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Humana

Ritorno al Piacere

01 giugno 2020
Perla saggia:
Quando una porta della felicità si chiude, se ne apre un'altra;
ma tante volte guardiamo così a lungo quella chiusa,
che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

Paulo Coelho

Introduzione

Mi è venuta l'idea di scrivere questo articolo mentre stavo pisciando e, constatando quanto fosse piacevole quell'atto naturale, ho capito che il nostro corpo ha i suoi bisogni, che ci impongono azioni che interrompono altre azioni, e che il loro soddisfacimento, viene ricambiato con sensazioni magnifiche e sublimi.
Mi sono chiesto: perché è così bello pisciare, starnutire, dire parolacce, grattarsi, cagare, imprecare, dormire, fare l'amore, giocare, correre, mangiare, bere, stirarsi, baciare ecc.?
Ho anche capito che se non fossimo devastati dalle millemila conflittualità quotidiane, potremmo passare una vita letteralmente invasa dal piacere, dalla gioia e dalla leggerezza.
Ho analizzato alcune cose ed ora vi offro questo punto di vista, certamente contestabile, unendo biologia, vita vissuta e scienza.
Buona lettura :-)

1. Etimologia e Analogie del piacere

2. Le Caratteristiche del piacere

Il piacere è una sensazione coinvolgente l'intero individuo e non solo ed ha delle caratteristiche principalmente soggettive, per le quali il piacere che sente la persona A non è lo stesso che percepisce la persona B, sebbene ciò che hanno vissuto sia lo stesso per entrambi. Il piacere infatti dipende dal contesto in cui viene vissuto lo stimolo che l'ha generato. Tipico esempio è l'atto sessuale: se viene attuato in condizioni di intenso amore, complicità e accoglimento, il piacere che ne deriva è diverso da quello generato da un rapporto basato sullo stringente e contrattuale "dovere coniugale".
Oppure il mangiare un panino nelle migliori condizioni di convivialità, serenità, condivisione e amicizia genera percezioni di piacere che sono diverse da quelle generate dal mangiare un sontuoso e ricercatissimo piatto in un clima di odio, distacco e ostilità.

Ho pensato di poter stilare delle caratteristiche comuni relative alla condizione di piacere: e per queste caratteristiche il piacere è una condizione intrigante, seducente, ammaliatrice.

In Natura il piacere è una entità dagli effetti biologicamente significativi: esiste, è sempre in potenzialità, non fa discriminazioni, è sempre disponibile ed eternamente in movimento.

"Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra,
varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni."

Alda Merini

3. La Chimica del piacere

Le sostanze stimolate dal piacere e riversate nell'intero essere umano sono le seguenti:

4. L'Embriologia del piacere

Come sappiamo dalla Terza Legge Biologica, il nostro corpo è composto di diversi tessuti i quali originano da tre strutture embrionali detti "Foglietti", che si trovano ben distinti nella fase morulare della gestazione. Nel momento stesso in cui i tre foglietti si separano tra loro, inizia anche lo sviluppo dei piaceri ad essi relativi.

"Che strana cosa sono il piacere e il dolore;
sembra che ognuno di loro segua sempre il suo contrario
e che tutti e due non vogliano mai trovarsi nella stessa persona."

Socrate

4.1 Il piacere endodermico

Il piacere endodermico è legato al concetto di "boccone essenziale" o "di sopravvivenza" ed è un piacere grossolano. Tuttavia c'è da tenere in conto che il piacere endodermico riguarda sia il singolo circoscritto individuo che il più ampio macro-individuo (clan, etnia, specie).
Stante che ci sono diversi tipi di boccone essenziale, esistono diverse manifestazioni del piacere, ognuna legata ad una specifica funzione dei tessuti endodermici, ma in linea di principio i diversi piaceri endodermici si ricollegano a due condizioni:

Per quanto riguarda il macro-individuo di cui sopra, il boccone essenziale è quello legato alla prosecuzione della specie, quindi alla riproduzione, quindi al sesso (piacere sessuale). Non è un caso che nell'approccio e nel rapporto sessuale affiori "la bestia" e l'individuo si senta spinto da una forza che travalica il controllo sterile e limitante della mente.

Mi si lascino dire due parole a proposito di "bestia": non è un caso che nelle narrazioni religiose il demonio sia rappresentato dalla bestia, ovvero di colui che si comporta con l'imprevedibilità, la forza, la seduzione e l'incontrollabilità di una bestia.
Ad una tale perdita di controllo, il pensiero e la liturgia religiosa antepongono il castigo, la dannazione e la maledizione. In altri termini la religione nega la bestia che alberga in tutti noi che, in quanto tale, è spinta dal conseguimento del piacere di vivere e di proseguire nella sua esistenza.

4.2 Il piacere mesodermico

Il piacere mesodermico è legato a due concetti di base: Il primo tipo di piacere è scaturito dalla percezione di essere al sicuro, come quando rientriamo a casa dopo una giornata stressante che ha consumato così tanto le nostre energie da mettere a rischio la nostra stessa integrità («Sono a pezzi!»), oppure quando ci sentiamo attaccati dal freddo di una giornata ghiacciata e umida e con un ultimo brivido apriamo la porta di un luogo riscaldato, percependone il calore e l'accoglienza; quello è il piacere meso-arcaico che prova la bestia quando raggiunge un rifugio sicuro, riuscendo a sfuggire al predatore.

Il secondo tipo di piacere mesodermico è dato dalla spinta al cambiamento, dall'inevitabile pulsione al movimento, dalla volontà di integrazione.
È il piacere dello stirarsi (cambiare una posizione limitata e limitante), del fare moto (percezione di costruzione di se'), del darsi da fare (per cambiare se' stessi ed il proprio mondo circostante). Ed è nell'esercizio di tale cambiamento che si incontrano gli altri umani ed alcune specie animali con cui "condividere" ed integrarsi. È il piacere di far parte di un gruppo di altri consimili (riconoscere chi ne è parte e chi non lo è = sistema immunitario).
È affascinante osservare che nella comunione delle azioni si sviluppino i due piaceri mesodermici: la protezione e l'integrazione/cambiamento. Ed ancor più affascinante è osservare che il tessuto connettivo mette in connessione (integrazione) tutti i tessuti e le strutture corporee e ne garantisce l'integrità e l'adattamento con il mondo esteriore (cambiamento).
Mi spingo ad affermare che il piacere mesodermico ci pervade costantemente, globalmente. Non ci rimane altro che prenderne coscienza.

4.3 Il piacere ectodermico

Il piacere ectodermico è il più complesso, d'altra parte come la corteccia cerebrale stessa. È connesso con i concetti di: con tutte le sfumature che ne derivano.

Il piacere della relazione è quello dato dal contatto sia esso tattile, olfattivo, uditivo, visivo e gustativo ed è un piacere che avvolge il piacere endodermico.
Se nel piacere endodermico c'è il soddisfacimento di bisogni grossolani e fondamentali (cibo, acqua, ossigeno, sesso), nel piacere ectodermico le sfumature sono assai più sottili e sofisticate. Non c'è solo il piacere di mangiare (riempirsi lo stomaco), ma si accompagna il piacere di gustare un determinato cibo. Non c'è solo il piacere di percepire dei suoni in un silenzio pericoloso, ma il piacere di udire un suono amico (come si può osservare nei cani quando "sentono" arrivare il padrone che sta parcheggiando sotto casa). Gli esempi possono essere infiniti.
Quindi il piacere del contatto si stende sul piacere endodermico, aggiungendo tonalità e contenuti di estrema sofisticazione. Per rimanere nel campo sessuale, che so accalappiare l'attenzione, al piacere endodermico grezzo dato dal mero atto copulatorio (penetrazione) si aggiunge il piacere della relazione intima fatta di profumi, carezze, toccamenti, parole e così via. Quindi il piacere del contatto è reale, tangibile, sostanziale, materiale.
Mi permetto di aggiungere che in talune condizioni, ricercate e fuggevoli, al piacere endo-ectodermico si può aggiungere il piacere estatico, che coinvolge i due appassionati, quando c'è un contatto a livello spirituale, energetico ed intellettuale. Tale piacere rende i due individui, un unico individuo.
Un abbraccio sincero, una coccola dolce, una carezza lieve, uno sguardo aperto, una parola gentile, un profumo soave, un sapore discreto, possono essere esempi di piaceri ectodermici relazionali.

Il piacere identitario è ancor più sofisticato ed è quello dato dal sentirsi riconosciuti, accettati ed accolti in quanto soggetti e non oggetti. Il piacere di essere visti, di essere ascoltati, di essere nominati e rispettati, di essere voluti, desiderati e cercati. È il piacere di sentirsi parte del tutto attorno, senza perdere la propria identità. Il piacere di sapere chi si è.
Risponde alla domanda che per molti, oggi, non ha una risposta ben definita: «Io chi sono?»
Purtroppo per quei molti, la risposta viene cercata negli altri, che vengono eletti a magnanimi selezionatori di umana identificazione.

Il piacere territoriale è ancor più complesso del precedente ed è relativo al proprio spazio personale dove esercitare la propria identità e intessere le proprie relazioni.
Sapere dove stare e dove accogliere le proprie relazioni, dove potere esprimere liberamente il proprio essere.
Se nel piacere mesodermico arcaico il piacere è nel trovare un riparo purché sia, nel piacere ectodermico è trovare il proprio specifico riparo, che si identifica con il possessore. Per farla breve: un conto è trovare un luogo dove scaldarsi e un conto è tornare nella propria casa dove scaldarsi. Il piacere territoriale si esprime nell'avere qualcosa di appartenenza («Questo è mio!»), poter dire di avere un qualcosa.

"Il piacere è il più certo mezzo di riconoscimento
offertoci dalla Natura e...
colui il quale molto ha sofferto
è men sapiente di colui il quale molto ha gioito."

Gabriele D'Annunzio

5. La Curva del piacere

Il compianto e Grande Dr. Hamer studiò con cura un fenomeno legato al piacere: l'orgasmo, con particolare riferimento a quello sessuale. Non sto qui a riprendere le sue scoperte e rimando il lettore alla consultazione dei suoi testi.
Mi preme invece integrare quegli studi con il concetto che il piacere biologico - umano e/o animale poco importa - contempla al suo interno proprio l'orgasmo, ma andiamo per gradi partendo dal momento in cui l'individuo percepisce il bisogno biologico. In quel momento l'azione ortosimpatica si intensifica gradualmente, mettendo l'individuo nella condizione ideale per cercare l'esaudimento a tale bisogno. Se la percezione si intensifica e si dilunga, anche la simpaticotonia si dilunga e si intensifica.
Nel momento in cui c'è l'esaudimento al bisogno biologico, la simpaticotonia decresce rapidamente per portare l'individuo in una condizione di parasimpaticotonia (o vagotonia), di rilassamento e di percezione di soddisfacimento.
Poco tempo dopo interviene l'orgasmo bio-sensoriale, di breve durata ma di grande intensità, con la comparsa di fenomeni fisici come l'orripilazione, l'eiaculazione, la salivazione, la sudorazione, gli spasmi muscolari, le vocalizzazioni ed altri.
Al termine della fase orgasmica interviene la seconda fase di rilassamento e di riconquista del controllo mentale ed emotivo.

"Ogni piacere ha il suo momento culminante
quando sta per finire."

Lucio Anneo Seneca

6. I Motivi biologici del piacere

Che ci piaccia o meno, siamo "condannati" al provare piacere in svariati campi.
Abbiamo capito le caratteristiche del piacere e sappiamo che i tessuti e le loro funzioni generano sensazioni di piacere nel momento in cui vengono rispettate le loro richieste. Conosciamo la chimica del piacere...
...ma perché la Natura ha architettato tutto questo? Che bisogno c'era di rendere le cose così complesse?
La risposta è semplice: per far sì che l'individuo faccia ciò che gli garantisce la sopravvivenza!
I classici "il bastone (il senso di bisogno) e la carota (il premio)".

Ad esempio: il retto pieno di feci (che deve essere vuotato per non creare una ostruzione), invia una stimolazione - che tutti conosciamo - per far sì che l'individuo (animale e umano) provveda a vuotarlo. La sensazione di svuotamento è assai piacevole e ciò fa si che, a questa funzione, si riservi una certa priorità e una certa ritualità (riservatezza, tempo e rilassatezza).
Similmente per l'urinare, per lo starnutire, per il grattarsi, per il bere (quando si ha sete), per il magiare (quando si ha fame), ecc. ecc. ecc.
Avrete certamente notato che si tratta di piaceri che la persona vive senza distrazioni, nella completa concentrazione su di se'.
Il piacere è un meraviglioso marchingegno naturale per autocentrarsi e preservarsi.

"L'essenza dell'arte
è provare piacere nel dare piacere."

Mikhail Baryshnikov

7. Le Emozioni del piacere

Il piacere è scaturito da emozioni e genera emozioni. Eccone un elenco:

7.1 Emozioni positive

  • Allegria
  • Amore
  • Affetto
  • Generosità
  • Speranza
  • Ammirazione
  • Libertà
  • Realizzazione
  • Giustizia
  • Gratitudine
  • Accettazione
  • Accompagnamento
  • Bontà
  • Apprezzamento
  • Benevolenza
  • Orgoglio
  • Gentilezza
  • Sollievo
  • Empatia
  • Integrità
  • Umiltà
  • Attaccamento
  • Approvazione
  • Concentrazione
  • Sufficienza
  • Armonia
  • Onestà
  • Tolleranza
  • Motivazione
  • Felicità
  • Autonomia
  • Onorabilità
  • Solidarietà
  • Ottimismo
  • Soddisfazione
  • Sicurezza
  • Comprensione
  • Simpatia
  • Affetto
  • Passione
  • Stima
  • Entusiasmo
  • Rispetto
  • Pace
  • Piacere
  • Compromesso
  • Fervore
  • Fascino
  • Concorrenza
  • Pienezza
  • Onnipotenza
  • Euforia
  • Estasi
  • Illusione
  • Sostegno
  • Contentezza
  • Interesse
  • Fiducia
  • Gioia
  • Cura
  • Dignità
  • Energia
  • Vitalità

7.2 Emozioni negative

  • Tristezza
  • Malinconia
  • Abbandono
  • Noia
  • Abuso
  • Bisogno
  • Assenza
  • Demotivazione
  • Spavento
  • Amarezza
  • Angoscia
  • Aggressività
  • Sopraffazione
  • Esitazione
  • Ansia
  • Schifo
  • Vendetta
  • Coraggio
  • Fastidio
  • Vergogna
  • Vuoto
  • Disgusto
  • Ostilità
  • Umiliazione
  • Disapprovazione
  • Meschinità
  • Timore
  • Ostinazione
  • Terrore
  • Tradimento
  • Molestia
  • Manipolazione
  • Paura
  • Fobia
  • Carestia
  • Discredito
  • Svalutazione
  • Fallimento
  • Fragilità
  • Frustrazione
  • Furia
  • Solitudine
  • Imperturbabilità
  • Paralisi
  • Rancore
  • Rabbia
  • Sospetto
  • Pudore
  • Miseria
  • Preoccupazione
  • Prepotenza
  • Pessimismo
  • Incongruenza
  • Pena
  • Pigrizia
  • Dolore
  • Odio
  • Ira
  • Inganno
  • Stress
  • Perdizione
  • Alterazione
  • Invidia
  • Offesa
  • Sorpresa
  • Stupore
  • Impazienza
  • Sfiducia
  • Impotenza
  • Smarrimento
  • Incapacità
  • Dolore
  • Esasperazione
  • Rimorso
  • Incompatibilità
  • Incomprensione
  • Disavventura
  • Indignazione
  • Instabilità
  • Infelicità
  • Inferiorità
  • Ingiustizia
  • Distruzione
  • Insoddisfazione
  • Insicurezza
  • Insufficienza
  • Intolleranza
  • Irritazione
  • Gelosia
  • Colpa
  • Censura
  • Collera
  • Contrarietà
  • Dipendenza
  • Depressione
  • Sconfitta
  • Abbandono
  • Scoraggiamento
  • Agitazione
  • Abbattimento
  • Miseria
  • Disincanto
  • Disperazione
  • Svogliatezza
  • Delusione
  • Desolazione
  • Disorientamento
  • Disprezzo
  • Reclamo
  • Afflizione

8. I Conflitti al piacere

Nei capitoli precedenti abbiamo visto come il piacere, nelle sue numerosissime sfaccettature, origini e sviluppi, sia un fenomeno biologico atto a far si che il vivente adempia a quelle funzioni che gli garantiscono non solo la sopravvivenza pura e semplice, ma anche una vita bella, armoniosa, equilibrata, entusiasmante e gioiosa da vivere.
È tuttavia incredibile come l'umano faccia tante cose per rinviare, sopprimere, dimenticare il piacere naturale. Lo fa con una scientificità ed un accanimento che mi lascia sbigottito. Nega il piacere naturale per rincorrere piaceri artificiosi e artificiali che nulla hanno a che fare con ciò che la Natura gli ha riservato.
Ad esempio: Si nega ad un bimbo di pochi mesi il piacere del contatto materno, per rincorrere pretese di ricchezza e modernità, salvo poi vedere quel bimbo, ormai adulto, surrogare quel godimento negatogli, con piaceri sintetici, pericolosi e dannosi.
Rinunciare volontariamente al piacere naturale rappresenta un conflitto biologico vero e proprio.

"L'uomo si distrugge con la politica senza princìpi,
col piacere senza la coscienza,
con la ricchezza senza lavoro,
con la conoscenza senza carattere,
con gli affari senza morale,
con la scienza senza umanità,
con la fede senza sacrifici."

Mahatma Gandhi
Rimanendo sul versante delle 5LB e della Terza Legge Biologica, vediamo quali possano essere i conflitti al piacere.

9. "Sentire" i piaceri del corpo

È importante sentire i piaceri del corpo; dovrebbe essere una cultura e se volete cominciare fate quanto segue:

Potete proseguire queste esperienze di piacere con ogni cosa che il vostro corpo sapete che vuole. State nel piacere di assecondare i voleri del vostro corpo e scoprirete il piacere del Tempo.

10. Enneatipi di piacere

Nella pagina riguardante l'Enneagramma, a cui rimando il lettore, si possono conoscere le diverse personalità. Rispetto al concetto di piacere possiamo riconoscere che:
  1. Ordine e precisione, ma il giudice interiore è inflessibile, cerca (e trova) l'imperfezione, generando un loop interminabile di frustrazione. Perde il piacere di star bene con se' stesso;
  2. Contatto e Amore, ma il suo continuo ricatto affettivo lo porta a perdere ciò che gli fa piacere. Perde il piacere di essere amato per ciò che è e non per ciò che offre;
  3. Successo e dinamismo, ma il suo millantare pacchiano rispetto alle conquiste e al successo, lo rivestono di antipatia e derisione. Perde il piacere della sincerità;
  4. Identità e unicità, ma la sua costante insoddisfazione lamentosa, la sua complessità lo allontanano dal piacere del bello che cerca in ogni cosa;
  5. Riservatezza e ricerca, ma la sua incrollabile voglia di colmare il vuoto lo fanno sempre sentire allo scoperto, perdendo il piacere della sicurezza e della rilassatezza;
  6. Fedeltà e tradizione, ma la sua immobilità per paura di sbagliare, il suo conservatorismo lo inducono alla immobilità, perdendo il piacere dell'avventura e dell'evoluzione;
  7. Leggerezza e cosmopolitismo, ma la sua dispersione in mille piaceri, non gli consentono di accedere al piacere della stabilità e del focolare;
  8. Forza e controllo, ma la sua arroganza e durezza spinge gli altri a tradire il suo ideale e fargli perdere il piacere del lasciarsi e lasciare andare, il piacere della comunione paritaria;
  9. Bontà e tolleranza, ma il suo accontentarsi e la sua molle condiscendenza gli tolgono il piacere di essere originale e delle proprie vere scelte.

11. Conclusioni

Sono finalmente giunto al termine di questa incursione nel vasto, personale, soggettivo capitolo relativo al piacere. Lascio al lettore il compito di farsi una opinione su questo argomento.
Quello che IO posso dire a tal proposito è che ci siamo dimenticati dei piaceri semplici, dei piaceri naturali, di quei piaceri che non hanno bisogno di aumentare artificiosamente il dosaggio di stimoli per essere evocati.
Ci siamo dimenticati del piacere naturale di nascere, crescere, vivere e morire.
Ci siamo dimenticati del piacere del cibo nostrano, dell'aria buona dei nostri prati, dell'acqua buona delle nostre fonti, del focolare umile e sincero, del gioco sull'erba, del contatto "a carne", del gridare il nostro nome con fierezza e di mostrare il nostro volto, intero e autentico.
Ci siamo dimenticati di noi stessi per piacere a non si sa chi o cosa e questo A ME non piace neanche un po'.
Ma è stato un piacere aver scritto tutto ciò e spero che vi sia piaciuto.

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