  • Distretti corporei: Mucose respiratorie, orali, urinarie, digestive
  • Indicazioni: riniti, faringiti, sinusiti, laringiti, tracheiti, gengiviti, stomatiti, dolori dentari, gastriti, cistiti, uretriti, dermatiti, eczemi, herpes
  • Impiego: Tintura alcoolica: 25-50 gocce in un bicchiere d'acqua per 3 volte al giorno. In pomata localmente
  • Controindicazioni: non riportate
Cimicifuga - Cimicifuga racemosa
  • Parte impiegata: radice
  • Foglietto embrionale: Mesoderma
  • Azioni: antinfiammatorio ed analgesico
  • Distretti corporei: Genitali femminili, apparato muscolo-scheletrico
  • Indicazioni: dolore mestruale, sindrome premestruale, dolori ossei, cefalea
  • Impiego: In estratto secco 40 mg al giorno. In decotto: 1 cucchiaio raso di radice di cimicifuga, 1 tazza d'acqua. Versare la radice sminuzzata nell'acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l'infuso e berlo lontano dai pasti per usufruire dell'azione antinfiammatoria su dolori mestruali, mal di testa e nevralgia.
    In Tintura madre di cimicifuga: 30 gocce 2-3 volte al giorno
  • Controindicazioni: Non riportate
e´ la pianta delle donne, molto utile per i dolori mestruali, secondariamente viene utilizzata nel trattamento di nevralgie, reumatismi e artrosi.
Peperoncino - Capsicum annum
La capsaicina è una sostanza riconosciuta per il trattamento del dolore derivante dall'artrosi. Esistono diversi studi che descrivono i vantaggi ed i benefici nell'utilizzo di questa sostanza nei confronti del dolore da artrosi. Uno studio in doppio cieco condotto su 200 pazienti con psoriasi, ad alcuni sono stati somministrati dei placebo mentre ad altri delle pomate con capsaicina. I pazienti che hanno ricevuto le pomate con estratto di peperoncino rosso hanno avuto dei miglioramenti tangibili.
Agnocasto - Vitex agnus castus
  • Parte impiegata: frutto
  • Foglietto embrionale: Mesoderma
  • Azioni: Antalgico
  • Distretti corporei: Genitali femminili
  • Indicazioni: dolore mestruale, sindrome premestruale
  • Impiego: Estratto o tintura madre
  • Controindicazioni: non riportate

La Moxibustione

La Moxibustione è una pratica molto antica che consiste nel bruciare dell'Artemisia sotto forma di coni, sigari o frammenti in prossimità o sopra dei punti di Agopuntura scelti a seconda delle necessità.
L'Artemisia è un vegetale che ridotto in modo da somigliare ad una lana, ha la capacità di ardere senza produrre la fiamma, ma di sviluppare un intenso calore bruciando con lentezza.
La Moxa, termine inglese derivato dal giapponese Moe Kusa, ha le seguenti funzioni:

L'applicazione della Moxa può avvenire nei seguenti modi:

L'utilizzo della Moxa può avvenire anche con l'utilizzo della Moxa-Box che è una scatoletta di legno delle dimensioni di 15 cm.x 20 cm.x10 cm. ed all'interno della quale vi è una reticella posta a circa 1,5 cm. di distanza dalla base, sulla quale vengono posti frammenti di Artemisia che arderanno all'interno di essa senza venire in contatto con la cute ma riscaldandola a dovere.
Le dimensioni della Moxa-Box sono tali per cui è possibile riscaldare con precisione i punti della catena interna del meridiano di Vescica (Fig. 3).

Immagine che mostra l'applicazione di moxa descritta per fig.3

La Moxibustione praticata in modo diretto o indiretto con o senza Moxa-Box è una pratica terapeutica che si addice al trattamento di molti dolori e disturbi: Torcicollo, Cervicalgia, Lombalgia, Dolori articolari a carattere cronico.
Tuttavia è bene ricordare che possiede anche delle precise controindicazioni e precisamente le seguenti: In genere la Moxa si unisce molto bene al trattamento con massaggio.
Nota: Integrazioni all'articolo, correzioni e ampliamenti sono sempre molto ben accetti. Basta scrivere a:
giorgiobeltrammi@gmail.com

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