Salta il menu

Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Il Dizionario*

Occhi

L'occhio ha una forma di globo quasi sferico di approssimativamente 2.5 centimetri di diametro. Si muove grazie all'azione di 6 muscoli (quattro retti e due obliqui) che si inseriscono in esso e provocano i suoi movimenti all'interno dell'orbita.
Nella sua parte anteriore, in contatto diretto con l'esterno, gli occhi si trovano protetti da formazioni annesse: palpebre e ciglia.

Passa con il puntatore sulle immagini per allargarle
  1. Sopracciglia. Sono due promontori a forma di arco, coperti di peli, che coincidono con il bordo superiore della cavità orbitaria. La loro funzione è di proteggere gli occhi dalla traspirazione che scivola dalla fronte.
  2. Palpebre. Sono due pliche muscolo-membranose (superiore e inferiore) che si distendono davanti all'occhio. La palpebra superiore è più sviluppata e mobile di quella inferiore. Entrambe svolgono una funzione di protezione contro gli oggetti esterni e contrasta l'eccesso di illuminazione. Sui bordi liberi di entrambe le palpebre si innestano dei peli corti, robusti e incurvati, chiamati ciglia, che aiutano a proteggere l'occhio. In questi bordi si trovano anche gli orifizi di sbocco delle ghiandole sebacee specializzate, dette ghiandole di Meibomio.
  3. Ciglia. Peli robusti, corti e incurvati che proteggono l'occhio da particelle e insetti
  4. Iride. La sua colorazione rappresenta ciò che chiamiamo "colore degli occhi" e varia a seconda della persona. Presenta un muscolo, a disposizione circolare, che permette di modificare l'ampiezza della pupilla.
  5. Pupilla. È un foro che permette l'entrata di luce nel globo oculare. La sua funzione è simile a quella del diaframma della macchina fotografica.
  6. Sclera. Chiamata "bianco dell'occhio", forma parte dei tessuti di sostegno del globo oculare.
  7. Caruncola lacrimale

Struttura dell'occhio

Anatomicamente l'occhio è formato da tre tuniche o strati concentrici e da un sistema di mezzi trasparenti e rifrangenti che si collocano al suo interno. I tre strati sono, dall'esterno all'interno: la sclera, la coroide e la retina.
Le strutture trasparenti dell'occhio costituiscono il sistema diottrico e sono formati dal cristallino, l'umor acqueo, l'uomo vitreo e la cornea.

  1. Retina. Lo strato più interno. Si chiama anche tunica nervosa, in quanto da essa si origina il nervo ottico. Funzionalmente agisce come una pellicola sensibile alla luce
  2. Punto cieco. Il luogo della retina insensibile alla luce in quanto non possiede coni ne' bastoncelli
  3. Tunica fibrosa o sclera. È una tunica molto resistente, formata da un tessuto fibro-connettivale. Protegge le parti interne e contribuisce a dar rigidità all'occhio
  4. Cristallino. Lente biconcava, elastica, incolore e trasparente, che si colloca immediatamente dietro all'iride e che è soggetto al legamento sospensorio del cristallino o zonula di Zinn, che lo fissa alla tunica vascolare. Il cristallino accomoda l'occhio per la visione vicina e lontana. Quando l'apparato ciliare si contrae, il cristallino si ingrossa e così accomoda l'occhio per la visione vicina. Al contrario, quando l'apparato ciliare si rilassa, il cristallino si allarga e accomoda l'occhio per la visione distante.
  5. Coroide. Tunica media, chiamata anche tunica vascolare, perché contiene numerosi vasi sanguigni che nutrono la retina. Per questo è una membrana scura. La parte anteriore presenta una perforazione nel centro, chiamata pupilla, contornata da una membrana circolare detta iride.
  6. Cornea. È la parte anteriore della sclera, che è trasparente per lasciar passare i raggi luminosi
  7. Umor vitreo. Chiamato anche corpo vitreo, è una massa trasparente e gelatinosa che riempie la cavità compresa tra il cristallino e la retina (camera posteriore). L'umor vitreo è avvolto in una membrana ialoide e attraversato in senso antero-posteriore da un canale jaloideo o di Cloquet, attraverso il quale passa una arteria durante lo stadio embrionario.
  8. Umor acqueo. È un liquido incolore e trasparente, formato in maggior parte da acqua (98%). Si trova nella camera anteriore del globo oculare. L'umor acqueo tiene l'occhio espanso.
  9. Macula lutea. Regione della retina che ha al suo centro una depressione o fovea, dove si concentra la maggior parte delle cellule sensitive responsabili della visione; per questo è considerata la zona di maggior acutezza visiva
  10. Iride. Membrana formata da fibre muscolari, radiali e circolari la cui contrazione determina la dilatazione (midriasi) o la contrazione (miosi) della pupilla, rispettivamente. Forma l'apparato ciliare incaricato di sostenere il cristallino e intervenire nel suo cambio di curvatura.

Le ghiandole lacrimali si trovano nella parte superiore ed esterna dell'occhio. Secernono le lacrime, le quali scivolano verso l'angolo interno dell'occhio, dove esiste uno spazio chiamato lago lacrimale. Il sacco lacrimale è un piccolo serbatoio di lacrime che si colloca nella fossetta lacrimale dell'osso. Le lacrime che inondano il lago lacrimale passano attraverso piccoli orifizi, che si trovano davanti alla caruncola lacrimale, verso un condotto che le trasporta verso il sacco lacrimale. Da li sono riversate nella fossa nasale attraverso il condotto nasale dove normalmente evaporano.

Come si produce la visione?

Lo stimolo specifico è la luce e il campo recettore è la retina. La luce, prima di giungere alla retina, attraversa i distinti componenti dell'apparato diottrico dell'occhio: la cornea, l'umor acqueo (dove si produce la prima rifrazione luminosa), la pupilla, il cristallino o lente biconcava (dove si produce la seconda rifrazione) e l'umor vitreo, dove la luce si rifrange per la terza volta.
I raggi luminosi, una volta attraversato l'apparato diottrico, eccitano le cellule sensoriali (recettori) della retina, formando l'immagine invertita dell'oggetto che si guarda. Questa inversione si deve alla diversa densità dei mezzi di rifrazione della luce, in modo che i raggi luminosi superiori si proiettino nella parte inferiore della retina e gli inferiori su quella superiore. Nel centro cerebrale della visione, posto nel lobo occipitale, la percezione diventa cosciente e l'immagine si raddrizza con un meccanismo ancora sconosciuto.

Accomodazione alla luce e alla distanza

Muscoli oculomotori

Muscolo Nervo Azione primaria Azione secondaria Azione Terziaria Posizione diagnostica (piano muscolare perpendicolare al suo asse di
rotazione)
Rapporti Vascolarizzazione
Retto Mediale Oculomotore (III nervo cranico) Adduzione pura DEBOLE AZIONE SECONDARIA - Guardando in alto: sopraduzione - Guardando in basso: infraduzione / Adduzione NON ha connesioni
fasciali con il muscolo obliquo adiacente
Possiede almeno DUE arterie ciliari
anteriori
Retto Laterale Abducente (VI nervo cranico) Abduzione pura / Abduzione Fasci di tessuto connettivo lo
connettono con l’obliquo inferiore
Una sola arteria ciliare anteriore
Retto Superiore Oculomotore Elevazione Incicloduzione Adduzione In elevazione e abduzione di 23° Connessioni connettivali con il
sovrastante muscolo elevatore della palpebra superiore e con il sottostante
tendine del muscolo obliquo superiore
Possiede almeno DUE arterie ciliari
anteriori
Retto Inferiore Oculomotore Abbassamento Excicloduzione Adduzione In basso e abduzione di 23° Legamento di Lickwood: connessioni fasciali anteriori con l’obliquo
inferiore ed i retrattori della palpebra inferiore
Possiede almeno DUE arterie ciliari
anteriori
Obliquo Superiore (Grande Obliquo) Trocleare (IV nervo cranico) Incicloduzione Abbassamento Abduzione In basso ed adduzione di
53°
NON possiedono arterie ciliari
anteriori
Obliquo Inferiore (Piccolo Obliquo) Oculomotore Excicloduzione Elevazione Abduzione In elevazione ed
adduzione
NON possiedono arterie ciliari
anteriori
Grazie Dottor HamerVoto medio su 65 recensioni: Da non perdere

Tratto da: DICCIONARIO DE BIODESCODIFICACIÓN

Occhio sinistro: Dirige il movimento, guarda i nemici, è l'occhio della difesa, del pericolo.
Calo della visione:
Conflitto: Conflitto di paura nella nuca, paura della minaccia da dietro della quale non si ha il controllo. Paura con forte componente di apprensione.
Risentito: «Non voglio vedere i miei genitori e mi giro dall'altra parte». «Cosa mi succederà?» «Sto diventando paralitico, cieco?»

Occhio destro: Memorizza, paragona i volti, guarda gli amici. Como per le palpebre, è in relazione con i figli, il prossimo, la nostra identità: È mio figlio. Occhio del riconoscimento, della affettività.

Occhi arrossati
Louise L. Hay: Rabbia e frustrazione. Desiderio di non vedere.

Secchezza oculare
Louise L. Hay: Occhi furiosi. Negazione al guardare con amore. Delusione.

Lise Bourbeau: Tutti i problemi che colpiscono la vista significano che si preferisce chiudere gli occhi davanti a quanto succede, piuttosto che rischiare di perdere qualcosa o qualcuno. È una forma di protezione. È possibile che questa persona non voglia avere gli occhi dappertutto, vale a dire controllare tutto. L'impiego ripetitivo di frasi come «Mi costa un occhio della testa», «Lo vedo di malocchio», «Questo salta agli occhi», «Fare qualcosa con gli occhi bendati», ecc. è sufficiente perché risultino affetti gli occhi o la vista. Quando il problema oculare impedisce che la persona veda bene da vicino, indica che è troppo costoso vedere ciò che succede nelle proprie vicinanze, sia riguardo al proprio corpo (che invecchio, ad esempio) o le circostanze o persone che ci sono nella vita attuale. Deforma la realtà. Non vedere i dettagli vicini da un senso di ordine e una certa pace.
Quando il problema è il vedere da lontano, la persona riceve il messaggio per il quale si creano paure irreali nel modo di vedere il futuro. Si immagina situazioni e ha paura di vederle realizzarsi. L'occhio sinistro rappresenta ciò che la persona vede di se stessa. L'occhio destro rappresenta ciò che si vede al di fuori di se stessi.

Riassunto : Home →→ Organi, Apparati e Tessuti → Occhi
Utilità : Torna in alto
Aiuto | Info | Contatti
Sito web divulgativo, nessun diritto riservato.
I contenuti del sito sono di libero utilizzo
CSS3 | HTML 5