Ipersonnia
- Descrizione: Condizione caratterizzata da eccessiva sonnolenza diurna e, in alcuni casi, da una durata del Sonno molto prolungata. Possono comparire addormentamenti involontari, difficoltà a svegliarsi e una sensazione di scarsa lucidità al risveglio. È importante distinguere:
- Sonnolenza: »Faccio fatica a restare sveglio, mi addormenterei«.
- Fatica o astenia: »Mi mancano le energie, ma non necessariamente riuscirei a dormire«.
- Permanenza a letto: »Resto a letto perché alzarmi o affrontare la giornata mi pesa«, anche senza dormire realmente.
Possibile causa Elementi che possono orientare Sonno insufficiente o ritmi irregolari Orari variabili, turni, recupero del sonno nei giorni liberi. Apnee ostruttive del sonno Russamento importante, pause respiratorie osservate, sonno non ristoratore. Farmaci e sostanze Sedativi, alcuni antidepressivi, antistaminici, oppioidi, alcol e altre sostanze. Disturbi dell’umore Sonnolenza o sonno prolungato associati a Depressione; possibili alterazioni del sonno anche nel Disturbo bipolare. Disturbi centrali dell’ipersonnolenza Narcolessia e ipersonnia idiopatica, da distinguere con una valutazione specialistica. Altre condizioni mediche o neurologiche Per esempio esiti di trauma cranico o malattie che interessano il sistema nervoso. Queste categorie possono sovrapporsi: una persona può avere, per esempio, depressione e apnee notturne contemporaneamente. Nell’ipersonnia idiopatica, la sonnolenza persiste nonostante un sonno adeguato e non è spiegata meglio da altre cause. I sonnellini possono essere lunghi e poco ristoratori, con notevole difficoltà al risveglio. “Idiopatica” significa che la causa non è stata chiarita: non significa che sia necessariamente emotiva.
Depressione e perdita di interesse: La depressione non si manifesta soltanto con insonnia. In alcune persone si accompagna a sonno prolungato, sonnolenza diurna, riduzione dell’iniziativa e difficoltà ad affrontare la giornata. Inoltre, un sonno frammentato può aumentare la sonnolenza del giorno successivo.
Stress e ansia: spesso una via indiretta: Lo stress non produce sempre lo stesso effetto sul sonno. Può ostacolare l’addormentamento o rendere il riposo più discontinuo; la conseguenza può essere una maggiore sonnolenza diurna. In questo caso, il collegamento è soprattutto: tensione e preoccupazioni → peggioramento del sonno → sonnolenza e difficoltà cognitive durante il giorno.
Sentirsi “svuotati” dopo un periodo impegnativo, invece, può descrivere soprattutto fatica mentale o fisica.
Dormire come rifugio: è un significato da esplorare sulla specifica persona. Sul piano dell’ascolto personale, si può esplorare se il letto o il sonno siano vissuti come una pausa dalle richieste, dai pensieri o da situazioni dolorose. - Foglietto embrionale: Endoderma, Mesoderma recente (Sistema limbico), Ectoderma (Epifisi, Talamo)
- Senso biologico [!]: Riposare e ripristinare le energie. Autoregoalazione delle attività;
- Attivazione [!]: Attivazione biologica in genere, ad elevata intensità; Attivazione legata alla paura (inaffrontabilità del vissuto); in linea generale ogni forma di attivazione.
- Riflessioni: Ho un problema grave che non ha una soluzione? Ho bisogno di stare lontano da qualcosa?, Come mi sento prima di coricarmi e dopo essermi svegliato?, Cosa stava succedendo nella mia vita quando è iniziato il problema? Da cosa mi salvo dormendo?

