Salta il menu

Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Il Dizionario*

Effetti placebo

Fu la Chiesa Cattolica che diede impulso ai placebo. Nel secolo XVI in un sforzo di screditare quelli che lucravano sui sempre più frequenti esorcismi, mostrò falsi oggetti sacri a coloro che dicevano essere posseduti dal demonio. Se dopo questa visione reagivano con violente convulsioni - come se realmente fossero state davanti ad uno strumento efficace contro Satana - i sacerdoti sapevano che era tutta immaginazione, che il diavolo non era nel loro corpo.
L'idea circolava nella comunità medica e a partire dal XVIII secolo si estese l'uso di trattamenti innocui per calmare le persone, sebbene il loro decollo definitivo giunse con l'approvazione di sperimentazioni cliniche dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Da allora i placebo sono stati contornati da luci ed ombre, di difensori e detrattori. La rivista medica 'The Lancet' realizza in un suo numero una esaustiva revisione su tutti gli aspetti relativi ad essi. E conclude con varie cose importanti: primo, che l'effetto placebo è psicobiologico e attribuibile a tutto un contesto terapeutico, non solo ad una pastiglia. Secondo, che si può applicare l'effetto nella pratica clinica incluso quando non si somministri alcun placebo. Terzo: esistono molti effetti placebo, non solo uno.
Per iniziare ad analizzare il tema, si deve definire il concetto: "Il placebo è una sostanza o procedimento innocuo e il suo effetto è qualcosa che segue alla somministrazione di detta sostanza o procedura".
È innocuo, ma causa una reazione.

Il paradosso, che è quello che ha creato tutta la confusione in merito, è che in teoria "se qualcosa è innocuo non può scatenare nessuna reazione", segnala Damien G Finiss, dell'Istituto di Ricerca e Trattamento del Dolore dell'Università di Sydney (Australia), coordinatore di questa analisi. Ma l'evidenza suggerisce che "l'effetto placebo non è qualcosa isolato ma parte di tutto l'ambiente che contorna un trattamento e che include l'interazione tra la persona e il medico, la fase della malattia e le speranze create dal trattamento".

Da un punto di vista psicologico, ci sono diversi meccanismi per indurre gli effetti placebo. I più conosciuti sono due: le aspettative e il condizionamento. Le lodi che il medico fa di una terapia concreta, come 'benda' per gli occhi prima di iniziare e quanto si illuda la persona, sono essenziali per scatenare una risposta positiva nel suo organismo. Quante più aspettative si abbiano, più forte sarà l'effetto. E, dal lato neurobiologico, i placebo possono agire tanto in persone sane come in persone malate ed in distinte parti del corpo.

Secondo questo lavoro, la maggior intensità si consegue quando si combina il rituale del placebo, o la forma di somministrarlo (ad esempio pastiglie, agopuntura o iniezioni), con una buona relazione medico-persona. Gli studi più recenti concludono che quando la persona vede come gli porgono il farmaco, quando è il medico colui che le spiega cosa viene somministrato, sperimenta una sensazione di ripresa più significativa di quando riceve il composto attraverso una macchina. Sebbene sappia che in ogni caso lo stanno medicando, il suo organismo non reagisce in modo uguale.
I benefici del placebo per il malato sono reali e le ricerche hanno dimostrato che il suo effetto terapeutico sono a lunga distanza ed in popolazioni molto diverse. Nonostante ciò, secondo Finiss, "la promozione di questo prodotto nella pratica clinica è eticamente controversa e, prima di raccomandarlo per determinati casi, richiede più conoscenza sulla rilevanza che potrebbe avere".

Le controversie

In alcuni casi, la forma più adeguata per dare risposta ad una domanda di tipo terapeutico consiste nell'effettuare una sperimentazione clinica randomizzata, il cui controllo si basa sull'uso di un placebo. Molti scienziati hanno studiato approfonditamente il piano etico di queste pratiche, che solitamente generano controversie, quando si applicano a ricerche cliniche di neurologia, per capire se si tratta di uno strumento sicuro, affidabile e al tempo stesso, indispensabile per la medicina.

Uno di questi studi circa gli aspetti etici che riguarda l'uso del placebo segnala che il suo impatto raggiunge più del cinquanta per cento dei requisiti di abituale riconoscimento affinché una ricerca clinica sia considerata accettabile a livello etico: il suo valore scientifico o sociale, la validità di fronte alla scienza, il consenso informato e la relazione che esiste tra il beneficio e il rischio di qualsiasi procedura.

Occorre menzionare che suddetti requisiti non sono semplici da tenere in conto, ma formano la base morale ed etica della ricerca scientifica; per questa ragione, la controversia generata dall'uso dei placebo eccede considerevolmente il terreno delle preferenze e le metodologie.
Ciò detto, le decisioni che comportano un trattamento con placebo sono complesse e devono partire dall'analisi delle posizioni ambigue e contraddittorie. Così come è di pubblica conoscenza la lista dei potenziali pregiudizi, esistono fondamenti etici che appoggiano il progetto di studio che garantisca il rispetto della sicurezza e dei diritti dei partecipanti.
Ci sono alcuni che assicurano che è indispensabile riconoscere i vantaggi e i benefici offerti alla società dalla realizzazione di studi sui placebo, tenendo conto dei rischi che molte volte ne derivano; tutto ciò comporta che gli scienziati valutino preventivamente i potenziali effetti e che lo facciano sapere ai propri assistiti in forma dettagliata.

In ultimo, è importante ricordare che mai si dovrebbe sperimentare con animali; i soggetti di studio devono essere sempre persone adulte che abbiano fornito il loro consenso.

ESPERIENZE: Nel 1997 svolgevo il mio lavoro di infermiere presso il Reparto di Chirurgia dell'Ospedale di Riccione ed una notte, mentre mi accingevo a fare il giro della terapia, un paziente della camera 1 mi chiede se potesse avere qualcosa per dormire, vista la sua brutta esperienza della notte precedente.
Considerati i non trascurabili effetti collaterali dei sedativi - spesso le persone si dissociano ed hanno effetti paradossi di scombussolamento tale da non dormire tutta la notte fino a delirare - ho deciso di tentare la via del "Sonno zuccherino".
Ho risposto positivamente alla richiesta e mi sono allontanato un attimo per andare a prendere una siringa da insulina che ho riempito con della glucosata al 10%. Sono tornato in camera e davanti a lui (quindi alla sua attenzione), in un dito d'acqua nel suo bicchiere (non un bicchiere di carta, ma il suo di vetro, ovvero mi sono curato proprio di lui), ho versato 10 gocce di quella soluzione di acqua e zucchero.
La solennità della procedura, la mia divisa (autorevolezza e coinvolgimento), l'attenzione che ho posto nel contare le gocce (professionalità) e l'aver offerto quel rimedio miracoloso alla persona, hanno sortito un effetto magnifico.
Quando tutto è avvenuto erano le 21.15 circa. L'ho risvegliato, con un pochino di impegno, alla mattina successiva alle 6.00 per consegnargli il termometro. Si è stirato ben bene e mi ha detto: «Ho dormito alla grande, grazie!»

Riassunto : Home →→ Articoli → Effetti placebo
Utilità : Torna in alto
Aiuto | Info | Contatti
Sito web divulgativo, nessun diritto riservato.
I contenuti del sito sono di libero utilizzo
CSS3 | HTML 5