Bio-Pedi@

Tarso

Il tarso è l’insieme di sette ossa che formano la parte posteriore e centrale del piede, ponte strutturale tra gamba e avampiede, fondamentale per il carico, l’equilibrio e la qualità del passo. È composto da 7 ossa: talo, calcagno, navicolare, cuboide, cuneiforme mediale, intermedio e laterale. Queste ossa, con i metatarsi e le falangi, fanno parte dei 26 segmenti ossei del piede che nel loro insieme costruiscono le arcate plantari.​​

  • Talo: si articola con tibia e perone per formare l’articolazione della caviglia, trasmettendo il carico dalla gamba al piede.
  • Calcagno: è l’osso del tallone, il più voluminoso del tarso, riceve l’inserzione del tendine di Achille e contribuisce alle arcate mediale e laterale.
  • Navicolare, cuboide e cuneiformi: fanno da “snodo” fra retropiede e avampiede, partecipano alla formazione delle arcate longitudinale mediale, laterale e trasversa.

Le ossa tarsali sostengono il peso corporeo e, con legamenti e muscoli, creano un sistema ad archi che rende il piede stabile ma anche elastico. Le articolazioni fra queste ossa permettono movimenti complessi di pronazione e supinazione, indispensabili per adattare il piede al terreno.​​ Il complesso tarsale funziona come un “ammortizzatore dinamico”: distribuisce le forze di impatto, modula la rigidità del piede fra fase d’appoggio e fase di spinta, e compensa eventuali differenze fra retro e avampiede. La forma ad arco aumenta la resistenza del piede al carico e contribuisce alla “rigidità adattativa”: piede morbido e assorbente in appoggio, più rigido e propulsivo in spinta.

In una lettura simbolico‑funzionale:
  • Il tarso rappresenta la base su cui appoggiamo il corpo, il contatto primario con il terreno: può risuonare con tematiche di “appoggio nella vita”, sicurezza di base, capacità di stare dove si è.
  • Retropiede e tallone, zone di impatto e sostegno, possono rimandare a vissuti di sostegno, retroguardia, “avere o non avere terra sotto i piedi”, sentirsi supportati nelle scelte o, al contrario, “mollati” alle spalle.
  • Mesopiede e arcate, che modulano rigidità e adattabilità, possono simbolicamente collegarsi alla flessibilità nel cammino, alla capacità di adattarsi alle irregolarità del percorso (cambi di direzione, imprevisti, nuove strade).
Disturbi a carico del tarso (dolori, rigidità, crollo o ipertono delle arcate) possono accompagnarsi a fasi di vita in cui la persona vive conflitti legati al “cammino” esistenziale: direzione, scelte, autonomia, senso di poter andare avanti o di non potersi più muovere come prima.

Se ritieni che questo servizio abbia un valore, puoi contribuire con una piccola donazione
Paypal

Giorgio Beltrammi
Bio-Pedia Humana
424 pagine B/N, 1450 termini circa e centinaia di immagini.

Per saperne di più →
Acquista →