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Gli informatori della Natura

27 settembre 2020
Perla saggia:
Ti serve sapere
solo ciò che ti serve.

Giorgio Beltrammi
Parole chiave: covid19, coronavirus, esosomi, sars cov2, virus, infezione, contagio, epidemia, pandemia

Premessa

Ognuno di noi ha la mente organizzata ed in questa organizzazione c'è un manicomio dove l'individuo getta tutte quelle persone che considera pazze o "fuori di testa" e di cui non vuole più saper nulla, dandole per perse.
Tenete a memoria questa premessa quando avrete finito di leggere ciò che segue.

Questo articolo parla di informazione, di virus, di comunicazione e, in buona sostanza, di biologia. Non ci sono riferimenti alle 5 Leggi Biologiche e/o alla Nuova Medicina Germanica ®.
Ma soprattutto questo articolo parla di una ipotesi, di un pensiero che mi è venuto alla mente questa mattina, al termine di numerose riflessioni sull'attuale situazione planetaria. Non ho modo di provare nulla, di dimostrare nulla, tanto meno di convincere chicchessia. Quindi sta al lettore fare di questa lettura ciò che vuole.

Domande (ancora) senza risposta

Queste domande me le sono poste nel tentare di capire come sia possibile che una intera umanità, fatta di diversi miliardi di individui, sia improvvisamente annichilita sotto il dominio incontrastato di uno dei tanti virus presenti sul pianeta.

Come può fare la Natura a far sì che qualcosa cambi rapidamente all'interno di una specie che sta correndo un pericolo o verso la quale si renda necessaria una mutazione?
Non può certo farlo con la complessità della vocalizzazione. E chi sarebbe demandato a comunicare quanto la Natura ha da dire? Non potrebbe dirlo ai cinesi in cinese, agli inglesi in inglese, ai tedeschi in tedesco e via dicendo. Non potrebbe dirlo ai cani in canese, ai gatti in gattese, ai pioppi in pioppese, etc.
Ancor meno potrebbe farlo con la scrittura, ancor più complessa.
Deve farlo nel modo più semplice ed efficace possibile, rispettando ciò che avviene di fatto in Natura, per cui si ottiene il miglior risultato con il minor uso possibile di energia.
Quindi come fa? Come fa a comunicare l'informazione utile al cambiamento? E come fa a far sì che questa informazione non incontri alcun ostacolo e che non sia filtrata da coscienza e altre amenità?
In altre parole, come fa la Natura a costringere gli individui ad affrontare un cambiamento senza che questi possano opporsi?
Eh, bella domanda!

Avanziamo delle ipotesi.
Usando frequenze elettromagnetiche terrestri? Può essere, ma sarebbe obbligatorio per ogni essere avere gli adeguati recettori di queste frequenze. Ciò comporta una maggiore complessità di ogni singolo essere.
Con eventi naturali che spingano gli individui a cambiare collocazione o abitudini? Può darsi, ma potrebbero sfuggire degli elementi e potrebbero essere coinvolti elementi che non sono interessati alla mutazione.
Attraverso la trasmissione genica? Può darsi. Infatti ciò coinvolgerebbe i singoli individui, lasciando indenni i non interessati. Non sarebbero necessarie strutture ricettive e ci sarebbe un minimo dispendio energetico.

E supponendo che sia quest'ultimo il modo, come potrebbe fare la Natura a trasmettere informazioni geniche atte a cambiare certi individui e non altri, senza interessare l'intero pianeta?
A MIO MODO DI VEDERE - ricordando che non sono uno scienziato e nemmeno un biologo - è possibile e probabile che la Natura usi proprio i virus o gli exosomi per una rapida, capillare e selettiva trasmissione di mutazioni bio-necessarie.

EXOSOMA o ESOSOMA (tratto da "Britannica", https://www.britannica.com/science/exosome)

Vescicola di dimensioni nanometriche secreta da diversi tipi di cellule che contiene una qualsiasi delle varie biomolecole, come proteine ​​o acidi nucleici. Gli esosomi sono avvolti in una membrana a doppio strato lipidico, che riflette la loro origine dai compartimenti endocitici (intracellulari); hanno un diametro compreso tra 30 e 150 nm. Gli esosomi vengono secreti tramite esocitosi da una varietà di tipi di cellule, comprese le cellule tumorali, e successivamente vengono assorbiti dalle cellule bersaglio, dove comunicano le informazioni tramite la segnalazione delle proteine ​​di superficie e attraverso il trasferimento di lipidi, acidi nucleici e altre biomolecole. La comunicazione intercellulare da parte degli esosomi gioca un ruolo critico nella regolazione dei processi cellulari e fisiologici. Gli esosomi furono descritti per la prima volta all'inizio degli anni '80, quando furono osservati in seguito alla loro secrezione da parte dei reticolociti.

Gli esosomi sono continuamente secreti dalle cellule, con il loro rilascio tipicamente modulato da fattori come lo stress cellulare e la segnalazione cellulare. Una volta secreti, gli esosomi possono essere assorbiti dalle cellule adiacenti o possono viaggiare verso cellule distanti; in alcuni casi gli esosomi agiscono sulle cellule da cui sono stati secreti. Gli esosomi comunicano una vasta gamma di informazioni alle cellule bersaglio, a seconda dei tipi di cellule da cui provengono e delle proteine ​​della superficie cellulare e delle biomolecole che trasportano. In particolare, gli esosomi svolgono importanti attività che influenzano le risposte immunitarie, la proliferazione cellulare e la segnalazione neuronale. Gli esosomi rilasciati da linfociti e macrofagi, ad esempio, esprimono proteine ​​del principale complesso di istocompatibilità, che svolge un ruolo critico nella presentazione dell'antigene e nell'attivazione dei linfociti T durante le risposte immunitarie. Si ritiene inoltre che gli esosomi influenzino l'espressione e la funzione dell'RNA nelle cellule bersaglio, a causa del trasferimento di biomolecole in grado di modulare attivamente i bersagli dell'RNA.

La convenienza biologica di virus ed esosomi

Ma perché mai Madre Natura dovrebbe usare questi elementi per trasmettere ciò che è biologicamente indispensabile?
Provo a dare delle risposte ipotetiche.
VIRUS

I Virus sono molecole di DNA o di RNA avvolte in rivestimenti protettivi. Si riproducono all'interno della cellula che infettano, e possono sopravvivere all'ambiente esterno. Sono in grado di compiere tante cose usando pochissime risorse.
NON respirano, NON si muovono, NON crescono, NON reagiscono all'ambiente, sono incapaci di replicazione autonoma. Si riproducono in un ospite, e possono adattarsi.
• Parassiti intracellulari obbligati
• Dimensioni sub-microscopiche: 10-300 nm diametro
• Non hanno l'informazione genetica per la produzione di energia e per la sintesi proteica
• Non crescono e non si dividono: si assemblano da componenti preformate
• Fuori dalle cellule sono metabolicamente inerti
I virus probabilmente sono gli organismi più diffusi nelle acque, almeno 10 volte più abbondanti dei batteri. Oltre ai virus animali, ci sono moltissimi virus vegetali. Sono al limite tra forma vivente e non vivente.
Sono, a tutti gli effetti, dei semplici aggregati macromolecolari forniti di, ed in grado di trasferire, informazioni genetiche.
Alcuni agenti infettanti subvirali (viroidi) sono costituiti da solo materiale genetico (RNA) senza guscio proteico. Altri, i prioni, sono costituiti da soli frammenti proteici autoreplicanti, senza acido nucleico.
Date le loro caratteristiche, i virus sono assolutamente incapaci di replicarsi al di fuori delle cellule bersaglio. Nell'ambiente extracellulare possono sopravvivere per un tempo limitato (pochi minuti o alcuni giorni, a seconda del tipo virale), ma non replicano mai al di fuori dalle cellule. Come parassiti intracellulari obbligati, i virus necessitano non solo degli elementi nutritivi prodotti dalle cellule ospiti, ma soprattutto dei sistemi di trascrizione e traduzione di tali cellule. Contengono enzimi propri indispensabili per il ciclo replicativo (polimerasi, proteasi, ecc). Tutti gli altri enzimi sono resi disponibili dalla cellula ospite. I virus attraversano i comuni filtri, sono invisibili al microscopio ottico (con l'eccezione di alcuni virus particolarmente grandi) ma visibili al microscopio elettronico. Hanno resistenza variabile al pH. Questo regola la loro resistenza e refrattarietà.
I virus rappresentano un sistema altamente sofisticato di trasferimento genetico da cellula a cellula. Tramite i virus, è possibile modificare il corredo genetico (e quindi fenotipico) di una cellula, favorendone, quindi, l'acquisizione di nuovi caratteri. Data questa loro caratteristica naturale, sono usati, nella manipolazione genetica, come vettori finalizzati al trasferimento di nuovi caratteri a cellule infettabili da un determinato virus.
A seconda del loro specifico tropismo, possono infettare cellule vegetali (virus del tabacco, della patata, ecc), batteri (batteriofagi, ognuno specifico per una determinata specie batterica), e cellule animali (virus di insetti, pesci, uccelli, mammiferi).

Da quanto sopra esposto appare evidente che la Natura si serve ancora e con estrema efficacia di strutture non viventi per indurre modificazioni sui viventi. Perché?
Perché la vita, anche nelle sue forme più semplici e automatizzate, ha un costo e delle limitazioni, principalmente informative e metaboliche. Gli esseri viventi sono legati a quella che si chiama Catena Alimentare, una preda presuppone un predatore ed anche nelle vette più alte dei due regni - vegetale ed animale - anche l'organismo più aggressivo, sofisticato e resistente incontra la morte per rientrare nel ciclo della vita. I virus sono al di fuori di questa ciclicità. Non predano e non sono predati. Non sono cibo e Non sono energia. Sono la forma più semplice, efficace ed efficiente di informazione biologica adatta e adattabile a qualsiasi forma di vita in qualsiasi condizione essa si sviluppi.
Le limitazioni delle forme di vita possono e devono essere modificate, in base a necessità biologiche, e per farlo occorre qualcosa che non sia influenzato da ciò che impone quelle modifiche. Virus ed esosomi sono forme ideali per fare questo.
Quindi perché combatterle o contrastarle? Ma soprattutto, considerando l'evoluzione della vita su questo pianeta, quali reali possibilità ha l'uomo di impedire loro di fare ciò che serve e che devono fare?
Virus ed esosomi sono la più pura forma di possibilità evolutiva.

A proposito di evoluzione, non mi appare insensato supporre che la fine repentina, in epoche remote, di intere specie vegetali e animali sia stata determinata proprio da forme virali che hanno indotto la morte di tutti gli esemplari di quella specifica specie.
Se non ci lasciamo prendere dall'emotività e dalla compassione, biologicamente inutili o inadeguate, possiamo accettare il fatto che per la Natura tutto deve avere un senso biologico, la cui finalità suprema è la prosecuzione e il mantenimento di forme di vita che rispettino il mandato fondamentale: nulla si spreca e nulla si risparmia.

Un ultimo ragionamento.
Perché ci sono dei virus a trasmissione umorale ed altri a trasmissione aerea?
Credo che la prima forma di trasmissione sia utile al singolo individuo che viene contagiato. La Natura ha a cuore non solo il macro-individuo (umano, canino, felino, ecc. ecc.), ma anche il singolo individuo il quale, se la sua vita è biologicamente inadeguata, va incontro a mutazioni che lo riportino al suo posto o ne determinino l'evoluzione ed in questo ricondurre l'individuo al senso biologico, è previsto anche il programma finale che si chiama morte.
La seconda forma credo sia utile ad interi gruppi etnici od a popolazioni.
Potrei certamente sbagliarmi, ma mi sembra plausibile e biologicamente sensato.

Conclusioni

Combattere virus e batteri è un azzardo ed un affronto alla volontà della Natura.
È un azzardo perché potrebbe scatenare nella Natura stessa azioni drastiche, di cui non abbiamo alcuna conoscenza e soprattutto alcun controllo. L'affronto lo potremmo pagare con forme virali o con altre azioni che potrebbero causare la fine dell'uomo stesso in quanto specie. Se è questo che vogliamo, non ci resta che aspettare e continuare sulla via intrapresa da un centinaio di anni.
Se vogliamo rimanere umani e rimanere su questa Terra, credo che dovremmo cominciare a porci una semplice domanda: Come possiamo contribuire alla vita?

Se volete rinchiudermi nel vostro manicomio mentale, posso capirlo.
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