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Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Uomini nel mirino

Perla saggia:
La cura ha una sola regola:
che sia fatta in modo efficace
e senza dolore.

Galeno

Questa è la cronaca di un assalto alla persona. un agguato senza armi, un attentato fatto di domande istericamente ridondanti, insinuanti, irritanti e allusive, portate prima ad un uomo e poi ad un altro, "colpevoli" di voler aiutare le persone ad informarsi ed a fare ciò che è loro più utile in tema di salute e malattia.

Eravamo arrivati a Bologna verso le 19.00 per cenare e poi tenere la presentazione della Scuola del Sintomo, io, Robi, Matteo e Ale.
Avevamo supposto, anzi eravamo certi della presenza di almeno un giornalista tra il pubblico, ma non ci aspettavamo certo la presenza anche di un operatore con telecamera al seguito.
Il tizio l'avevo sgamato subito; di tutti i presenti era quello contraddistinto da una fisionomia e da un abbigliamento che potrei definire "Divisa da giornalista".
E non mi ero sbagliato.

Matteo avvia la serata di presentazione di fronte ad una cinquantina di persone di tutte le età e non mancavano i giovani, il che mi ha personalmente rincuorato e fatto gioire. Poi ha lasciato la parola ad ognuno di noi per illustrare chi siamo, cosa facciamo, come siamo giunti alle 5 Leggi Biologiche, cosa intendiamo fare nella scuola e cosa offriremo. Il tutto per un paio di ore, poi è stata la volta del pubblico con le sue domande e la richiesta di delucidazioni.
Un clima sereno, simpatico, a tratti ironico nel quale abbiamo ripetuto svariate volte la nostra totale estraneità alla non-terapia, la nostra distanza da dichiarazioni sulla inefficacia delle terapie convenzionali. Nessuno di noi si permette di dichiarare cose del genere.

Dopo aver rimarcato più volte che le 5LB NON SONO TERAPIA e che la scuola ha l'obiettivo di offrire una aggiunta alle conoscenze della singola persona riguardo a salute e malattia, Matteo ha ulteriormente sottolineato che le 5LB «Sono un di più, non un diverso!».
La serata si è conclusa con la solita schiera di persone che vogliono chiedere cose specifiche, con tante strette di mano, sorrisi. Erano circa le 23.15 quando notiamo che "l'avvoltoio" era ancora li, poco prima dell'uscita dell'albergo.

Roberto - osteopata - si avvia verso la macchina e viene affiancato dall'avvoltoio e dall'operatore ed inizia l'attacco pseudo-giornalistico.
Le domande più ripetute, con tono tagliente e un po' da prete nel confessionale quando somministra la penitenza, sono state le seguenti:
«Lei pensa che la chemioterapia curi il cancro?»
«Lei ritiene che la chemioterapia sia efficace?»
«Lei conosce persone che siano guarite dal cancro con la medicina hameriana?»
«Lei lo sa che il 93% dei bambini malati di Leucemia Linfoblastica Acuta guarisce con la chemioterapia?»
Altre domande non me le ricordo, ma di certo mi ricordo che ripeteva queste domande a ciclo continuo non consentendo la replica ed avvicinandosi come fa, appunto, un avvoltoio alla carcassa di un cadavere, spalleggiato dall'operatore. L'avvoltoio con il gufo sulle spalle.
Robi, come tutti quelli che subiscono un attacco subdolo del genere, è rimasto dapprima costernato, ha tentato di difendersi, come farebbe chiunque.

Dopo oltre 10 minuti di questo estenuante assedio, compare Matteo e l'attentato si sposta su di lui che, da uomo già abbondantemente bersagliato, tenta di intrattenere una conversazione su toni di condivisione, ma il format insinuante, laido e pseudo-giornalistico continua.
Anche un santo avrebbe perso la pazienza e non mi toglie nessuno la convinzione che quel fare a quel modo non avesse altro scopo che far scaturire un atto di violenza che avrebbe veramente rovinato l'assediato, in questo caso Matteo...che invece ha mantenuto un contegno signorile.
Dopo altri 10 minuti di attacco, sotto mio suggerimento esplicito, Matteo ha chiuso "l'intervista" vedendosi costretto a chiudersi nella sua auto insieme ai due amici che ci avevano fatto compagnia, lasciando il rapace mangia-cadaveri nel parcheggio dell'albergo.

Ora la prima domanda che mi viene spontanea è: perché?
La seconda è: Cosa voleva ottenere con questa cosa?
La terza è: A chi giova una cosa del genere? Chi ha alle spalle quel tizio? Come si permette di assalire le persone a quel modo? Se lo fa qualcuno glielo consente.
Tirare in ballo la solita Big Pharma mi sembra un pochino riduttivo ed un sbandierare "I soliti colpevoli". Ma sono mie elucubrazioni complottiste.

Non discuto in questa sede su cosa non ha capito quel saprofago vestito di grigio antracite, riguardo a quanto detto nelle due ore precedenti. Non lo so e non mi interessa.
Io mi chiedo: Cosa vogliono da noi? Il silenzio?
Quali interessi e quali esclusive devono essere difesi da questi ragazzi in jeans e maglietta che parlano di corpo, di benessere, conoscenza, consapevolezza e libertà?

È proprio vero che quando il dolore diventa ricchezza, fa più paura la conoscenza delle armi.
Per quello che mi riguarda, rimane valido il mio intento

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