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Approccio Terapeutico

Tratto da: ALARMAS EN RACIMO - Una esperanza ante el cáncer di Vicente Herrera Adell
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

L'approccio terapeutico comprende due principi fondamentali:
  1. Informarsi su ciò che provoca i sintomi, sulla psiche, sul cervello e sugli organi. Se si agisce separatamente su ogni singola parte, si corre il rischio di perdere il controllo sul processo terapeutico.
  2. Applicare le diverse terapie, tenendo conto e rispettando le fasi in cui si trova l'allarme biologico. I Segni e i sintomi sia della fase attiva o fredda del conflitto,che quelli espressi nella fase calda vagotonica, hanno bisogno del loro tempo di evoluzione e non subire ricadute o sospette interferenze terapeutiche.

(1) PSICHE | (2) CERVELLO | (3) ORGANI/CORPO

  1. Identificare la situazione o le situazioni che causano l'allarme biologico. Il terapeuta può facilitare ciò, guidando la persona verso il tipo di conflitto o conflitti che ha sofferto o sta soffrendo. Se si tratta di bambini, trovare le circostanze pregiudizievoli nel loro ambiente, sia reali o fittizie o virtuali. Per questi fini non sono necessari particolari strumenti o grandi infrastrutture; si deve ascoltare la persona senza pregiudizi o valutazioni soggettive (è essenziale considerare ciò che la persona percepisce realmente). Facilitare l'empatia ed entrare nella percezione soggettiva del tempo (kairos).
    Non c'è dubbio che questi modi di agire venivano applicati dai medici antichi e che questi sono contenuti nel sacramento della confessione della religione cattolica.
  2. Gli eventi patiti dalle persone, che corrispondono alle esperienze traumatiche, mobilitano reazioni nel sistema nervoso centrale, con il cervello quale organo di governo. Questo trasmette le informazioni contenute nella segnalazione biologica. Si può agire, con procedure aggiuntive, per poter disattivare questo allarme, bloccando l'ordine cerebrale e sopprimere la sua impronta caustica non solo sull'evento in particolare, ma anche sulle circostanze che accompagnano la riattivazione (binari o tracce).
    Ci sono diversi procedimenti che possono essere utili, a condizione che si ottenga un rapporto di empatia e di fiducia con il paziente:
    • EMDR (terapia cognitiva attraverso il movimento degli occhi).
    • Neuro-feedback o retro-alimentazione neurologica.
    • Ipnosi Eriksoniana, la visualizzazioni, interpretazione dei sogni ...
    • I farmaci che riducono i ricordi dolorosi.
    Non si possono escludere i cambiamenti in atto nel cervello, che possono generare o riattivare i conflitti, a causa dei cambiamenti ormonali, siano essi fisiologici, terapeutici o la conseguenza di altri conflitti. Si devono anche prendere in considerazione le reazioni indesiderate e gli effetti collaterali dei farmaci, che causano confusione sintomatica (Purtroppo si verificano spesso abusi farmacologici).
    Inoltre si devono anticipare e correggere gli edemi cerebrali con l'uso di farmaci antiinfiammatori.
  3. Il criterio principale da tenere in conto è di cercare di ridurre al minimo gli effetti della compressione prodotti dalle masse tumorali. Questi effetti possono mettere in pericolo la vita della persona, per cui non si può escludere:
    • Chirurgia anti-massa, con procedure come HIFU (High Intensity Focused Ultrasound, con effetto di coagulazione ipertermica), laser, radiofrequenza ...
    • Uso e applicazione di apparecchi, strumenti, dispositivi quali cateteri, protesi, drenaggi, sonde, ecc ...
    • Le misure terapeutiche che sono oggi disponibili per il trattamento di gravi condizioni cliniche.
    Inoltre occorre agire in anticipo per trattare gli effetti para-neoplastici delle sostanze prodotte dai tumori secernenti: somministrare farmaci anti-fattore necrotico tumorale; anticoagulanti per prevenire la coagulazione intravascolare disseminata, a causa di antigeni tumorali che attivano la coagulazione del sangue fino ad esaurire i fattori di coagulazione.
    Si deve fare attenzione alla questione degli enzimi, ormoni e altre sostanze che possono essere emessi dal tumore. Infine, può essere interessante identificare e implementare nuovi farmaci che riprogrammino le cellule staminali ...
    Considerare che c'è sempre una ragione che spiega il cancro, che può essere affrontata in altro modo, in relazione alla gravità di tali manifestazioni, in particolare con la formulazione prognostica: non dobbiamo mai considerare il cancro come una malattia necessariamente fatale.
    Afferrando questa dichiarazione, la persona è in grado di elevare la propria coscienza e la speranza, in modo che si possa affrontare questa malattia con atteggiamento positivo, e trovare il suo vero significato che comprende e dà senso a tutte le misure terapeutiche che sono state proposte.
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