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Attivazioni Biologiche
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Morbo di Hodgkin

Tratto da: The Merck Manual of Diagnosis & Therapy, 19th Edition (2011)
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Il Linfoma di Hodgkin è una proliferazione maligna, localizzata o disseminata, di cellule del sistema reticolo-linfocitario, che coinvolge primariamente il tessuto dei linfonodi, la milza, il fegato e il midollo osseo.
I sintomi includono linfoadenopatia indolore, talvolta con febbre, sudorazione notturna, perdita non intenzionale di peso, prurito, splenomegalia ed epatomegalia [1]. La diagnosi è basata sulla biopsia dei linfonodi. Il trattamento è curativo in circa il 75% dei casi e consiste di chemioterapia con o senza radioterapia.

Fisiopatologia

Il Linfoma di Hodgkin deriva dalla trasformazione clonale di cellule originate dalle cellule B, con la produzione delle tipiche cellule binucleate di Reed-Sternberg. La causa è sconosciuta, ma l'associazione tra suscettibilità genetica e fattori ambientali (lavoro, come il falegname; storia di trattamenti con fenitoina, radioterapia o chemioterapia; infezioni con virus di Epstein-Barr, Mycobacterium tuberculosis, herpesvirus tipo 6, HIV [2]) sembrano avere un ruolo. Il rischio è leggermente più elevato in persone con alcune forme di immunosoppressione (persone che hanno subito un trapianto e che fanno uso di immunosoppressori); in persone con condizioni di immunodeficienza congenita (atassia-telangiectasia, sindrome di Klinefelter, sindrome di Chediak-Higashi, sindrome di Wiskott-Aldrich); e in persone con determinati disordini autoimmuni (sindrome di Sjogren) [3].

La maggior parte delle persone sviluppa anche un progressivo difetto nella immunità cellulo-mediata (funzione delle cellule T) che, nella malattia avanzata, favorisce le infezioni.
L'immunità umorale (produzione di anticorpi) è depressa nella malattia avanzata. La morte avviene per sepsi.

Sintomi e segnali

La maggior parte dei pazienti presenta una linfoadenopatia cervicale indolore. Altre manifestazioni avvengono quando la malattia si estende al sistema reticoloendoteliale, generalmente ai tessuti contigui. Prurito intenso può manifestarsi precocemente. Altri sintomi possono essere febbre, sudorazione notturna e perdita di peso immotivata (> 10% del peso corporeo dei 6 mesi precedenti), che può significare il coinvolgimento dei linfonodi interni (mediastinici or retroperitoneali), dei visceri (fegato), o del midollo osseo. È presente spesso splenomegalia; può presentarsi anche epatomegalia. La cachessia è comune a malattia avanzata.
Il coinvolgimento osseo è spesso asintomatico, ma può determinare lesioni alle vertebre di tipo osteoblastico e, raramente, dolore con lesioni osteolitiche e fratture da compressione.

La compressione locale, data dalle masse tumorali, può causare sintomi compresi:

Diagnosi

Prognosi

Nel linfoma di Hodgkin classico, la sopravvivenza a 5 anni dopo la terapia, indica la guarigione. Dopo i 5 anni le recidive sono rare. Nel 70-80% delle persone viene eseguita la chemioterapia con o senza radioterapia.

È almeno paradossale considerare "terapia" l'infusione di sostanze e l'irradiazione di particelle ed energie che sono chiaramente e gravemente considerate cancerogene. È un paradosso che getta un'ombra di ascientificità su tutto il costrutto terapeutico impiegato fino ad ora. In definitiva si impiegano sostanze e irradiazioni nella speranza che non causino ciò che dovrebbero curare. La speranza non è scientifica! (n.d.t.)

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Trattamento


• Secondo le 5 Leggi Biologiche

Il linfoma di Hodgkin è un particolare tipo di linfoma, descritto per la prima volta da Thomas Hodgkin nel 1832. Avviene a carico di tessuto linfoide di origine mesodermica e riceve l'attivazione da parte di programma SBS, in seguito a conflitto di leggera svalutazione. Lo specifico coinvolgimento linfonodale è in stretta relazione col distretto osseo tributario, il quale va incontro a conflitti di svalutazione profonda. Il sentito conflittuale è in relazione al segmento osseo tributario. I linfonodi cervicali - quelli più spesso coinvolti - indicano un lieve conflitto di svalutazione intellettuale con un sentito di solitudine e incapacità a far rispettare la propria libertà, quelli ascellari un conflitto di svalutazione per non sentirsi persone adeguate a svolgere il ruolo di genitore o di partner, quelli inguinali sono in relazione alla propria capacità di accoglienza sessuale, ecc.

Nella fase attiva del conflitto i linfonodi subiscono necrosi areate, che passano del tutto inosservate in quanto del tutto asintomatiche. I linfonodi sono addirittura più piccoli. A conflitto risolto, inizia la fase A della PCL e il gonfiore dei linfonodi coinvolti che diventano dolenti anche spontaneamente. Può comparire la febbre, anche con andamento particolare (febbre di Pel Ebstein) e la sudorazione notturna. La febbre non è mai molto elevata (38-39 gradi) e la persona è fortemente astenica. Come si nota, sono i sintomi che per la MU indicano la malattia. La crisi epilettoide può essere rappresentata da sudorazione profusa e sindrome lipotimica. Se non intervengono recidive conflittuali, la fase B della PCL procede verso la convalescenza, con abbassamento della temperatura e riduzione del dolore e del gonfiore linfonodale. In questo caso i linfonodi sono dolenti solo alla palpazione e rimangono più gonfi del normale in modo permanente (Gruppo di lusso). I linfonodi ingrossati, ma indolori sono linfonodi già riparati.

Il successo della chemioterapia è dovuto al fatto che la persona viene sottoposta a terapia quando in realtà il programma SBS è già in fase di riparazione. La chemio è un potente simpaticomimetico (induce simpaticotonia) e i sintomi manifestati scompaiono rapidamente e questo conforta molto gli oncologi e la persona trattata che, se non va incontro a nuove recidive conflittuali, può definirsi guarita definitivamente. In realtà la chemio non ha curato nulla, ma solo sedato i sintomi.

Legenda delle sigle: CA = Conflitto Attivo; PCL = PostConflittoLisi; CE = Crisi Epilettoide; SB = Senso Biologico; MU = Medicina Ufficiale

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