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Diagnosi

Processo di indagine che conduce il medico a stabilire quale sia il disturbo che affligge la persona, quali ne siano le cause e quale possa essere la corretta terapia.
È la capacità di distinguere un fenomeno biologico da un altro; è necessaria per un trattamento scientifico ed efficace. Nella diagnosi, più che nella terapia, è richiesta la capacità di mettere insieme gli elementi derivanti dall'anamnesi, dai sintomi, dai segni oggettivi. Vengono oggi largamente impiegati molti dati di laboratorio, di radiologia e di endoscopia.

Ricevere una diagnosi di malattia, specialmente grave (oncologica, neurodegenerativa), provoca innanzitutto uno shock emotivo improvviso, noto come reazione di congelamento o incredulità. Questo stato iniziale può evolvere in Rabbia, Paura, Ansia, Depressione o senso di perdita di controllo, influenzando profondamente l'equilibrio bio-emotivo della persona.
Le emozioni tipiche includono Panico della morte, senso di colpa, tristezza profonda e demoralizzazione, spesso descritte come "una nebbia" o confusione totale. Tali reazioni possono persistere nel tempo, richiedendo supporto psicologico per evitare isolamento o peggioramento della qualità della vita.

Ancora più impattante è la prognosi, specialmente se infausta, amplifica lo shock iniziale della diagnosi, scatenando un profondo senso di perdita di controllo sul Futuro e sul proprio progetto esistenziale. La prognosi - pur essendo una ipotesi dal dubbio valore scientifico - genera ansia intensa, panico della morte, depressione e rabbia, con possibili meccanismi di difesa come negazione, rassegnazione o disperazione passiva. Queste emozioni destabilizzano l'identità personale, alterando l'immagine di sé e inducendo regressione emotiva. Non solo, ma la prognosi va oltre la specifica persona che la riceve, estendendosi di fatto alle persone di attaccamento (figli, coniuge, fratelli, nipoti, parenti bisognosi, persino animali da compagnia).
Prognosi gravi peggiorano la qualità della vita, favorendo isolamento, irritabilità e perdita di indipendenza. La sofferenza psico-emotivo-biologica può influenzare negativamente la prognosi stessa della malattia, creando un circolo vizioso. La formulazione di prognosi "con scadenza" può determinare, a livello talamico, l'avvio di un timer biologico che porterà alla conseguenza annunciata proprio nella prognosi.


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Giorgio Beltrammi
Bio-Pedia Humana
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