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Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Le "malattie" autoimmuni esistono!

Perla saggia:
Diffida della falsa conoscenza
è molto peggiore dell'ignoranza.

George Bernard Shaw

Sto leggendo il nuovo libro di Flavio Bianchi (ricercatore, medico, neuroscienziato, esperto di alchimia, ayurveda, omeopatia classica), "La Decodifica della realtà" edito da Sekmet, un monumentale testo che affianca la realtà scientifica delle tante forme di disturbo fisico e psichico - fin nei minimi dettagli istochimici e neurologici - con le interpretazioni conflittuali e i sentiti emotivi che ne stanno alla base. Una lettura piacevole, condita da un linguaggio popolare che fa in modo che i geroglifici della scienza siano tradotti per chi nella scienza non è così immerso come l'Autore.

In realtà sarebbe un libro da consultare al bisogno, ma io lo sto leggendo come fosse un romanzo e non c'è esagerazione in questo. Rende argomenti ostici e complessi in una forma di medio-facile comprensione.
Quando mi sono imbattuto nella voce "Morbo di Crohn" non ho potuto fare a meno di notare l'enfasi con la quale Bianchi ha affermato che, contrariamente alla convinzione del mondo Hameriano, le malattie autoimmuni esitono! Queste le sue esatte parole:

È autoimmune e non mi dispiace dirlo, ma esistono le patologie autoimmuni (vedi Lupus, Tiroiditi, etc. e se cade un caposaldo della NM non me ne frega una beata cippa)

Per chi è addentro al mondo delle 5 Leggi Biologiche e della Nuova Medicina Germanica® è una affermazione che potrebbe scatenare fulmini e saette, glaciazioni millenarie e coliche biliari storiche, ma.... ....devo ammettere che quando mi fanno la domanda: «Ma allora gli anticorpi antitiroide come li giustifichi?», non so come rispondere.
Effettivamente i dati di laboratorio sono incontrovertibili quando reperiscono strutture dalla indubitabile definizione e funzione, quindi?
Come dice giustamente l'Autore del libro, la scienza non è una opinione e mi corre il dovere di ammettere che se vengono reperite strutture anticorpali con un definito tropismo per strutture organiche, occorre non arroccarsi su ingiustificate negazioni tipiche degli ultras delle 5LB e della NMG.
Vale invece la pena, secondo me, rimanere sulle evidenze scientifiche (grazie 5LB Magazine!) e chiedersi piuttosto quali siano le ragioni emotive della produzione di tali strutture anticorpali, che tendono a distruggere qualcosa che appartiene all'organismo che le produce.

Per questo viene in soccorso lo stesso Bianchi avanzando l'affermazione che:
"Quando non riconosco una parte di me stesso, parte una risposta autoimmune verso quella parte che non riconosco"
con le dovute sfumature da applicare alla singola struttura coinvolta e alla singola persona che sviluppa questo fenomeno.

In altri termini, non si tratta di negare gli studi del Dr. Hamer, ma di considerare l'evidenza clinica e unirla con ciò che si chiama "unicità della persona e del suo vissuto".
Appare ragionevole il pensiero del Dr. Hamer al riguardo dei binari conflittuali, ma appare ugualmente ragionevole accogliere il fatto che è il sentito personale, la percezione soggettiva che può determinare anche il sensato fenomeno autodistruttivo finalizzato alla sopravvivenza. Voglio ricordare le parole di Bruce Lipton, citate nella sua bellissima opera "La Biologia delle credenze", che è la percezione che determina la biologia.

Devo ammettere che la lettura del libro di Bianchi può far innervosire chi si arrocca fideisticamente alle parole del Grande Uomo (il Dr. Hamer, si intende), ma occorre evitare l'errore di credere che l'Autore del libro voglia smentire tali parole, notando invece come Bianchi cerchi di integrare gli assunti del Dr. Hamer con la constatazione clinica e fisiopatologica degli avvenimenti che capitano alle singole persone.
Da questo punto di vista, il libro di Flavio Bianchi offre un panorama assai vasto e per certi versi complesso, in cui al senso biologico di un evento non può essere negata l'evidenza del reperto clinico e laboratoristico, anche se questo sembra contravvenire a certe dichiarazioni dello scopritore delle 5LB.

*
La Decodifica della realtà
uscita luglio 2016, per prenotazioni contattare sekmeteditore@libero.it
600 pagine oltre 500 pagine con fotografie a colori
€ 150,00
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Sarei grato ai lettori di un loro commento al riguardo.

Malattie autoimmuni

Tratto da questo documento: http://www.siaip.it/upload/_Autoanticorpi.....pdf

Le malattie autoimmuni si distinguono in forme organospecifiche ed in forme sistemiche. Le malattie autoimmuni organo-specifiche sono mediate da meccanismi immunopatologici che portano alla progressiva distruzione di un bersaglio tessutale attraverso autoanticorpi diretti verso uno o pochi antigeni peculiari di quel bersaglio, mentre il resto dell'organismo non è direttamente coinvolto dal processo autoimmune. Le malattie autoimmuni non organo-specifiche o sistemiche sono scatenate dal riconoscimento immunologico di strutture molecolari e cellulari self non organo-specifiche e sono caratterizzate da lesioni infiammatorie diffuse a numerosi organi ed apparati. La grande maggioranza delle malattie autoimmuni è accompagnata dalla presenza di autoanticorpi, i quali rappresentano, quindi, marcatori fondamentali per la diagnosi (e a volte per la prognosi).


A seconda delle caratteristiche funzionali, gli autoanticorpi possono essere considerati:
• Anticorpi antinucleo
Gli anticorpi antinucleo (ANA) rappresentano una vasta ed eterogenea popolazione anticorpale, soprattutto di classe IgG, diretta verso diversi componenti del nucleo cellulare (DNA, proteine ribonucleari, istoni, centromero). Sono considerati anticorpi non patogenetici e, quindi, fra le varie caratteristiche, includono quella di essere presenti in una certa quota di soggetti sani senza che questi sviluppino mai una malattia evidente a livello clinico. [...] La positività degli anticorpi antinucleo va, comunque, sempre interpretata nell'ambito di un preciso contesto clinico.
• Anticorpi anti-antigeni nucleari estraibili
Gli anticorpi anti-antigene nucleare estraibile (ENA) sono anticorpi responsabili di una positività di tipo punteggiato (non centromerico) all'ANA test e sono diretti verso antigeni solubili, facilmente estraibili dal nucleo in soluzioni saline. Non si consiglia la determinazione degli ENA come prima indagine nella diagnosi delle malattie autoimmuni; essa è raccomandata solo in caso di positività degli ANA o, in caso di negatività, in presenza di segni clinici altamente suggestivi di malattia autoimmune sistemica (specialmente sclerosi sistemica e dermato/polimiosite)
• Anticorpi anti-DNA
Gli anticorpi anti-DNA nativo a doppia elica (doublestranded DNA, dsDNA) sono altamente specifici per il LES, con una sensibilità variabile dal 50 al 70%. La ricerca di anti-dsDNA è, quindi, indicata in caso di sospetto clinico di LES ovvero in caso di positività degli ANA IFI ad un titolo uguale o superiore a 1:160. Il monitoraggio del titolo di questi autoanticorpi, nelle diverse fasi della malattia lupica, ha una precisa finalità clinica in quanto aumenta nelle fasi attive di malattia e scompare o si riduce di molto nelle fasi di remissione.
• Anticorpi anti citoplasma dei neutrofili
Gli anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili (ANCA), autoanticorpi diretti verso costituenti citoplasmatici dei granulociti neutrofili, sono considerati un utile marker sierologico per la diagnosi e il monitoraggio delle vasculiti primarie sistemiche, quali in particolare la granulomatosi di Wegener (GW), la poliangioite microscopica (PAM) e la sindrome di Churg-Strauss (SCS).
• Anticorpi antifosfolipidi
Gli anticorpi antifosfolipidi (aPL) sono un gruppo di autoanticorpi diretti contro i diversi componenti del gruppo anionico dei fosfolipidi quali la cardiolipina, la fosfatidilserina e l'acido fosfatidico. I fosfolipidi sono molecole presenti ovunque nell'organismo, ma rivestono un ruolo importante particolarmente nella coagulazione del sangue. Gli aPS includono:
  • anticorpi anticardiolipina (aCL)
  • anti beta2-glicoproteina I (anti-ß2 GPI)
  • lupus anticoagulante (LAC)
La presenza di anticorpi aPL è utile nel sospetto clinico di LES perché costituisce uno dei criteri classificativi 10.
• Fattore reumatoide
Il fattore reumatoide (FR) è un anticorpo diretto contro la porzione Fc delle IgG. Esistono FR di tipo IgM, IgG, IgA, IgE, ma il FR di tipo IgM è quello abitualmente ricercato in laboratorio.
Il FR si riscontra nell'85% degli adulti con artrite reumatoide ma solo nel 5-10% dei bambini con artrite idiopatica giovanile (forma poliarticolare FR positiva), pertanto, non può essere utilizzato come test di screening per l'artrite idiopatica giovanile. La presenza di FR nell'artrite sia dell'adulto che del bambino ha un significato prognostico importante in quanto si associa ad una malattia più aggressiva a livello articolare.
È da sottolineare che il FR è presente nel 5% della popolazione sana e anche in altre malattie reumatologiche, quali LES (10-30%), sclerodermia (25-45%), crioglobulinemia mista (40-100). La ricerca del FR può risultare positiva anche nel corso di malattie infettive quali endocardite, tubercolosi, sifilide, malattie virali e malattie tumorali.
• Anticorpi anti peptide citrullinato ciclico
Si tratta di anticorpi diretti contro il peptide citrullinato ciclico (CCP) la cui produzione avviene nel tessuto sinoviale infiammato. La determinazione avviene mediante tecniche immunoenzimatiche. Sono altamente specifici (89-98%) e sensibili (41-86%) per l'artrite reumatoide dell'adulto, mentre soltanto pochi bambini con artrite idiopatica giovanile FR positivo presentano anticorpi anti CCP.
Epatite autoimmune Rappresentano uno dei criteri diagnostici
Lupus eritematoso sistemico Rappresentano uno dei criteri diagnostici. Non sono altrettanto utili ai fini prognostici o di monitoraggio della malattia
Lupus indotto da farmaci Sono presenti nel 95% dei pazienti
Connettivite mista Sono presenti nel 100% dei pazienti
Sindrome di Sjogren Sono presenti nell'80-90% dei pazienti
Sclerodermia sistemica Sono presenti nel 70-80% dei pazienti
Dermatomiosite Sono presenti nel 10-50% dei pazienti
Artrite idiopatica giovanile Sono presenti nell'80-90% dei pazienti con forma mono-pauciarticolare
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