Attivazioni Biologiche

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Diagnosi Biologicamente Sensata

Data Dec 7, 2017
Perla saggia:
Una delle malattie più diffuse
è la diagnosi.

Karl Kraus

Tratto da: "LAS CAUSAS ANÍMICAS DE LAS ENFERMEDADES" di Björn Eybl
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

La Medicina Ufficiale (MU) si concentra unicamente sull'aspetto corporale, quando è ora di effettuare una diagnosi, trascurando il fatto che l'essere umano è composto di tre livelli: Psiche, Cervello e Organi.
Ad esempio: Un melanoma del braccio vede sempre la presenza di un Focolaio di Hamer all'interno della struttura del Cervelletto e coincide sempre con un conflitto attivo di minaccia all'integrità, sradicamento, deturpazione, attacco.
Ogni diagnosi effettuata ad uno dei tre livelli, deve coincidere con gli altri livelli. In questo modo è possibile evitare, in moltissimi casi, errori di diagnosi.

1. Diagnosi a livello cerebrale

Il livello cerebrale riveste valore scientifico enorme, dato che è la cerniera su cui si imperniano i livelli psichico e corporeo. Nella pratica, in caso di malattie gravi sulle quali ci sia confusione diagnostica, si esegue una TC cerebrale, non in caso di patologie insignificanti o leggere. Per la sua valutazione occorre un radiologo che possa "leggere" la TC. Per fortuna è possibile lavorare con le 5 Leggi Biologiche (5LB) senza valutare radiologicamente il livello cerebrale, rimanendo ispezionabili i livelli psichico e corporeo.
Se è necessario ricorrere alla TC, essa dovrà essere eseguita con i seguenti criteri:

La lettura della TC è complessa e deve essere effettuata da personale che abbia una ottima conoscenza dell'area cerebrale e che conosca bene la mappa dei relè, stilata dal Dr. Hamer in persona.

Sebbene sia necessario tenere in conto tutte le diagnosi della MU, occorre ricordare che solo il 60% delle diagnosi sono fondate e ben descritte. Significa che nel 40% dei casi sono stati commessi errori o errate valutazioni. Molti esami radiologici sono interpretati erroneamente. Questi errori avvengono perché la MU lavora senza controllare i livelli psichici e cerebrali.

2. Analisi del sangue

La diagnosi di laboratorio sul sangue è uno dei pilastri su cui si fonda la diagnosi della MU ed anche rispetto alle 5LB sono importanti per la diagnosi e per i controlli successivi.
Alcuni valori possono ricevere un nuovo significato proprio grazie alla conoscenza delle 5LB, altri coincidono con quelli della MU. I valori degli enzimi pancreatici, ad esempio, come la lipasi e l'amilasi, possono variare molto da individuo a individuo in base al punto della curva bifasica in cui si trova.
La lettura dei risultati delle analisi nasconde spesso un pericolo, specie se il paziente li prende troppo sul serio e ne fa un cardine della propria vita. La lettura dei valori può essere il motivo per l'avvio di nuovi conflitti. Persone ipocondriache, che vivono tra una analisi e l'altra, si costruiscono una trappola che presto li chiuderà al suo interno ("Si è alzato troppo il valore di quell'esame!").

Tiroide e laboratorio

Sangue e laboratorio

Fegato e laboratorio

Pancreas e laboratorio

Rene e laboratorio

Prostata e laboratorio

Antigene prostatico specifico (PSA)
L'enzima PSA si produce nella ghiandola prostatica e, secondo la MU, è indicativa della grandezza della prostata o del tumore al suo interno. È comunque risaputo che questa relazione è incerta, dato che il PSA viene prodotto anche nel fegato e in parte nel pancreas.
Se il valore è alto:
Certo è che più si controlla il PSA più persone (praticamente sane) muoiono di cancro alla prostata.

Intestino e laboratorio

Sangue nelle feci
Può essere macroscopico o microscopico, quest'ultimo visibile solo con analisi di laboratorio.
Se è positivo:

Reumatismo e laboratorio

Infezioni e laboratorio

Test per l'AIDS
I vari test oggi disponibili, come il test ELISA o Western blot, non sono capaci di identificare il virus HIV. Fino ad oggi non si sono mostrate prove scientifiche del virus.
Per il test attuale dell'HIV non c'è uno standard internazionale. La diagnosi di "HIV-positivo" e "HIV-negativo", secondo valori superiori o inferiori a una determinata soglia, per una stessa persona variano da continente a continente, da nazione a nazione, da città a città ed anche da laboratorio a laboratorio.
Nei kit usati in Africa si trovano solo due proteine di test, per ragione di costi. Per cui persone "HIV positive" in Africa, risultano negative in Europa. Il test dell'HIV non è standardizzato e deve essere interpretato ed i criteri per questa interpretazione sono in funzione non solo del laboratorio, ma anche del mese in cui avviene il test. Nel foglietto illustrativo di un test per l'AIDS, prodotto dalla Roche, si trova la seguente ammissione: «Un risultato negativo non esclude la possibilità di una infezione da HIV".
Fattori conosciuti che possono causare falsi positivi sono:

Marcatori tumorali

3. Il primo consulto

Se la persona che giunge a consulto non conosce le 5 Leggi Biologiche, sarebbe opportuno spiegarne i principi di base. LA mera conoscenza delle relazioni biologiche può avere - ed è una probabilità non una certezza - un effetto curativo, dato che la persona si sente alleviata e perde la paura.
L'obiettivo della prima consultazione è quello di determinare la "malattia" (SBS) con il relativo conflitto o il binario conflittuale.
Con la sensibilità (cuore) e le conoscenze (cervello) lo si può ottenere nella maggior parte dei casi. Conviene innanzitutto concentrarsi sul sintomo più importante, o sul principale disturbo. Occupandosi dell'intera persona, è importante porre le domande adeguate e saper ascoltare la risposta. Anche quando non si posseggano i dati della TC, si è avvantaggiati rispetto alla MU in quanto si conoscono le relazioni biologiche tra i tre livelli (psiche-cervello-organi). Il tempo è un fattore relativo e la durata della consultazione sarà in funzione della conoscenze delle 5LB da parte della persona, se essa è collaborante e della complessità del caso. Alcuni terapeuti minuziosi possono giungere fino a tre ore di consultazione.

Le valutazioni importanti da fare possono essere le seguenti:

Mani fredde o calde?

Stringere la mano per salutare la persona permette di fare attenzione al fatto che abbia la mano fredda o calda. Le mani fredde sono indice di conflitto attivo, ma occorre valutare il fatto che la persona può essere in tensione per la consultazione stessa o perché fuori fa freddo o perché è veramente in conflitto attivo. Occorre evitare di trarre conclusioni affrettate.

Destrimani o mancini?

Realizzare il test dell'applauso e fare attenzione alla mano che funge da martello. Vedi questo articolo.

Età

Sapere l'età della persona ci interessa soprattutto per conoscere la situazione ormonale. Nella donna la menopausa inizia tra i 45 ed i 55 anni e sappiamo che la riduzione degli estrogeni rende la donna "ormonalmente mascolina".

In menopausa avvengono dei cambiamenti: Gli uomini cambiano verso i 70-75 anni e con il calo del testosterone, divengono ormonalmente più femminili. In andropausa avvengono dei cambiamenti: Da ricordare:
Donna
  1. Una donna destrimane in età fertile patisce conflitti corticali di spavento, frustrazione sessuale, identità e marcamento territoriale, impattando l'emisfero cerebrale sinistro, dove ci sono i relè della laringe, delle vene coronarie/collo dell'utero/vagina, del retto/ano e delle vie urinarie;
  2. Una donna destrimane in menopausa patisce conflitti corticali di spavento, frustrazione sessuale, identità e marcamento territoriale, impattando l'emisfero cerebrale destro, dove ci sono i relè dei bronchi, delle arterie coronarie, dello stomaco/vie bilio-pancreatiche e delle vie urinarie;
  3. Una donna mancina in età fertile patisce conflitti corticali di spavento, frustrazione sessuale, identità e marcamento territoriale, impattando l'emisfero cerebrale destro, dove ci sono i relè dei bronchi, delle arterie coronarie, dello stomaco/vie bilio-pancreatiche e delle vie urinarie;
  4. Una donna mancina in menopausa patisce conflitti corticali di spavento, frustrazione sessuale, identità e marcamento territoriale, impattando l'emisfero cerebrale sinistro, dove ci sono i relè della laringe, delle vene coronarie/collo dell'utero/vagina, del retto/ano e delle vie urinarie;
Uomo
  1. Un uomo destrimane in età fertile patisce conflitti corticali di minaccia di territorio, perdita di territorio, rancore nel territorio e marcamento territoriale, impattando l'emisfero cerebrale destro, dove ci sono i relè dei bronchi, delle arterie coronarie, dello stomaco/vie bilio-pancreatiche e delle vie urinarie;
  2. Un uomo destrimane in andropausa patisce conflitti corticali di minaccia di territorio, perdita di territorio, rancore nel territorio e marcamento territoriale, impattando l'emisfero cerebrale sinistro, dove ci sono i relè della laringe, delle vene coronarie/collo dell'utero/vagina, del retto/ano e delle vie urinarie;
  3. Un uomo mancino in età fertile patisce conflitti corticali di minaccia di territorio, perdita di territorio, rancore nel territorio e marcamento territoriale, impattando l'emisfero cerebrale sinistro, dove ci sono i relè della laringe, delle vene coronarie/collo dell'utero/vagina, del retto/ano e delle vie urinarie;
  4. Un uomo mancino in andropausa patisce conflitti corticali di minaccia di territorio, perdita di territorio, rancore nel territorio e marcamento territoriale, impattando l'emisfero cerebrale destro, dove ci sono i relè dei bronchi, delle arterie coronarie, dello stomaco/vie bilio-pancreatiche e delle vie urinarie;

Menarca

Le ragazzine senza conflitti territoriali hanno la prima mestruazione (menarca) attorno agli 11 anni.
Nel caso di una destrimane, un marcato ritardo nel menarca indica un conflitto territoriale attivo (emisfero cerebrale sinistro) o un conflitto di perdita (ovaio), il quale nel momento della comparsa del menarca significa che si è risolto o che la donna è entrata in costellazione con un secondo e più forte impatto sull'emisfero destro.
Le mancine con un notevole ritardo del menarca hanno un conflitto attivo di perdita, o hanno subito almeno due conflitti territoriali a contenuto sessuale e sono quindi in costellazione.

Il conflitto ha una causa?

Ovvero cercare una causa oggettiva al problema.
Ci sono dei disturbi (per la maggior parte di piccola entità) che sembrano mancare di una causa:

A volte non è possibile distinguere se ci sia o meno una causa del conflitto. Le semplici reazioni adattative solitamente durano molto poco.

Fase di riparazione, fase attiva di conflitto o riattivazione di conflitto?

Quando la persona parla delle sue sofferenze, sta descrivendo sintomi di riparazione, oppure di attività conflittuale. Ad esempio, i dolori anginosi, una forte gastrite o il diabete sono sintomi di conflitto attivo, mentre una ernia discale o una polmonite sono sintomi di riparazione. La funzione del terapeuta è quella di classificare correttamente i sintomi.
Per questo è necessario conoscere ogni Programma SBS di ogni struttura corporea. Quando la persona descrive sintomi di conflitto attivo, sappiamo che si trova in fase attiva di conflitto, che dobbiamo chiarire e, dato il caso, cercare di aiutarlo a risolverlo.
Se i disturbi sono tipici della fase di riparazione, sappiamo che la persona ha già risolto il suo conflitto o il binario conflittuale e che tale risoluzione è avvenuta prima della comparsa dei sintomi.

Da quanto tempo ha questo sintomo?

La domanda più importante.
La maggioranza dei disturbi sono sintomi della fase di riparazione. In questi casi il conflitto si deve essere risolto poco prima dell'inizio dei disturbi (deve essere successo qualcosa di buono per la persona).
Spesso, è facile giungere al conflitto partendo dall'evento legato alla soluzione di esso ("mamma è di nuovo a casa", inizio delle vacanze, pensionamento, un nuovo amore, promozione ad un esame, una discussione che chiarisce le cose e riconcilia, la riconoscenza del capo o del partner, etc.).
Soluzione repentina di conflitto: i disturbi sopravvengono di colpo (quasi sempre di notte o in serata).
Prima dell'inizio dei sintomi, che attribuiamo all'attività conflittuale, deve essere successo qualcosa di negativo (conflitto), per esempio un litigio, una perdita, un attacco di rabbia, una separazione.
È necessario tener presente che non è quello che è successo che conta, ma come è stato vissuto internamente.

Conflitto nuovo o recidiva?

La quasi totalità dei disturbi dell'adulto non sono dovuti a nuovi conflitti, ma a recidive o binari conflittuali.
Per appurare ciò è utile porre la seguente domanda: "È la prima volta che ha questi disturbi?".
In caso affermativo si tratta di un nuovo conflitto.
In caso negativo è possibile che si tratti di recidiva di conflitto o binario conflittuale. Sono utili le seguenti domande: "Quando è successo in precedenza? Dopo o durante quale evento giungono i disturbi?". Trovare il conflitto originario. Partendo da quello si trova, nella maggioranza dei casi, la causa della recidiva o del binario di fronte al quale si espone la persona.

Sogni ricorrenti?

Ci sono immagini che ricorrono regolarmente nei sogni?
I sogni sono cambiati dopo un evento in particolare?
Il subcosciente elabora, durante la notte, le esperienze del giorno appena passato e quelle del passato. Non tutti, ma alcuni sogni hanno a che fare con il conflitto. Per lo meno i sogni ricorrenti apportano indizi decisivi riguardanti il conflitto.
D'altro lato i sogni ricorrenti possono far si che il conflitto si mantenga attivo.

Esempi:

• Ricerca vana di un conflitto

Alcune persone non possono sapere/immaginare cosa significhino i concetti di "conflitto di identità" o "conflitto della preda", o di "svalutazione" o "del boccone". Le seguenti domande possono semplificare la ricerca del conflitto:

Occorre altresì pensare ai conflitti passati o anteriori alla nascita:

Non è affatto raro che il conflitto rimanga lontano nel tempo e non possa essere identificato. In questi casi non si può fare altro che verificare gli eventi per i quali il conflitto si riattiva (recidiva).
Per fortuna anche in questi casi ci sono i metodi del perdono totale, la musicoterapia o l'Hoponopono per poter andare avanti.

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