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Le porte di entrata in biologia

Per Terapeuti
07 febbraio 2020
Perla saggia:
Una vita trascorsa a commettere errori
non soltanto è più onorevole,
ma anche più utile
di una vita trascorsa senza far niente.

George Bernard Shaw

Tratto da: "Tratado de Biodescodificacion" di Enric Corbera
Traduzione e adattamento di: Giorgio Beltrammi

Ogni persona somatizza, in forma differente, lo shock biologico, in base alla sua programmazione biologica. Ogni essere umano ha una relazione particolare con il mondo.
In base ai cinque sensi si determina la porta d'ingresso. Ci sono persone auditive, olfattive, gustative o tattili. Questo ci determina anche un modo particolare di essere: digestivi, respiratori, sessuali, ossei, etc.

Le porte di ingresso possono essere determinate da:
  1. Scelta universale: Per tutti, la pelle per il contatto, gli occhi per vedere, i polmoni per respirare.
  2. Scelta culturale: L'acqua è simbolo di vita nel deserto e di morte in Bangladesh. Il ventre è sexy nei paesi arabi e in oriente lo sono i piedi e la nuca.
  3. Scelta per determinismo familiare: I piedi sono importanti per il calzolaio e le mani per il pianista.
  4. Scelta del vissuto personale: le ginocchia sono importanti per lo sportivo o per la religione, etc.

Protocollo di Associazione tra organo e percezione

Questo protocollo ci permette di identificarci con l'organo o il tessuto alterato.
Partiamo dalla seguente premessa: «Io sono... (esempio, il mio stomaco)» e le parole che determinano le mie sensazioni le troviamo facendo le seguenti domande:

Queste domande verranno poste dal terapeuta e la persona, ad occhi chiusi, risponderà internamente senza verbalizzarle, farà solo un leggero movimento della testa in modo che il terapeuta sappia che può porre la domanda successiva.
Una volta fatto tutto questo in silenzio, il terapeuta pone le stesse domande e la persona risponde verbalmente, e avremo accesso a quelle situazioni che sono nell'inconscio. La persona deve avere un atteggiamento di apertura a tutto ciò che verrà fuori.
Il terapeuta chiede: «Di tutte le tue risposte, qual'è quella che ti ha fatto più impressione?»
Successivamente si costruisce il feedback tra la persona e il terapeuta.

Il cammino del risentito

Schema del percorso emotivo di Christian Flèche.

Ecco come si attiva il nostro inconscio mediante le emozioni generate dalle situazioni della vita.
Se sono attivate quelle positive, queste vengono custodite come risorse.
Se non sono positive, ma nemmeno negative, vengono custodite.
Poi ci sono quelle che agiscono negativamente. Esse sono le emozioni che ci interessano e che se non le esprimiamo consciamente, giungono all'inconscio e si codificano a livello cerebrale.
Una volta codificate nella nostra neurologia, possono rimanere programmate lì, nell'attesa di una nuova attivazione che può provocare la malattia.
Se la malattia rimane codificata, si manifesterà nel tempo, quando un evento simile al primo riattiverà il conflitto.
Può anche attivarsi con la successione di piccole situazioni ripetitive, che da sole non hanno la forza di attivare la malattia, ma il loro accumulo può averne.

Presa di coscienza della somatizzazione

Quando si approccia una persona, occorre tener conto di quali sono i processi attraverso i quali deve passare per la comprensione globale della sua sintomatologia.

  1. Prendere coscienza che la malattia ha a che fare con un evento;
  2. Lasciar andare le emozioni e le emozioni relative alla causa;
  3. Risorse terapeutiche;
  4. Cambiare gli eventi;
  5. Cambiare le credenze → cambiare il significato.

Protocollo per cambiare il significato

Questo protocollo ha per obiettivo il comprendere come cambiando l'emozione, in relazione ad un evento emozionalmente negativo, con un evento visto come emozionalmente positivo, la percezione di esso cambia. Ciò fa sì che si acquisisca uno stato fisico più stabile.

  1. Scrivere il titolo di una esperienza negativa;
  2. Scrivere il titolo di un film che è molto piaciuto;
  3. Scrivere il titolo di un libro che è molto piaciuto;
  4. Chiedere di trovare un ricordo negativo, indipendente dal film o dai libri, e far scrivere il titolo che avrebbe applicato a questa esperienza negativa;
  5. Ora lo si fa eliminare, cancellando il titolo dell'esperienza negativa e mettendo uno dei titoli piacevoli scritti in precedenza e prendere questo titolo per nominare l'esperienza negativa;
  6. Ora ha un'esperienza della sua vita e quando ci pensa lo fa come un dipinto con il titolo, o come un libro o come un film. Chiedere che cosa sente rispetto a questo cambiamento.
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