Attivazioni Biologiche

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Le Dipendenze

Data 8 giugno, 2019
Perla saggia:
Per estrarre dalla vita ciò che vi è in essa di più prezioso
dovete essere capaci di fare un’operazione chirurgica sulle vostre emozioni.

Gurdjeff
Questo articolo è frutto unicamente di elaborazioni teoriche. Richiede approfondimenti, verifiche e discussioni.

Si definisce Dipendenza la condizione in base alla quale si subisce una dipendenza verso una sostanza, una pratica od una relazione, il cui soddisfacimento è imprescindibile per lo svolgimento della nostra vita.
Per la stragrande maggioranza dei casi, il dipendente non si riconosce come tale e la frase tipica è: «Smetto quando voglio!»
Di base ogni essere vivente è dipendente da qualcosa, ma ci sono le dipendenze biologiche e quelle non biologiche. Le prime sono quelle che garantiscono la vita, come la dipendenza dal cibo o dall'aria o dall'acqua o dal dormire. Quelle non biologiche sono quelle che impediscono lo svolgimento di una vita normale, fino al punto che anche le dipendenze biologiche vengono invalidate.
Non ho dati certi, ma credo che il 99% della popolazione mondiale coltivi, più o meno segretamente e inconsciamente, una o più dipendenze non-biologiche. Molti, tra questi "dipendenti", possono mostrare anche un disturbo ossessivo-compulsivo.
Sostanzialmente anche una sola dipendenza rende la persona non libera, vincolata, soggiogata a qualcosa che le impedisce essere originale autrice della propria vita.

Al di la di classificazioni più o meno intricate, le dipendenze sono sempre originate da alterazioni emotive, anche se si manifestano a livello corporeo.

La nostra prima dipendenza, seppur temporanea, è rappresentata da nostra madre che, fin dall'annidamento della morula nel contesto endometriale, è colei che ci permette di vivere nutriti, protetti e soprattutto amati, fino a che ella stessa e nostro padre, non ci spingono a vivere una vita libera e autonoma.
Se questa transizione, tra la dipendenza materna e l'autonomia da essa, non avviene nei tempi necessari alla singola persona, la dipendenza diventa permanente e dolorosa e, in diversi modi, viene fittiziamente messa a tacere.
L'interruzione del rapporto madre/figlio, crea forzatamente una o più dipendenze nel figlio.
È curioso notare come negli anni '70, con la rivoluzione del pensiero pedagogico sviluppato nel decennio precedente, i figli dello svezzamento precoce, a tappe forzate e non personalizzate, possano essere stati proprio frutto di quella scellerata scelta educativo/formativa. Abbiamo tutti memoria dei milioni di eroinomani che popolavano città intere nei depressi anni '70.

Senso biologico delle dipendenze

È molto semplice: sopravvivere al dolore del distacco dal rapporto con la madre e il padre.
Stante che il cervello biologico non riconosce il vero dal virtuale, l'impiego di una sostanza, di un rituale o di una relazione permette di sopravvivere al dolore emotivo. Si tratta di una anestesia biologica, di un oblìo animale che le convinzioni mentali, le regole, la morale e il senso sociale di giustizia e buon uso della vita, non comprendono e non possono contrastare.

Variabili delle dipendenze

Per fare chiarezza sulle tipologie delle dipendenze e comprendere quanto gravi possano essere, richiamo i concetti di embriologia e sviluppo ontogenetico della persona.

Dipendenze Endodermiche
Richiamano il concetto di "Io vivo/Io muoio" e la figura materna. Richiamano anche il conflitto del boccone esistenziale, del cibo, dei soldi, degli obiettivi.
Riguardano il boccone di sopravvivenza, quello che garantisce la vita. È profondamente mancato l'amore di mamma, il latte emotivo. "Mi manca la vita" e' la frase metaforica che l'animaletto direbbe se potesse.
La dipendenza mostrata potrebbe riguardare il cibo vero e proprio, l'accumulo alimentare, gli orari giornalieri impostati sull'assunzione di cibo, sul guardare la dispensa. Anche l'alcool, come liquido, potrebbe indicare la mancanza del "latte" emotivo.
Per non sentire i morsi dolorosi della fame atavica d'amore e per la costante percezione della propria solitudine esistenziale, il soggetto potrebbe rifugiarsi nelle droghe che, purtroppo, sono quelle più impegnative e pesanti come l'eroina e il crack, tipicamente droghe solitarie.
Sono dipendenze difficili da trattare perché la persona si ritira dal mondo, si trascura e offre una immagine socialmente disagiata e disagevole. In queste persone si potrebbe riscontrare la Costellazione del Tronco.
Dipendenze Mesoarcaiche
Richiamano il concetto di "Io vivo/Io muoio" e la figura di mamma. Richiamano il Conflitto di Minaccia all'integrità o di Protezione, relativo allo scudo, alle armi, alla difesa.
Riguardano la capacita di difendersi, di proteggersi, di anteporre protezioni a minacce o attacchi veri e propri. È mancata profondamente la protezione materna, con un percepito grave di attacco e sensazione di soccombere. "Sto perdendo la vita" è la frase virtuale che l'animaletto direbbe se ne avesse la possibilita.
La dipendenza mostrata è relativa alla percezione della frammentazione, della lacerazione della propria persona. La sensazione di attacco è pervasiva, molto intensa tanto da costringere la persona a fare il morto od a mostrare freddezza emotiva fino al cinismo. Il mondo è minaccioso, offensivo, ostile. Tipica dipendenza dei soldati in guerra (divenne un problema endemico durante la guerra del Vietnam). Allarmi, armi, lucchetti, catene, antivirus, discipline di autodifesa sono le possibili manifestazioni esteriori. Per non percepire il costante pericolo e il senso di lacerazione interiore, la persona potrebbe ricorrere all'alcool, alle droghe come Marijuana, eroina, crack, barbiturici.
Difficili da trattare, queste persone tendono ad isolarsi, a percepire gli altri come nemici e pericoli. In queste persone si potrebbe riscontrare la Costellazione della morte emotiva.
Dipendenze Neomesodermiche
Richiamano il concetto di "Io verso gli altri" e la figura paterna, la capacita di muoversi, di agire, di premio, di vittoria, competenza e in ultima analisi, di Valore. L'animaletto direbbe, se potesse : " Non ce la faccio", "Non valgo nulla!"
La dipendenza è verso i traguardi, i riconoscimenti, l'accoglimento, l'accettazione e si manifesta con lo spasmodico bisogno di mostrare risultati.
La sensazione provata dalla persona è di inadeguatezza, incapacità e mancanza di forza per partire a fare ciò che vorrebbe fare. Sente di non avere il permesso perché non si sente riconosciuto.
Per sedare il costante percepito di fallimento e incapacità, il soggetto potrebbe vestirsi di atteggiamenti megalomani, dipendere da quanto grossa la dice e da quanto scalpore desta negli altri per le sue mirabolanti imprese. Può ricorrere alle droghe sociali, ovvero a quelle che fittiziamente gli concedono il permesso di essere ciò che egli stesso non crede d'essere. Cocaina anzitutto, e tutte le sostanze che, in qualche modo, lo facciano sentire più capace e adeguato di quanto si senta.
Queste persone possono divenire dipendenti dal lavoro, dai riconoscimenti, dalle medaglie al petto, dalle imprese memorabili. Possono essere dei ludopatici. Non riconoscono mai di essere dipendenti e sono difficili da trattare.
Per essere socialmente accettati e per dover mantenere le millantate promesse fatte, possono ricorrere all'alcool, alla cocaina, alle metamfetamine, agli stimolanti, all'extasy. In queste persone si potrebbe riscontrare la Costellazione megalomane.
Dipendenze Ectodermiche
Richiamano il concetto di "Io in relazione agli altri" e la figura paterna. La possibilità di relazionarsi con gli altri, di conquistare, marcare, difendere e organizzare il proprio territorio. Si tratta, in buona sostanza di esercitare il potere in quanto essere onnipotente. L'animaletto, se potesse, direbbe " Voglio ma non posso" oppure "Devo ma non voglio".
La dipendenza è verso le relazioni, le informazioni, i social network, il sesso, l'affetto, le situazioni, le cose, gli animali, la moda, ecc.
La sensazione provata dalla persona è di minaccia al proprio spazio, di asportazione di qualcosa che fa parte del proprio spazio territoriale, di rabbia all'interno del proprio territorio (per relazioni imposte o per mancanza di rispetto). Può percepire l'impossibilita di marcare o riconoscere il territorio. Può vivere una intensa frustrazione od una perdita di identità, provare l'indifferenza altrui e l'incapacità di definire il suo ruolo o la propria posizione nell'ambito del clan o della società.
Per sedare la sua solitudine, la sua paura, la sua strisciante rabbia, può ricorrere alla dipendenza affettiva divenendo un soggetto pilotabile, influenzabile. Può ricorrere al consumo di alcool che spegne la rabbia o le fa dimenticare fittiziamente il suo distacco. Può impiegare compulsivamente droghe sociali come la cocaina, che offre l'aggressività che le manca, le amfetamine che consentono viaggi astrali, la marijuana per sedare la propria paura e la propria rabbia creando un mondo allucinatorio e rilassante, l'ecstasy per consentire una disinvolta facilità relazionale. In queste persone si potrebbero riscontrare le numerose varianti delle Costellazioni corticali:

Dipendenze ed Enneatipi

Forme di dipendenza

La condizione di dipendenza si può manifestare in molti modi ed elencherò quelli più conosciuti, tenendo a mente che le condizioni chiamate compulsioni non differiscono nella sostanza. Raccomando di tenere in conto il fatto che ogni persona ha la SUA dipendenza e che le generalizzazioni sono da evitare con scrupolo.

Abuso
Si definisce Abuso l'uso, il consumo o la pratica eccessiva di qualcosa. Abuso di sostanze, servizi, giochi, persone, fiducia, potere, etc.
Senso biologico: Recuperare, attraverso cose o comportamenti esterni, qualcosa che si è perso al proprio interno e che era vitale. Il non conseguire ciò che si cerca, porta a ripetere molte volte la stessa azione, che diviene quindi un abuso.
Conflitto: Di base c'è un conflitto di svalutazione con perdita o separazione. Nel momento in cui si compie l'abuso dobbiamo riconoscere "Ciò che stiamo supplicando" (Vita, emozioni, spiritualità, libertà, amore, coccole, il bambino interiore, la mascolinità, la femminilità...)
Alcolismo
Uso e/o abuso di alcool che provoca intossicazione. Può essere acuto, come nel caso di una sbronza solitaria, o cronico quando la persona assume alcool fino ad intossicarsi quotidianamente.
Senso biologico: Fuga da una realtà che si considera inaccettabile. L'iniziazione al consumo di alcool è quasi sempre rappresentata da una festa o da situazioni in cui ci sia allegria e spensieratezza. Si è quindi portati a credere che per vivere allegramente ci sia sempre bisogno di alcool. L'alcool ha anche la capacità di liberare dalla paura, perché agisce a livello dei lobi frontali dove sappiamo che impatta la paura. In essi ci sono anche i processi di memorizzazione, di concentrazione e di autocontrollo.
Conflitto: Conflitti riguardo alla protezione ed a mamma. Paura di essere feriti e di non essere protetti. Conflitto di separazione dal padre. Modo di raggiungere il padre (testa) attraverso la madre (liquido). Conflitto di fuga dalla realtà per dimenticarla. Modo di esprimere quelle verità nella famiglia, che non si è in grado di dire normalmente ("In vino veritas").
Dipendenza dal lavoro
Eccessivo tempo passato a lavorare, senza nemmeno concedersi il riposo minimo. La persona lavora anche quando riposa e la sua attività mentale è protesa al lavoro.
Senso biologico: Dimostrare di valere, conquistarsi il rispetto ed il riconoscimento da parte altrui (padre e/o madre).
Conflitto: Conflitto di abbandono. Credere di essere per ciò che si fa e necessità di essere riconosciuti ed apprezzati "Mamma o babbo non mi hanno riconosciuto". Necessità di raggiungere accordi. Conflitto legato a carenze affettive. Necessità di dimostrare ai genitori il proprio valore non riconosciuto.
Dipendenza dal successo e dalle conquiste
Tendenza ingravescente a raggiungere e mostrare i propri successi e le proprie conquiste. Megalomania e accumulo.
Senso biologico: Riuscire a conseguire quel riconoscimento e quell'amore che è mancato e che era condizionato dal conseguimento di risultati ("Se prendi un bel voto a scuola, ti faccio un bel regalo", il regalo è una forma di amore)
Conflitto: Conflitto di Abbandono e riconoscimento. “Mamma mi ha abbandonato o non mi ha riconosciuto". Vale anche per la figura paterna.
Ludopatia
Molto simile al precedente.
Senso biologico: Riconquistare il riconoscimento e l'amore. "Comprare" l'amore che è mancato.
Conflitto: Conflitto di abbandono o non riconoscimento. Necessità di "guadagnarsi" l'amore di mamma. Credere che il premio conseguito al gioco, ci renda liberi dal bisogno d'amore.
Collezionismo
Compulsione a completare raccolte di oggetti di vario genere.
Senso biologico: Recuperare la propria integrità. Conseguire quella completezza che sembra mancare.
Conflitto: Conflitto di svalutazione. Percezione di essere incompleti: "Non servo a nulla se non completo...". "Mi sento completo attraverso le mie collezioni". Conflitto con gli obiettivi.
Temerarieta
Eseguire azioni al limite del suicidio o di estrema pericolosità.
Senso biologico: Conquistare quel valore che si è perso o non si è mai avuto.
Conflitto: Conflitto di svalutazione o Costellazione Megalomane. Indica la presenza di una personalità dominata dalla paura e dalla diffidenza. Il dimostrare di non avere paura, sottintende la mancanza di riconoscimento da parte del padre.
Dipendenza dalle informazioni (social network, telefonino, teledipendenza)
In questo caso si e dipendenti dall'accettazione altrui, il che indica una mancanza di riconoscimento da parte della figura paterna. Senza gli altri sono nessuno. Facebook o Instagram od altri social rappresentano la figura paterna che ci dice cosa e corretto o sbagliato fare/pensare/credere.
Senso biologico: Trovare una propria identità, il proprio riconoscimento.
Conflitto: Conflitto di svalutazione e di identità. Conflitto di territorio (minaccia). "Senza informazioni e/o contatti non sono nulla". Se non vivo la società non ho il mio posto in essa".
Dipendenza dal sesso
Necessità compulsiva di avere relazioni sessuali, promiscue o meno.
Senso biologico: Necessità di riprodursi. Necessità di essere amati.
Conflitto: Conflito di abbandono. Necessità di tornare da mamma e papà per essere amati e protetti. Incapacità di provare piacere per se' stessi. "Non sono il frutto dell'amore, ma del piacere", "Sono frutto del peccato". Transegenerazionale: Conseguire quella vita sessuale che i propri avi hanno desiderato, ma che non hanno conseguito.
Tossicodipendenza
Dipendenza dal consumo di sostanze psicoattive o da medicinali.
Senso biologico: Conseguire uno stato mentale e organico che consenta di sedare, o superare temporaneamente, uno stato di sofferenza interiore o la percezione di disagio, insofferenza e intolleranza. Conseguire una realtà accettabile per la propria esistenza. Fuga dal mondo che non si accetta o non si sopporta. Conflitto: Conflitto di intolleranza verso la realtà che si vive, sia interiore che esteriore.
  • Cocaina: È un alcaloide naturale o raffinato che si ottiene da una pianta chiamata Coca. È un forte stimolante del sistema nervoso centrale.
    Tratto dal sito dell'Arma dei Carabinieri: Viene assunta inalandola per via nasale, fumata o iniettata. Ha sapore amaro e, a contatto con le mucose, provoca una sensazione di freddo lasciando sulla lingua un senso di anestesia.
    Gli effetti danno sensazione di forza e di energia con riduzione della fatica, eccitazione e loquacità, diminuzione del bisogno di cibo, euforia, minore sensibilità alla fatica e al dolore. Le pupille si dilatano e gli occhi diventano ipersensibili alla luce. Dopo qualche ora dall'assunzione, il consumatore inizia a sentirsi stanco, assonnato e depresso (motivo per cui si ricorre ad una nuova assunzione, detta anche "dipendenza psichica"). Tipici segni di intossicazione riguardano le pupille dilatate, tremori, ulcere al naso e manie persecutorie.
    La tolleranza e la dipendenza fisica sono modeste od inesistenti e quindi, con tale stupefacente, non si ha la "sindrome di astinenza".
    Senso biologico: Ottenere il potere personale, e il permesso ad usarlo, da una sostanza esterna. Stimolare il centro mesolimbico della ricompensa ed avere il permesso di fare ciò che normalmente non si crede di avere (è la figura paterna che offre questo permesso e ci riconosce il potere di agire).
    Conflitto: Conflitto di paura nelle interazioni relazionali, di impossibilità a fare ciò che desideriamo fare. Conflitto con il padre, castrante, autoritario, che non protegge il figlio o che lo svaluta. "Voglio prendere il posto di mio padre", "Odio mio padre".
  • Marijuana: Tratto dal sito dell'Arma dei Carabinieri: È ricavata dalle infiorescenze e dalle foglie della pianta della "cannabis indica" mischiate assieme. Tipicamente viene inalata attraverso il fumo in sigarette chiamate "spinelli". Gli effetti variano da un assuntore all'altro (unicità della percezione e della motivazione alla sua assunzione), sono comunque caratterizzati da euforia, aumento della sensibilità visiva ed uditiva, sensazione di benessere e rilassamento, talvolta sonnolenza. Può dare dipendenza psichica.
    Detta anche "Droga della madre" ( chiamata volgarmente "Maria" l'archetipo religioso della Madre, che viene dalla Madre Terra e che si consuma in forma naturale). L'utero secerne un cannabinoide (anandamina). Si è vivi grazie a questo cannabinoide e la marijuana contiene cannabinoide. L'adolescenza rappresenta una seconda nascita ed è in quella età che si inizia a consumare questa sostanza.
    Senso biologico: Ricontattare la madre il cui contatto si è perduto. Creare una alterazione della realtà, che sia accettabile e vivibile.
    Conflitto: Separazione, distacco. Conflitto di territorio, di frustrazione e identità.
  • Hashish: Viene prodotta dalla resina della cannabis (canapa indiana). Si presenta in forma solida, di colore marrone, emanante un forte odore e viene assunta fumandola.
    Dopo alcuni minuti dal suo consumo, produce effetti che gradualmente si accrescono, quali euforia, disinibizione, rilassamento e aumento dell'appetito. A dosaggi elevati è possibile riscontrare depersonalizzazione, disorientamento, allucinazioni, confusione mentale e delirio.
    I segni di intossicazione riguardano tachicardia, tremori ed allucinazioni. Crea dipendenza psichica.
    Senso biologico: Conseguire quella disinvoltura e quell'euforia che normalmente non si avrebbero.
    Conflitto: Conflitto di impotenza e di Paura. Legato al dover compiere atti criminali o moralmente inaccettabili. È la droga dei soldati in guerra o degli assassini di professione. (Molto consumata durante le guerre)
  • Eroína: Si ottiene dalla trasformazione chimica della morfina. Si presenta come polvere bianca o marrone. L'assunzione può avvenire iniettandola in vena o può anche essere fumata o inalata. Gli effetti durano circa 3-6 ore e sono di natura deprimente e calmante.
    Proteggono il consumatore dall'ansia, dalla paura, dal disagio psichico e riducono il desiderio di cibo, di sesso, dando sonnolenza. L'eroina produce alternanza di stati euforici e depressivi, forte eccitazione e passività, annullamento del dolore, sensazioni di calore e rallentamento delle pulsazioni e della respirazione.
    L'uso abituale dell'eroina porta ad apatia, trascuratezza, scarsa alimentazione e mancanza d'igiene.
    Il fenomeno dell'assuefazione è rapido, la dipendenza fisica e psichica fortissima. La "sindrome da astinenza" è particolarmente dolorosa, generando nel soggetto atti inconsulti e violenti.
    Senso biologico: Raggiungere uno stato di tranquillità e serenità fittizio. Spegnere la paura e l'ansia. Accettare lo stato di perdutezza e di lacerazione emotiva. Impressione di energia ed ottimismop normalmente mancanti.
    Conflitto: Conflitto di minaccia alla propria integrità. Conflitto esistenziale o del boccone emotivo mancante. Conflitto dell'eroe che non si percepisce essere. Senso profondo di colpa.
Farmacodipendenza
Uso eccessivo, compulsivo ed ossessivo di farmaci, legali o illegali, al di la della prescrizione medica o senza effettiva necessità medica. Faccio riferimento all'uso di psicofarmaci.
Senso biologico: Sedare l'ansia e la paura. Convincersi che il proprio corpo e la propria mente funzioni meglio con quelle sostanze. Ottenere dal corpo le risposte che si vorrebbero e non quelle che si ottengono.
Conflitto: Conflitto permanente di svalutazione per il quale la persona si sente incapace di vivere se non con l'aiuto di sostanze farmaceutiche. "Non vivo, o non dormo, o non digerisco, se non prendo...". Conflitto di paura frontale od alla nuca. Conflitti di territorio, frustrazione e identità. Conflitti corticali.
Bulimia
La bulimia si realizza nel campo delle relazioni ed appartiene ad una specifica costellazione schizofrenica. Vedi questa pagina.
Fumare
atto di inalare del fumo derivante dalla combustione di una sostanza. Normalmente tabacco, ma anche oppio, marijuana, eroina, crack ed altro.
Senso biologico: Riprodurre il gesto di allattarsi o di succhiarsi il dito (mamma/alimento). Ottenere senso di soffocamento che ci permette di affrontare la paura della morte. Annebbiare il nostro ambiente.
Conflitto: Conflitti in relazione a madre e al territorio. "Mi manca mia madre, l'amore materno, l'alimento di mamma". Il fumo è come nebbia che spando nel mio territorio. "Mi sento messo da parte nel territorio". "Mi sento invaso nel territorio".
"Mi serve una atmosfera conosciuta che mi faccia sentire al sicuro e in compagnia".

Cosa fare per uscire da una dipendenza?

Brevi suggerimenti da valutare da caso a caso.

  1. Riconoscere la propria dipendenza. Il dipendente e per lo più inconsapevole della sua dipendenza, anzi tende proprio a negarla
  2. Dove si manifesta
  3. Da quanto tempo
  4. Tentativi di uscire dalla dipendenza e considerare che non siano questi tentativi ad essere una ulteriore dipendebza
  5. Quale foglietto e coinvolto
  6. Indagare sulla propria storia e sulla storia della famiglia
  7. Indagare su misteri e segreti della famiglia
  8. Applicare il perdono se necessario
  9. Se la dipendenza causa una compulsione/ossessione, applicare la terapia breve strategica
  10. Fiori di Bach per aiutare lo spirito a individuare il problema ed a porsi lucidamente di fronte alla propria storia
  11. Gli specchi esseni

Le Droghe

Tratto dal sito dell'Arma dei Carabinieri Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità "sono da considerare sostanze stupefacenti tutte quelle sostanze, di origine vegetale o sintetica, che agendo sul sistema nervoso centrale provocano stati di dipendenza fisica e/o psichica, dando luogo in alcuni casi ad effetti di tolleranza (bisogno di incrementare le dosi con l'avanzare dell'abuso) ed in altri casi a dipendenza a doppio filo e cioè dipendenza dello stesso soggetto da più droghe".
In base agli effetti farmacologici e' possibile distinguerle in: Altra classificazione invece suddivide le sostanze stupefacenti e psicotrope nei seguenti gruppi:
Oppiacei Stimolanti Depressivi Allucinogeni Cannabis e derivati
  • Oppio
  • Morfina
  • Eroina
  • Metadone
  • Cocaina
  • Amfetamine
  • Crack
  • Barbiturici
  • Tranquillanti
  • Mescalina
  • L.S.D.
  • DOM (S.T.P.)
  • Ecstasy o M.M.D.A.
  • Marijuana
  • Hashish
  • Olio di hashish

Conclusioni

Per molti anni ho considerato la tossicodipendenza, l'alcolismo, la ludopatia, come vizi, come modi stupidi di sprecare la vita. Sono caduto nel meccanismo inconscio del giudicare senza sapere. Mi vergogno di averlo fatto.
Ero dipendente dalla mia necessita di giudicare, non sapendo che questo modo di fare deriva da una mancanza della figura paterna che non mi ha educato ad accettare la vita e gli altri per come sono.
Ora conosco meglio l'aspetto biologico delle persone e l'interazione tra ciò a cui sono stati preparati e gli eventi della vita a cui rispondere.
Trattando di questo argomento ho rivisto il mio modo di vivere e le dipendenze a cui sono soggetto (il computer per produrre queste pagine che nessuno mi ha chiesto, l'approvazione altrui alla tenera eta di 58 anni, il dover sempre fare qualcosa per essere visibile persino a me stesso).
Se non avessi scritto questo articolo (che mi ha incuriosito sempre più), crederei ancora di essere un uomo libero.
Ora so che non sono del tutto libero e originale autore di me stesso, ma almeno ho iniziato a cercare la mia libertà. Credo che sia l'unica cosa che valga la pena cercare.

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