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Attivazioni Biologiche
5 Leggi Biologiche e non solo!

Il Dizionario*

I Capelli

Nel capello normalmente sviluppato si distinguono tre parti:

  1. una esterna al follicolo, visibile, detta STELO o FUSTO;
  2. una interna al follicolo stesso, tra l'ostio del follicolo e l'attacco inferiore del muscolo erettore del pelo, detta RADICE, "immersa" pertanto nella cute e quindi normalmente non visibile;
  3. una ancora più profonda, alloggiata nella porzione inferiore della parte profonda del follicolo, detta BULBO, che contiene, nella parte inferiore (in pratica il "pavimento") due-tre file di cellule sovrapposte a rapida riproduzione che costituiscono la MATRICE (originate, come abbiamo visto poco sopra, dalla guaina epiteliale esterna del follicolo).

Embriologia

La matrice del capello Le cellule della matrice sono le uniche cellule germinative. Le cellule della matrice, via via che si riproducono, spingono verso l'alto quelle nate in precedenza; durante la risalita le cellule, in modo analogo a quelle dell'epidermide, elaborano nel loro interno una proteina, la cheratina, vanno cioè incontro al cosiddetto "processo di cheratinizzazione" diventando progressivamente sempre più rigide.
Di queste cellule, all'inizio tutte uguali, alcune vanno a costituire la guaina epiteliale interna (che tende a cheratinizzarsi e quindi ad indurirsi in anticipo rispetto al pelo in modo da "modellarlo"), altre le tre parti strutturali del capello vero e proprio (cuticola, corteccia e midollo). Subito al di sopra delle cellule delle matrice sono presenti alcuni melanociti che hanno il compito di "colorare", immettendovi la melanina, quelle cellule che diventeranno la "corteccia" del capello.

Nell'embrione al terzo mese di gestazione non esiste follicolo pilosebaceo, soltanto un'epidermide molto sottile ricopre il derma. Al quarto mese, in punti geneticamente prefissati, alcune cellule epidermiche proliferano e poi si approfondiscono nel derma spinte da uno specifico "messaggio", verosimilmente un fattore di crescita prodotto dai cheratinociti stessi.
Queste cellule si aprono la strada fino al derma papillare, finché una papilla dermica non si trova a fronteggiarle e ne inibisce la proliferazione e la discesa. A questo punto la discesa nel derma della colonna di cellule epiteliali si arresta bruscamente e le cellule epidermiche più periferiche della colonna stessa avvolgono la papilla dermica che ne rimane inglobata a campana. Si è costituito il rudimento del bulbo pilifero e siamo al quinto mese di gestazione.
Le cellule epidermiche all'esterno del bulbo, spinte dal "messaggio proliferativo" e più lontane dal "messaggio inibitorio", continuano comunque, seppure più lentamente, a proliferare e danno origine alla matrice del pelo.

Via via che originano dalla matrice del pelo le cellule più vecchie vengono spinte verso l'alto e vanno incontro al processo di cheratinizzazione.
Lungo questa migrazione verso l'alto le cellule in cheratinizzazione incontrano una zona nella quale la membrana basale, all'esterno del follicolo, si è ispessita ed ha formato un manicotto rigido (guaina vitrea) che, come una filiera, le modella a formare un cilindro compatto (il pelo) che man mano emerge dall'epidermide.
A questo punto, sesto mese, il follicolo è fornito ormai di una guaina vitrea (all'esterno), di una guaina epiteliale esterna e di una guaina epiteliale interna (che corrispondono ai vari strati cellulari dell'epidermide), nonché del fusto (che corrisponde allo strato corneo dell'epidermide). Compare ora anche l'abbozzo della ghiandola sebacea.

Alla formazione di questa lanugo fetale non è probabilmente estranea la particolare situazione endocrina della surrene fetale che, verso la fine della gravidanza, produce anche 200 mg di steroidi al giorno. Alla nascita, con la drastica riduzione degli steroidi placentari si ha un'onda di muta. Inoltre, anche le grandi quantità di estrogeni e di progesterone che il feto ha a disposizione possono non essere estranee alla crescita dei capelli primitivi. Quest'onda di alopecia è sincrona per tutti i peli del corpo e solo dopo la nascita si stabilisce la tipica crescita a mosaico dei peli e dei capelli. È importante notare che se questa onda di alopecia porta alla caduta del pelo non porta certo alla scomparsa del follicolo pilifero.

Dopo la nascita i peli lanugo vengono via via rimpiazzati da peli terminali, e veri capelli, che diventano col tempo sempre più lunghi e più grossi, compaiono sul cuoio capelluto. A questa evoluzione contribuisce sicuramente l'azione dell'ormone somatotropo.

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Struttura del capello

I peli si dividono in:

Il pelo è situato in un particolare "alloggio" della pelle, a forma di sacco, inclinato di circa 75° rispetto alla linea della superficie cutanea, denominato follicolo pilifero. La parte inferiore del follicolo pilifero si trova normalmente nella parte più profonda del derma ma il livello è variabile da pelo a pelo.
In corrispondenza del terzo superiore del follicolo pilifero sbocca la ghiandola sebacea (vedi) per cui l'insieme viene più propriamente definito follicolo pilosebaceo. Al di sotto della ghiandola sebacea, sulla parete esterna del follicolo, è ancorata l'estremità inferiore del muscolo erettore del pelo per cui, nel suo complesso, il follicolo pilosebaceo si presenta nel seguente modo.

Nel follicolo si distinguono:
  1. uno sbocco sulla superficie cutanea, ostio, da non confondere con il poro sudoriparo (sbocco della ghiandola sudoripara eccrina);
  2. una strozzatura a livello del terzo superiore, colletto, nel cui punto inferiore sbocca la ghiandola sebacea e termina la guaina epiteliale interna;
  3. una porzione compresa fra ostio e colletto, infundibolo, dove fra pelo e parete del follicolo è presente uno spazio libero, normalmente riempito di aria, sebo e detriti cellulari;
  4. una fra colletto e attacco inferiore del muscolo erettore del pelo, parte intermedia o istmo;
  5. una al di sotto dell'istmo stesso, parte profonda; al centro di quest'ultima, nella parte inferiore (cioè in pratica alla base del follicolo), è presente un'incavatura rivolta verso l'alto, delimitata dalle cellule della matrice e contenente una struttura connettivale, una specie di "gomitolo" di vasi sanguigni, linfatici e strutture nervose, papilla, che ha il compito di provvedere al nutrimento ed al controllo endocrino delle cellule della matrice del pelo.

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Strutturalmente nel follicolo, dall'esterno verso l'interno, si riconoscono:
  1. la guaina connettivale, ricca di terminazioni nervose e formata da strati concentrici e longitudinali di fibre collagene con numerose cellule (fibroblasti);
  2. la membrana vitrea, diretta continuazione della membrana basale cutanea (rispetto alla quale ha perduto il caratteristico aspetto ondulato);
  3. la guaina epiteliale esterna, diretta continuazione degli strati più profondi dell'epidermide che si approfondano seguendo la membrana vitrea;
  4. la guaina epiteliale interna, formata da tre strati di cellule che originano, come quelle del pelo, dalle cellule della matrice.

I Capelli lunghi, corti, lisci, ricci, folti, fluenti o ordinati sono un ornamento di grande fascino, richiamo sessuale e di seduzione, la capigliatura è in realtà investita di significati simbolici non sempre univoci. Incarnano una sorta di legame e di attaccamento a forme altrettanto vitali e rigeneranti presenti in natura, non ultima la sessualità. I capelli significano infatti anche istintualità.
Grande valore simbolico viene attribuito anche al colore dei capelli: la capigliatura scura accentua infatti l'elemento terra, materia, istintualità; quella bionda sembra collegarsi maggiormente a un simbolismo solare, di lucentezza e chiarore. L'associazione capelli-raggi del sole assume pertanto il valore di collegamento della materia o istinto con un principio superiore, spirituale.

La forma e la posizione dei capelli suggeriscono invece una relazione con il mondo delle immagini mentali e dei pensieri, con "quello che abbiamo in testa". I capelli ricci sono così associati a qualcosa di molto vitale, anche se contorto e difficile da dipanare; i capelli ondulati riportano a un pensiero che si articola in maniera flessibile e nuova; quelli lisci una linearità che può caratterizzare anche i contenuti mentali. Allo stesso modo anche la consistenza dei capelli, forti o esili, la docilità al pettine, la presenza di nodi, la loro vitalità possono ricollegarsi a situazioni caratteristiche del modo di pensare di un soggetto, presenti nel suo modo di essere. Il legame capelli-pensieri viene suggerito anche dall'incanutimento precoce che a volte segue una situazione esistenziale particolarmente difficile.

Benessere della persona e benessere dei capelli si collegano. La loro caduta è legata al ciclo stagionale e richiama la perdita di forze, di interessi, di cose lasciate dietro di sé: una rapida caduta di capelli può in effetti conseguire un lutto - reale o immaginario - o una rinuncia preventiva alla vita, come una sorte di precoce invecchiamento. Così, una testa completamente calva può riportare all'immagine di un deserto dove nulla nasce e si muove, espressione di un mondo senza fantasia, immutabile, fermo, o del paradossale desiderio di tornare con la testa nuda e pulita del neonato. Quando qualcosa di nuovo rompe l'equilibrio precedente o qualcosa su cui poggiava la nostra identità e la nostra tranquillità scompare, l'alopecia (perdita patologica dei capelli) simboleggia la recisione di un legame. In particolare, in un bambino la comparsa di chiazze alopeciche può denotare la recisione di un legame, quello con la figura materna, da cui egli dipende totalmente: i capelli mancanti esprimono cioè la perdita di quell'affetto vitale.

Sotteso all'alopecia è anche il significato di togliere di mezzo i capelli-pensieri sporchi, aggressivi o pesanti, che comunque rappresentano qualcosa di ingombrante. Se a perdere massivamente i capelli è una donna, non stupirà ritrovare nel suo vissuto situazioni di rinuncia o di perdita della sua femminilità e dell'immagine di sé come evocatrice di fantasie sessuali o erotiche. Se invece, come spesso accade agli uomini, i capelli cadono perché "soffocati" da un'eccessiva produzione di sebo (dermatite seborroica), ci si può trovare di fronte a un maschile che non riesce a trovare la strada verso la propria soggettività creativa, autonomia e forza vitale.

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Tratto da: DICCIONARIO DE BIODESCODIFICACION

Capelli = Immagine di se stessi (non posso essere me stesso)
Calvizie: Si sommano concetti di macchia e disprezzo.
Perdita dei capelli: Conflitto di separazione (dal clan) + ingiustizia e svalutazione vissuta intellettualmente.
Alopecia areata: I capelli cadono a ciuffi, lasciando aree senza pelo. Poco comune.
Conflitto: Non sentirsi riconosciuto dal padre (reale o simbolico).
Risentito: «Sono preoccupato, penso troppo...»

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