Dubbio
Mancanza di fiducia o incertezza rispetto a qualcosa o qualcuno, incluso sé stessi. È l’esperienza di non affidarsi pienamente alla propria Percezione o comprensione di una situazione: "non sono sicuro di quello che sento, penso o vedo". Sul piano esperienziale il dubbio è il vissuto di dover scegliere fra più azioni o credenze senza avere abbastanza elementi soggettivamente "sicuri" per decidere.
Il dubbio introduce una frizione interna tra sistemi di credenze, valori e percezioni corporee, generando uno stato di tensione simile alla dissonanza cognitiva, cioè il disagio che nasce da credenze o azioni in conflitto. Questa tensione si manifesta spesso come Ansia, irrequietezza, senso di instabilità identitaria ("non so più chi sono / che cosa voglio"), con correlati neuroendocrini tipici degli stati di allerta prolungata. Quando il dubbio tocca dimensioni esistenziali ("che senso ha la mia vita?", "in cosa credo davvero?") può aprire crisi profonde di significato, con sentimenti di vuoto, perdita di orientamento e solitudine.
Dubbio sano: introduce una quota di incertezza che stimola curiosità, esplorazione, revisione di credenze e problem solving creativo, invece di bloccare l’azione. È circoscritto (non invade ogni area di vita), temporaneo (si risolve con nuove informazioni o esperienza) e porta a decisioni più realistiche e coerenti con valori e bisogni personali. A livello bio‑emotivo è compatibile con un senso di Sé sufficientemente integro: "posso mettere in discussione le mie idee senza mettere in discussione il mio valore", quindi la tensione interna si scioglie in un nuovo equilibrio.
Dubbio patogeno: si amplifica e si auto‑alimenta: la domanda iniziale diventa assoluta ("se sbaglio qui, sono sbagliato io"), generando rimuginazione, controllo, ricerca compulsiva di conferme senza sollievo duraturo. È spesso legato a schemi negativi di Sé e a difficoltà nel fidarsi delle proprie percezioni, memoria, corpo e processi cognitivi. Bio‑emotivamente corrisponde a uno stato di allerta cronica, con ansia elevata, somatizzazioni da Stress e progressiva erosione del senso di continuità e affidabilità del Sé ("non mi fido di me").
Particolarmente negativo e pericoloso è il "Dubbio a posteriori", che si verifica quando la persona è pervasa da dubbi solo dopo aver preso una decisione od operato una scelta verso percorsi che non prevedono una inversione di marcia, ovvero "Non si può più tornare sui propri passi". Riguardo alla salute questo avviene spesso al riguardo di patologie a prognosi severa (Cancro, malattie neurodegenerative). Fare o non fare un qualcosa mette in bilico le proprie certezze ed essere assaliti da dubbi dopo aver preso una determinata decisione, può generare quella tensione che peggiora sensibilmente il quadro clinico.

