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Il Progetto Senso 2

13 dicembre 2019
Perla saggia:
"Non siete quello che pensate o sentite di essere.
Siete tutto ciò che potete diventare.
La convinzione su chi siamo,
determina i confini e i limiti entro cui viviamo."

O. Fitzpatrick

Il Progetto Senso (PS) è un'opportunità per sanare alcuni errori dei genitori, dalla fecondazione fino ai tre anni di vita, di non somatizzarli nel fisico, e che potrebbero non avere fine.
Il figlio mostra l'ombra del risentimento dei suoi genitori e dei suoi antenati e lo fa attraverso i sintomi fisici ed emotivi che possono essere classificati come malattie o alterazioni del comportamento.
Quando si lavora con il PS, accade qualcosa di magico: quando la madre diventa consapevole dell'intero problema, il bambino presenta un miglioramento quasi istantaneo. Le cose si risolvono da sole, perché il nostro inconscio lotta per uscire ed esprimersi, e quando lo fa, disconnette i programmi. Il nostro inconscio vuole usare tutta l'energia per vivere, e non esprime il risentimento "non risolto" e "ciò che non è stato detto".
Il progetto senso è multiplo, e nelle sue sfaccettature ci sono molti dei programmi che in seguito riviviamo quando siamo adulti, a causa di una forza dell'inconscio legata alla fedeltà alla famiglia. Rompere quel legame o blocco, è essenziale per vivere il nostro progetto di vita liberamente e senza condizionamenti.

Tra gli eventi che hanno a che fare con il PS, figurano i seguenti:

Concepimento

Che può avvenire in circostanze come:

Gravidanza

Quando mia madre ha scoperto la mia presenza nel suo grembo, ha provato (?):

Nascita

Al momento della nascita si sono vissute queste possibili condizioni (?):

I primi tre anni

In relazione alle esperienze vissute, specialmente in relazione al padre.

Passaggi per liberarsi da qualsiasi risentimento, per decodificare un sintomo o una malattia

Studio dell'Albero Genealogico.
  1. Sintomo fisico, psicologico, comportamentale o malattia.
    Quando è stata la prima volta? Per individuare il momento in cui è stato scatenato.
  2. Situazione vissuta.
    Focalizzarsi sul momento in cui inizia il disturbo o sintomo. Rivivi dove sei, con chi sei, cosa fai, qual è la situazione? Cosa succede con ...?
  3. Pensieri. In caso di pensieri negativi:
    • 1.Tristezza o paura della solitudine, relativi a convinzioni basali su se stessi: "Sono impotente", "Mi lasceranno", "Io sono indifeso", "Mi sento solo", "Sarò da solo", "Non ne valgo la pena","Sono diverso","Non sono normale","Non sarò amato" e "Non sono desiderato","Non sono attraente","Non si prendono cura di me".
      Rispetto alle credenze negative che si proiettano sulle persone e sul mondo "Chi mi ama mi abbandona", "Non è possibile fidarsi degli altri".
    • 2. La rabbia o la paura di essere rifiutati, associata a credenze di base su di se: "Mi respingeranno", "Io sono inadeguato", "Non sono buono", "Io sono cattivo", "Io non sono amabile", "Non mi capiscono" "Non mi piace nessuno ".
      Per quanto riguarda le convinzioni negative proiettate su persone e il mondo "Nessuno mi capisce", "Tutti mi respingono" "Nessuno mi ama", "Il mondo è un luogo marcio".
    • 3. L'insicurezza o paura del fallimento associata a credenze su se stessi per immaturità e mancanza di fiducia: "Sono un fallimento", "Non posso", "Non so", "Io sono inutile" "Io non sono bravo", "Io sono vulnerabile", "sono incompetente", Sono un debole", "Sono un incapace", "Sono bloccato", "Sono impotente" e "Sono dipendente da...", "Non si occupano di me", "Non mi rispettano", "Sono inferiore agli altri".
      Per quanto riguarda le credenze che vengono proiettate su persone e mondo "La gente mi ferisce" e "Vogliono farmi del male", "Il mondo mi sta minacciando", "Voglio che mi aiutino", "Non si fidano di me."
  4. Sentimenti spiacevoli.
    Sono infelice, colpevole, disgraziato, pauroso, inutile, irresponsabile, respinto, incompreso, abbandonato, impotente, tra gli altri.
  5. Rivivere l'emozione provata.
    Paura, timore, insicurezza, sicurezza, fiducia, tristezza, solitudine, gioia, rabbia, collera, amore.
    Intensificare l'emozione spiacevole. Qual è il bisogno biologico insoddisfatto?
  6. Rivivere la sensazione fisica o il sintomo.
    Toccare con la mano il luogo del tuo corpo in cui senti l'emozione spiacevole si identifica. Che cosa si sente in quel luogo? Dolore, gonfiore, scossa, oppressione, costrizione, prurito, bruciore, torsione, palpitazione, mancanza di respiro, difficoltà a respirare, svanisce, ci si sente senza forza, etc.
  7. Risentito.
    Che cosa ti provoca dire e tacere? Che cosa ti costringe a fare e a reprimere? Per cosa vivi quell'esperienza? Quante volte l'hai ripetuto?
  8. Comprendere l'esperienza vissuta, nel momento in cui è avvenuta e nel presente.
  9. Liberazione. Mediante: lutto, regressione consapevole con perdono e taglio energetico, fiori, lettere o perdono scritto da bruciare per sterilizzare la mente dal passato o dal risentimento. Se necessario, ricorrere alla Terapia dello Specchio.
  10. Riprogrammare, ripotenziare il partecipante con la presa di coscienza.
    • 1. Facendogli prendere possessi dei benefici ottenuti vivendo quella situazione che decodifica.
    • 2. Diventare consapevole dei propri principi, dei punti di forza e dei talenti.
    • 3. Presa di coscienza del perché sperimenta la decodifica, che è intrapresa per il proprio benessere e felicità.
      «Siamo ciò che facciamo ripetutamente, quindi l'eccellenza non è un'azione, è un'abitudine» - Aristotele
      La fiducia viene mostrata agendo, nonostante le nostre paure.
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