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Trigliceridi

Sono la principale forma di riserva energetica del corpo, immagazzinata nel tessuto adiposo e continuamente mobilizzata in base allo stato ormonale, nutrizionale e di Stress. Le loro variazioni ematiche traducono, a livello biologico, come l’organismo gestisce sicurezza materiale, sopravvivenza e disponibilità di “carburante” nel Tempo.
Dopo un pasto i trigliceridi alimentari vengono emulsionati dai sali biliari, idrolizzati da lipasi pancreatiche a monogliceridi e acidi grassi, poi riesterificati a trigliceridi negli enterociti. Il Fegato sintetizza trigliceridi “endogeni” e li esporta sotto forma di VLDL, che, man mano che perdono trigliceridi, diventano IDL e poi LDL.

Funzione Descrizione sintetica
Riserva energetica Elevata densità energetica, stoccaggio di energia a lungo termine.
Isolamento termico Tessuto adiposo sottocutaneo riduce dispersione di calore.
Protezione meccanica Cuscinetto attorno a organi (rene, occhi, ecc.).
Veicolo per acidi grassi Trasporto di acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili.

Dal punto di vista bio‑emotivo, i trigliceridi rappresentano la “banca energetica” dell’organismo, cioè il modo in cui il corpo si assicura di avere carburante disponibile nel tempo, anche in previsione di "carestie" reali o simboliche. Alcuni livelli possibili di lettura:
Tema sicurezza/sopravvivenza materiale: attivazioni legate a paura del futuro, precarietà economica, instabilità del territorio (lavoro, casa, ruolo) possono tradursi in programmi di accumulo energetico cronico (aumento di massa grassa e trigliceridi), come se il corpo “preparasse scorte”.
Gestione dello stress cronico: una Simpaticotonia prolungata, con iperattivazione dell’asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (Cortisolo) e della risposta adrenergica, altera profondamente metabolismo glucidico e lipidico, promuovendo lipolisi, rilascio di acidi grassi, riassemblaggio in trigliceridi e export epatico tramite VLDL. In chiave 5LB, il corpo regola continuamente "quanto zucchero subito" (glucosio) e "quanta energia per dopo" (trigliceridi).
Accumulo vs movimento: un trigliceride stabile nella cellula adiposa rappresenta energia "congelata"; la difficoltà a mobilizzare il grasso può riflettere uno schema emotivo di trattenimento, paura di perdere protezione o supporto, mentre un’eccessiva oscillazione (yo‑yo diet, fasi di stress con rapido dimagrimento e recupero) può raccontare la ciclicità dei conflitti e delle loro risoluzioni.
Confine e protezione: il tessuto adiposo che cresce, anche a parità di trigliceridi circolanti, crea uno "spessore" tra sé e il mondo; l’ipo‑ o ipertrigliceridemia si inseriscono come regolatori dinamici del contenuto di queste riserve, modulando il grado di protezione percepita.


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Giorgio Beltrammi
Bio-Pedia Humana
424 pagine B/N, 1450 termini circa e centinaia di immagini.

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