Attivazioni Biologiche

A proposito di...

Acquista >

Questa pagina ha solo finalità informative ed educative.
È fortemente consigliato avere una conoscenza basica delle → 5 Leggi Biologiche, in modo che le informazioni siano di più facile comprensione.
Queste pagine non sostituiscono in alcun modo il consulto con medici specialisti oncologi.
Non sono contenuti suggerimenti su terapie o rimedi utili al trattamento del singolo caso. A tali fini si suggerisce la consultazione di operatori di dimostrata e affidabile preparazione.
Si declinano responsabilità di qualsiasi genere in relazione ad un uso improprio dei contenuti di questa pagina.

Timoma

Tratto da: OXFORD HANDBOOK OF ONCOLOGY - J. Cassidy - D. Bissett - R. Spence
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

I tumori di derivazione timica rappresentano approssimativamente il 20% dei tumori del mediastino anteriore. I timomi insorgono a qualsiasi età, ma sono rari prima dei 20 anni e frequenti tra i 40 e i 60. Le cause di questo tumore sono sconosciute; la possibile correlazione con il virus di Epstein–Barr non è stata provata.

Eziopatologia

La maggior parte dei timomi crescono con lentezza ed hanno una malignità di basso livello. Si crede che derivino da tessuto epiteliale, ma i tumori mantengono la capacità di produrre linfociti T. Le cellule T sono generalmente di fenotipo normale. In base alla relativa abbondanza di cellule epiteliali e linfocitiche, i sottogruppi istologici sono stati così descritti:

Questa caratteristiche cellulari non hanno una chiara influenza sulla formulazione di una prognosi. Al contrario l'aspetto esteriore del tumore è in relazione ad una prognosi clinica. La presenza o l'assenza di una capsula intatta è di importanza prognostica e l'invasività locale rappresenta il fattore più consistente sull'andamento della malattia.
Il potenziale metastatico del timoma è difficile da definire sulla base delle caratteristiche istologiche e citologiche.
Un timoma ‘benigno’ è definito come un tumore ben incapsulato, che non invade i tessuti mediastinici adiacenti; il 50–65% dei timomi ha questa definizione. La differenziazione tra benigno e maligno è tuttavia difficile e i timomi andrebbero in generale trattati come potenzialmente maligni. In tutti i casi se dovesse rimanere del tessuto in sede, dopo l'asportazione chirurgica, dovrebbe essere intrapresa la terapia adiuvante.

Sintomi e segnali

Trattamento e stadiazione

L'intervento chirurgico è la prima scelta per malattia localizzata. Viene eseguita una sternotomia mediana, che permette di vedere accuratamente l'estensione della malattia e i rapporti tra timo e formazioni adiacenti. La stadiazione viene eseguita in base ai ritrovamenti in sede chirurgica:
Cancro:
Un evento incompreso

Bio-Pedia
Humana

Se ritieni che il mio lavoro abbia un valore, puoi contribuire con una piccola donazione Paypal