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I Microbi, il pH e le 5 leggi della Natura

23 marzo 2020
Perla saggia:
I medici pensano che quando hanno scoperto la causa di una malattia,
hanno anche scoperto il modo di curarla.

Cicerone

Tratto dall'articolo: "Los microbios, el pH y las 5 Leyes de la Naturaleza" visitabile qui.
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

La seguente panoramica non è uno studio confermato, ma una teoria che ha bisogno di essere ulteriormente approfondita dagli scienziati.

Dalla grande scoperta delle 5 Leggi Biologiche della Natura, da parte del Dr. Hamer potremmo riconoscere, in primo luogo, i microbi come una sorta di aiutanti di riparazione nelle rispettive fasi.
Fino ad ora si poteva dedurre più o meno la loro presenza e il loro modo di lavorare in base al foglietto embrionale e le due fasi. Ma da dove vengono e come si sviluppano nel nostro corpo, queste piccole meraviglie della natura?

Nulla viene dal nulla!
Ed ecco che entrano in gioco le osservazioni meticolose del Dr. Günther Enderlein (vedi) effettuate sotto il microscopio a campo oscuro.
Ispirato dal chimico e medico francese, Prof. Dr. Antoine Bechamp (vedi), che aveva già dichiarato nel 19mo secolo: «Il microbo è niente - l'ambiente è tutto», è stato in grado di osservare nel sangue vivo che i microrganismi possono (e devono) svilupparsi nel specifico ambiente. Stiamo parlando del valore conosciuto come pH, con il quale è possibile classificare un liquido come alcalino, neutro o acido. Questo valore è una sorta di legge per tutto ciò che riguarda lo sviluppo dei microbi.
Occorre ricordare che il valore di pH del sangue è 7,36 ed è costantemente alcalino; vitale per i processi importanti del corpo, affinché funzionino in modo ottimale.

Tutti i microbi su questa terra, non importa dove siano, sono colloidi proteici e hanno lo stesso sviluppo.
  1. La prima fase (biofotoni) richiede un pH alcalino.
  2. La Fase batterica richiede un pH leggermente alcalino.
  3. La fase fungina o di lievito (Endobionte) richiede un pH acido.

Questi processi sono reversibili, in base al terreno di coltura prevalente.
I funghi si trasformano in batteri, e queste, a loro volta, in biofotoni.
Un ciclo perfetto che consente ai microbi di moltiplicarsi quando sono necessari in alcuni tessuti, nella fase di riparazione.
Vari tipi di microbi sono "parcheggiati" in ogni corpo come mostrato in un recente studio.
La presenza dei batteri (come causa della polmonite atipica, secondo la medicina convenzionale) nel tratto respiratorio superiore è comune nei bambini asintomatici (che non mostrano nessun sintomo della malattia).
Gli attuali test diagnostici non sono in grado di distinguere tra persone che portano questi batteri asintomaticamente e quelli che sono considerati infetti. http://www.plosmedicine.org/article/info:doi/10.1371/journal.pmed.1001444

Il Dr. Wilhelm von Brehmer

Wilhelm von Brehmer, un altro pioniere, osservò che la comparsa di forme parassitarie si verifica solo in un ambiente molto alcalino. I vermi amano l'ambiente acido. Talvolta anche loro sono come i batteri e i funghi, ottimi aiutanti nella fase di riparazione, anche se in determinate circostanze possono rappresentare una minaccia per la vita.
Entrambi i generi sono campioni nell'arte della sopravvivenza. Essi possono sopravvivere anche in condizioni estreme e continuare il loro insediamento nel tessuto.

Professor Enderlein

Per una parte della sua vita, il professor Enderlein ha studiato la mutevolezza dei microbi. Notò che, a partire da piccoli composti di proteine molto piccole, si sviluppavano dei biofotoni poi dei batteri ed infine dei funghi.
Le scoperte di Enderlein erano quindi, e ancora lo sono, in contrapposizione alla biologia e alla medicina. All'estero ha trovato grande attenzione e ha vinto diversi premi da prestigiose università. Il chimico Louis Pasteur, seguace del Monoformismo e della teoria dell'infezione, poté imporsi su Enderlein nel mondo della scienza.

Pleomorfismo

Dal greco "Pleon" = più e "morphe" = forma, vale a dire "più forme o diversità di forme."
Il concetto di pleomorfismo si richiama al medico e chimico francese, il Professor Antoine Bechamp, che ha introdotto il termine Microzima.
Il Dr. Enderlein esaminò, in seguito, le varie fasi di sviluppo nel sangue, usando il microscopio in campo oscuro, e riconobbe il pH come fattore decisivo.

Biofotoni

L'unità più piccola è il biofotone o anche noto come Microzima (come lo chiamava il Prof. Bechamp). Questo colloide proteico indistruttibile si trova in tutte le cellule viventi, tutto nasce da esso e tutto si decompone per tornare a questo archetipo!
Controlla l'intero metabolismo in un istante e si impegna nella comunicazione cellulare all'interno del corpo. Questo scambio di informazioni funziona meglio nel tessuto alcalino. Al contrario, il tessuto acido è responsabile di porre una limitazione che si traduce in ipofunzione. Tuttavia, la medicina convenzionale presuppone che i processi biochimici, che vengono eseguiti lentamente, sono quelli che controllano il metabolismo.

Tratto da Lifegate
I biofotoni sono delle particelle di luce, portatrici d’informazioni, con le stesse caratteristiche di quelle della luce laser. Secondo il maggior esperto mondiale il biofisico Prof.Fritz Albert Popp, regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano tutti i processi biochimici. Sono ancora oggi un grande mistero per la scienza, infatti, vengono interpretati da due teorie piuttosto diverse e complementari: la teoria ondulatoria (con le leggi delle onde) e la teoria corpuscolare (in base alle leggi della fisica delle particelle).
Il primo a teorizzare la presenza di fotoni che venivano prodotti da organismi viventi (biofotoni) fu, nel 1922, il biologo russo Gurwitsch, che concluse che dovevano appartenere alla banda di lunghezza d’onda dei raggi ultravioletti.
In Italia il biologo Protti fece studi importanti e originali soprattutto sul sangue e sui tessuti cancerosi, riscontrando che l’emissione di biofotoni era direttamente proporzionale alla vitalità del soggetto, che in presenza di leucemie il sangue aveva emissioni bassissime di biofotoni e che il potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose) del sangue era proporzionale al numero di fotoni emessi.
L’introduzione nella fisica nucleare di un nuovo rivelatore molto sensibile di luce, il tubofotomoltiplicatore, permise la prima conferma rigorosa e sperimentale da parte di un fisico: il professor Facchini dell’Università di Milano. In questa direzione si inserisce la ricerca originale di tesi di Morpurgo dove, grazie al luminometro, costruito dal dr. Motolese, si dimostrava che anche gli organismi più semplici esistenti, i batteri, emettono biofotoni, e che vi era una stretta relazione fra duplicazione cellulare ed emissione di biofotoni, confermando un ruolo chiave del DNA in questo fenomeno emissivo.
Oggi i biofotoni sono oggetto di diverse ricerche in tutto il mondo. Negli Stati Uniti è stato dimostrato che i punti cutanei corrispondenti ai punti di agopuntura emettono più biofotoni del resto della cute. [...]
Tra gli argomenti indagati, di particolare interesse la proprietà dei tumori (in quanto sede di una aumentata riproduzione cellulare) di emettere un gran numero di biofotoni e quindi la possibilità di diagnosticare un tumore con grande anticipo rispetto ai sistemi tradizionali, con un sistema che è, oltretutto, assolutamente non invasivo.

Batteri, funghi e tubercolosi

Queste forme di vita sono un ulteriore sviluppo del Biofotone e possono essere riconvertiti a Biofotoni se il valore di pH lo permette. La maggior parte di queste specie non sono considerati parassiti e sono indagati in microbiologia.
I batteri della tubercolosi sono resistenti agli acidi, perché per prosperare hanno bisogno di un ambiente acido, in funzione di smantellare, dopo la risoluzione dei conflitti, l'eccesso di tessuto endodermico o mesodermico.

I parassiti e i vermi

I parassiti, i protozoi come il Toxoplasma gondii e il protozoario plasmodio ("agente patogeno della malaria"), o i vermi, gli organismi pluricellulari come il nematode, sono parassiti classici. Questo verme si deposita volentieri nell'ambiente intestinale acido. I protozoi preferiscono terreni alimentari altamente alcalini per prosperare. Un'estrema infestazione sanguigna da plasmodio, è possibile solo grazie ad un aumento del pH. Un'alcalosi offre le migliori condizioni per la sua moltiplicazione. Una riduzione del pH dei tessuti è promossa da speciali programmi attivi e intensi, nonché da altri fattori, come un aumento del livello alcalino nel sangue ("spostamento"). Fonte: www.dunkelfeld-blutdiagnostik.de

Dal punto di vista della biologia evolutiva, un organismo pluricellulare può svilupparsi solo da una singola cellula. Ricerche recenti hanno dimostrato che questo processo può avvenire anche viceversa. Alcuni dei microbi più antichi sono i cianobatteri unicellulari (cianoficea o alghe blu). Sorprendentemente, è stato scoperto che da precedenti forme multicellulari derivavano nuove forme unicellulari, vale a dire che avevano antenati multicellulari. Ciò confuta la tesi comune della biologia evolutiva, che si basa su un'evoluzione irreversibile.
Da questi risultati, per il momento, è stato redatto il seguente grafico, che descrive l'ambiente in cui batteri, funghi e parassiti risiedono, si moltiplicano e si evolvono nel modo più congeniale; ciò a seconda del valore del pH.

I valori di pH approssimativi per una ottima proliferazione e colonizzazione dei microorganismi sono:

Valore del pH

Questa è una misura della proprietà liquida acida o alcalina.
Più alto è il valore, maggiore è l'alcalinità; quanto più è basso, più la soluzione è acida. pH 7,0 descrive un ambiente neutro. Nel sangue prevale un valore costante di pH alcalino a circa 7,36. Una forte alcalosi sanguigna (fino a pH 7.9) o una forte acidosi (fino a pH 6,9) sono letali.
Occorre differenziare questi valori dai tessuti con valori estremi, come il colon.
Un pH di 6.0 ha una concentrazione acida 10 volte più alta del pH 7.0. La scala è logaritmica decimale!

IMPORTANTE: Non solo i farmaci simpaticomimetici (medicamenti o veleni che simulano gli effetti dell'adrenalina e della noradrenalina) e quelli parasimpaticomimetici (medicamenti o veleni che agiscono con effetti simili a quelli dati dal sistema parasimpatico) influenzano lo sviluppo e lo svolgimento delle due fasi del Programma SBS (fase CA e PCL), ma anche i forti alcalinizzanti, come il bicarbonato di sodio (NaHCO3).
Se il tessuto diventa più alcalino, diminuisce la proliferazione di funghi e micobatteri e favorisce la crescita dei tessuti appartenenti al paleoencefalo nella fase CA (conflitto attivo). D'altro canto, un tessuto più alcalino può promuovere la crescita di batteri e parassiti nella fase PCL del tessuto appartenente al neoencefalo. Un abbassamento del valore verso un ambiente acido, inibisce questo sviluppo.

La perdita dei capelli

Un disagio che può colpire sia gli uomini che le donne e i bambini a qualsiasi età. Voglio allora precisare brevemente come si arriva a questo sintomo finora non chiarito.
Se un individuo sperimenta una separazione, che giunge inaspettatamente, allora i capelli cominciano a diventare più sottili ed eventualmente cadono per tutta la durata dello shock (conflitto attivo), secondo lo schema ectodermico. Un caduta intensa e improvvisa si verifica durante la prima fase a seguito della soluzione dei conflitti (fase PCL). Il gonfiore temporaneo provoca un forte calo della funzione di rinfoltimento dei capelli. Le cicatrici dopo continue recidive, impediscono permanentemente la crescita dei capelli.
Ho scoperto che ogni diminuzione di funzione viene attivata da un calo del valore del pH nel tessuto (fase CA). La bellezza dei capelli diminuisce per il seguente motivo:
- La linfa chiara (che favorisce il nutrimento e l'asportazione dei rifiuti) ha idealmente un pH alcalino di 7,41.
- Un vissuto di separazione irrisolta, porta la linfa del cuoio capelluto a diventare acida.
- Le proteine localizzate nel cuoio capelluto, iniziano a solidificarsi. La linfa scorre più lentamente e non riesce a fare il suo lavoro in modo regolare e corretto.
- Le radici dei capelli iniziano ad essere costantemente malnutrite e le sostanze di scarto non vengono asportate in maniera ottimale.
Sarebbe importante considerare questo meccanismo, in modo neutro, evitando ansia e preoccupazione.

I Tumori

Questo termine descrive semplicemente una richiesta di spazio attraverso la crescita cellulare e/o gonfiore nel tessuto. Né più né meno. Pertanto anche un foruncolo rientra in questa definizione, ma in pratica si ritiene una crescita cellulare completamente diversa da una crescita cellulare che avviene nella ghiandola mammaria, ad esempio.
Ogni processo cellulare ha una certa durata di tempo e non può essere oltrepassato. Solo i grandi processi biologici possono portare a situazioni che minacciano la vita. Un grosso tumore in un tessuto controllato dal paleoencefalo, come il tessuto del parenchima epatico, può essere generato solo da un conflitto che è rimasto attivo per molto tempo. O anche dal gonfiore della fase PCL (a conflitto risolto).
Nel caso del tessuto controllato dal neoencefalo, come le ossa, la crescita tumorale si può avere solo nella fase di riparazione.

Le osservazioni del Professor Dr. Bechamp e del Dr. Enderlein sono state integrate per la prima volta nelle 5 Leggi Biologiche, nel senso che si è elaborato uno schema del processo bifasico, considerando il valore del pH, i microbi e le loro diverse possibilità di viluppo.
Infine da questa idea, sono stato in grado di sviluppare la mia Bussola dei Microbi. Questa può essere ulteriormente sviluppata e completata da tutti i medici, biologi, naturalisti e conoscitori delle 5LB.

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