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Letargia

  • Descrizione: Riduzione anomala della vigilanza e della responsività: la persona può apparire assopita, essere difficile da mantenere sveglia, rispondere lentamente e avere difficoltà a concentrarsi, ricordare o orientarsi. È un Sintomo, non una Diagnosi.
    Una distinzione utile è quella fra ricevere uno stimolo, prestarvi attenzione e riuscire a rispondere. Nella letargia possono ridursi l’attenzione, la consapevolezza dell’ambiente e la rapidità di elaborazione. Sul piano dell’esperienza soggettiva, conviene poi separare almeno tre situazioni:
    Esperienza riferita Che cosa occorre distinguere
    «Non riesco a seguire un discorso, mi si chiudono gli occhi» Sonnolenza e possibile riduzione della vigilanza.
    «Capisco ciò che succede, ma non ho energia e non mi interessa più nulla» Affaticamento, perdita d’interesse e possibile quadro depressivo, da valutare nel suo insieme.
    «Sono sveglio, ma mi sento lontano da me; il mondo sembra irreale o nebbioso» Esperienze dissociative, come depersonalizzazione o derealizzazione, che non sono sinonimi di letargia.
    Dunque, “sentirsi spenti” può descrivere condizioni differenti: meno vigilanza, meno energia, meno interesse oppure meno senso di connessione con sé e con il mondo.
    Quando il termine viene usato per descrivere un rallentamento persistente, la dimensione emotiva può comprendere perdita di Piacere, senso di vuoto, irritabilità, impotenza o difficoltà a prendere decisioni. Nella Depressione questi aspetti possono accompagnarsi alla fatica. Utile distinguere due domande: - «Non faccio questa cosa perché non ho forza?»
    - «Oppure la forza potrebbe esserci, ma quella cosa non suscita più interesse o piacere?»
    Le due esperienze possono coesistere, ma descrivono dimensioni diverse: energia e coinvolgimento emotivo.
    Un’altra possibilità è il distacco dissociativo: la persona non riferisce necessariamente tristezza, ma lontananza dalle proprie emozioni o la sensazione di osservare se stessa dall’esterno. La dissociazione può presentarsi come modalità di risposta a stress eccessivo o a esperienze traumatiche dalle quali la persona vuole rimanere distante e al sicuro.
    Il punto centrale, sul piano percettivo-emotivo, è distinguere «non riesco a restare sveglio», «non ho energia», «non provo più interesse» e «mi sento distante da me». Possono sembrare modi diversi di dire la stessa cosa, ma orientano verso esperienze e bisogni differenti.
  • Foglietto embrionale: Endoderma (Costernazione), Ectoderma (Costellazione Post-sensoria)
  • Senso biologico [!]: Mantenersi distanti da condizioni inaffrontabili;
  • Attivazione [!]: Costellazioni del Tronco Cerebrale, Costellazioni della Corteccia Cerebrale in area sensoria e post-sensoria;
  • Riflessioni: "È come se non avessi più spazio per affrontare altre richieste?", "Mi sembra di essermi allontanato dalla mia vita?", "Ho solo sonno o mi manca la forza?", "È la mia mente che è lenta o mi voglio distaccare?, "Le cose non mi interessano più?, "Mi spengo per non affrontare tutto questo?"

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Giorgio Beltrammi
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