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Cadere/Caduta

La caduta o il cadere riveste un ricco simbolismo universale, spesso legato a transizioni, perdite e rinascite interiori, presente in contesti religiosi, psicologici e spirituali. In contesti religiosi simboleggia la perdita dell'innocenza e l'ingresso nella dualità umana, come nella Caduta dell'uomo biblica o l'espulsione dall'Eden, vista come nascita della coscienza individuale. Nel buddhismo e induismo, rappresenta umiltà devozionale, resa all'ego o conseguenze di orgoglio e azioni errate, aprendo a una riconnessione divina.
Nei sogni o sintomi psicosomatici, la caduta indica stress, paura di perdere il controllo o opportunità di crescita personale, riflettendo rotture affettive o fragilità emotiva. Spesso evoca un "punto di non ritorno" che, come un sintomo, nasconde un messaggio di salvezza e auto-scoperta.
La caduta (fisica o simbolica) attiva adattamenti sensati del corpo per ristabilire equilibrio, collegati a percezioni di vissuti irrisolti per cui i sintomi aiutano a trovare una soluzione. Può simboleggiare separazioni o distacchi emotivi. Il vissuto di situazioni o condizioni non biologicamente sensate, può essere alla base di una "facilità a cadere" con più o meno serie conseguenze. «Non posso più proseguire così!». La singola caduta, specie se non giustificata da condizioni particolari (neve, ghiaccio, olio, ecc.) ha uno specifico, soggettivo motivo per il suo accadimento.
Cadere spesso può alludere ad una estrema necessità di accudimento, probabilmente innescata da distacchi, separazioni, abbandoni.
Cadere non è mai un caso.


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Giorgio Beltrammi
Bio-Pedia Humana
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