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L'Amico medico

13 marzo 2021
Perla saggia:
Gli uomini fanno questo errore,
che non sanno porre termini alle speranze loro;
ed in su quelle fondandosi, senza misurarsi altrimenti, rovinano.

Niccolò Machiavelli

Parole chiave: medicina, cura, paziente

Quelli che - non tutti naturalmente - sono entrati in certe conoscenze, come quelle che mi onoro di divulgare, commettono o possono commettere un errore procedurale, lungo la strada per ri-conquistare salute ed equilibrio: quello di non voler più ricorrere ai "dottori" ed alle terapie convenzionali. È un errore o un puntiglio che può avere un prezzo molto alto da pagare e conseguenze serie e invalidanti.

Riconosco svariate motivazioni in questa scelta ostruzionistica, largamente condivisibili e ragionevoli. Se si capita in mani sbagliate (se succede c'è un messaggio che la persona dovrebbe leggere in tutto ciò, ma non è l'argomento di questo articolo) sono emeriti cazzi. Errori diagnostici e terapeutici, esagerazioni diagnostiche e terapeutiche, negligenze, imperizie e imprudenze hanno costellato la pratica medica di molti ospedali, cliniche e ambulatori medici, lo sappiamo tutti questo, ma...
...come per tutte le pratiche umane, non tutto è sbagliato e/o fatto male.

Resistere o rinunciare stoicamente alle potenzialità della medicina convenzionale è comprensibile, ma poco igienico e per due motivi:
  1. La Medicina Ufficiale ha rimedi molto efficaci nel trattamento dell'emergenza di salute e dei sintomi più fastidiosi e importanti.
    Chi si ammala - conflitto biologico risolto o no - può avere sintomatologie importanti che non solo rendono la vita difficile o intollerabile, ma possono anche renderla impossibile (vedi ostruzioni di vie aeree e intestinali, aneurismi ed altre). Non solo, ma possono esse stesse generare ulteriori conflittualità che vanno a sommarsi in una spirale sintomatica grave e molto impegnativa.
    Quando Jack soffre tanto, cerca assolutamente di proteggersi avviando programmi biologici che coinvolgono le strutture di protezione...quelli più arcaici, quelli più distanti dalla sfera mentale e conscia dell'individuo. Sono strutture sulle quali le pratiche di supporto alla consapevolezza hanno meno potere.
    Pleure, pericardio, peritoneo, sinoviali, meningi, fasce e via dicendo, sono strutture difficili da domare e controllare e di solito hanno un comportamento tumultuoso.
    Quindi prima di rifiutare rigidamente e stoltamente il supporto medico-farmaco-chirurgico, è bene considerare quanto ho appena descritto.
  2. Nel caso in cui si decida di intraprendere una scelta non convenzionale per risolvere il proprio stato di salute compromessa, può essere talora necessario l'uso di farmaci e pratiche chirurgiche. Come sappiamo, la fase di riparazione può essere impegnativa e molto sintomatica.
    Chiudere i rapporti con il proprio medico o con le strutture sanitarie, può essere pericoloso. Ancor più pericoloso è convincersi che la MU sia tutta sbagliata, spostandosi su un piano di rifiuto, di paura e di rabbia, che rendono la persona permeabile ad altre conflittualità.
    Il supporto farmacologico è talora decisivo per valicare la parte più dolorosa del programma SBS.
    Ricordate che chi vi fa da supporto nel percorso di riparazione e guarigione, potrebbe non essere un medico, quindi impossibilitato a prescrivere rimedi farmacologici e di altro genere. In questo caso è necessaria l'azione del medico.

Sulla base di questi due punti, credo che sia importante rimanere su un piano di vigilanza, interazione e collaborazione con il proprio medico.
Ho elaborato alcuni punti che potrebbero essere utili:

  1. Se avete sintomi acuti e seri, rivolgetevi al Pronto Soccorso;
  2. Impegnare del tempo per conoscere se' stessi su piani diversi: psichico, emotivo, organico. Ricordo che l'unica persona che ha vissuto l'intera vostra vita siete voi stessi, quindi nessuno è più esperto di voi su voi stessi.
    Possono essere utili conoscenze di anatomia e fisiologia (Come sono fatto/a e come funziono?), di Enneagramma delle personalità (Come mi comporto? Come mi ripeto?) e delle 5LB (Cosa fa la Natura per salvare la mia vita?). Alcuni potranno obiettare che non sono disposti a tornare a scuola. Padronissimi.
    Voglio solo aggiungere che si tratta della scuola della Natura, dove non si consegue un titolo di studio e nemmeno si viene abilitati al lavoro, ma si è abilitati unicamente a vivere;
  3. Occorre essere franchi ed espliciti con il proprio medico o con qualsiasi specialista, dichiarando il proprio convincimento, esplicitando le proprie intenzioni ed assumendosi per intero le proprie responsabilità non tanto verso di lui, quanto verso se' stessi. Rimarco quest'ultimo punto.
    Attualmente i medici sono stressati da uno tsunami di obblighi, condizioni, linee guida e protocolli e sono tartassati da medici legali, ministero della salute che li ha lasciati soli e pazienti petulanti che hanno conseguito la laurea in medicina all'università di Google. Non hanno bisogno di un nuovo nemico e di altre responsabilità che, in definitiva sono solo del paziente. Dichiarando la propria intenzione di assumersi la propria responsabilità sulle conseguenze delle proprie scelte, lo rende di certo più accogliente e collaborante;
  4. Occorre chiedere e ottenere il suo aiuto, non il suo permesso. Lui non ha il potere o il permesso di permettere o proibire alcunché che vi riguardi. Se gli consentite di fare questo, avete perso la patria potestà di voi stessi. Quindi chiedete il suo aiuto e non cosa ne pensa.
  5. Evitate di mettervi nei suoi panni, ma state nei vostri. Non ci si può oggettivamente aspettare che il vostro medico capisca le vostre decisioni e le vostre convinzioni. Prima di tutto è probabile che non abbia le vostre conoscenze e quelle che ha lui non sono superiori o migliori o più vere delle vostre. Voi non fate i medici, è vero, ma siete gli unici e veri conoscitori della vostra vita.
    Secondo, se lui non capisce le vostre decisioni/convinzioni è un problema suo, non vostro;
  6. Chiedetegli di rispettare la vostra paura, evitando di fare pronostici o formulare minacce o sentenze. Chiedetegli di rimanere nel presente e basta. Lui non ha la sfera di cristallo, non conosce il futuro e non è vostro padre, quindi non permettete che le sue parole possano innescare in voi paure e altri shock biologici;
  7. Comunicategli empaticamente che siete interessati a renderlo partecipe del vostro percorso di salute, ma non cercate di convincerlo sulla giustezza delle vostre decisioni e convinzioni. Se ha scelto di fare il medico ed ama il suo lavoro, sarà certo curioso di sapere come andate avanti nelle vostre scelte e non è improbabile che ne voglia sapere di più. Lui sa delle cose, molte cose, voi ne sapete altre e cruciali: gli eventi, le dinamiche, le emozioni e le percezioni della vostra vita. Queste due conoscenze non devono per forza essere una contro l'altra, ma possono invece entrare in cooperazione;
  8. Siate pronti e disposti a cambiare medico.
Un personaggio straordinario, Mark Pfister, un giorno disse una frase che non dimenticherò mai. Non ricordo le esatte parole, ma il concetto lo capii molto bene:
«Non esiste la medicina ufficiale, alternativa, cinese, specialistica o altre forme di medicina; esiste una unica medicina, quella che opera per il bene della persona.»
Una frase magnifica.

Sappiate essere vigili su di voi.

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