Vendetta
La vendetta è un impulso arcaico legato a Rabbia e senso di ingiustizia, ma sul medio‑lungo periodo agisce come un "veleno lento" sullo stato emotivo e sulla biochimica di Stress. Non solo non risolve il trauma percepito, tende anche a cronicizzare risentimento, attivazione neuroormonale e somatizzazioni. Nasce da un vissuto di torto, tradimento o lesione del patto di fiducia, con emozioni primarie di rabbia, Dolore e umiliazione.
Quando diventa ruminazione, si associa più facilmente ad Ansia, Depressione, Disturbi del sonno e dell'appetito. Il rimuginio vendicativo mantiene vivo il film del torto subito, alimentando la memoria emotiva negativa e annodando l'identità al ruolo di vittima/giustiziere.
Ogni volta che si ripensa alla vendetta, il sistema dello stress (asse Ipotalamo‑Ipofisi‑Surrene) si riattiva, con rilascio di Cortisolo e catecolamine (Adrenalina e Noradrenalina). Quando lo stress vendicativo diventa cronico, la fase di resistenza si prolunga e l'organismo va verso l'esaurimento: calo delle difese immunitarie, maggior rischio di disturbi digestivi (ulcere, gastriti) e vulnerabilità a patologie da stress.
La fantasia di "farla pagare" può attivare circuiti dopaminergici della ricompensa, dando un'anticipazione di piacere e di ripristino del potere personale. Questo "picco" è spesso breve e seguito da un ritorno di senso di vuoto, colpa o ulteriore rabbia, perché la vendetta non modifica il significato profondo dell'evento né ripara realmente il legame. Quando dopamina (attesa di piacere) e cortisolo (allerta, tensione) oscillano continuamente, si crea una sorta di altalena emotiva che rende difficile disinnescare il circuito e facilita forme di dipendenza da ruminazione e conflitto.
La permanenza in stati di risentimento e rivalsa si associa più spesso a somatizzazioni: Cefalea, disturbi gastrointestinali, tensioni muscolari, alterazioni del ritmo sonno‑veglia e dell'alimentazione. L'indebolimento immunitario da stress cronico facilita la Infiammazioni e può contribuire all'esacerbazione di patologie infiammatorie e autoimmuni, in soggetti predisposti. Anche sul piano relazionale la persona centrata sulla vendetta tende a isolarsi, con aumento del danno originario e rinforzo della narrativa interna "mi hanno fatto del male, devo difendermi sempre".

