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Glucosio

Il glucosio è il carburante energetico primario del nostro corpo e della Mente. È uno zucchero semplice (monosaccaride) che rappresenta la forma di energia più immediatamente disponibile per tutte le cellule. Nel Sangue circola prevalentemente come D-glucosio (destrosio), la forma biologicamente attiva che le cellule riconoscono e utilizzano.
Deriva da Carboidrati semplici: Frutta, miele, dolci (assorbimento rapido), Carboidrati complessi: Cereali integrali, legumi, verdure (assorbimento lento), Disaccaridi: Saccarosio (zucchero da tavola), lattosio (latte).
Internamente deriva dalla Gluconeogenesi: Sintesi da aminoacidi, lattato e glicerolo (principalmente nel Fegato); Glicogenolisi: Degradazione del glicogeno immagazzinato (fegato e Muscoli) e dal Ciclo di Cori: Ricircolo del lattato prodotto dai muscoli.

Il Metabolismo del Glucosio
Nell'Intestino tenue gli Enzimi (amilasi salivare e pancreatica) scompongono i carboidrati complessi; Gli enzimi intestinali (maltasi, saccarasi, lattasi) degradano i disaccaridi.
Il glucosio viene assorbito attraverso l'epitelio intestinale, entra nel circolo portale e raggiunge direttamente il Fegato. Il picco glicemico: 15-30 minuti dopo il pasto (dipende dal carico glicemico)
Il corpo mantiene la glicemia tra 70-100 mg/dL a digiuno e < 140 mg/dL dopo i pasti attraverso due ormoni antagonisti: Insulina (che abbassa la glicemia) e Glucagone (che alza la glicemia)

Funzioni Principali del Glucosio
Produzione di Energia (ATP) in cui:
Cervello: 20% del consumo totale corporeo (~120 g di glucosio/giorno)
Globuli rossi: Dipendono quasi esclusivamente dalla glicolisi (no mitocondri)
Muscoli scheletrici: Fonte primaria durante l'esercizio
→ Fegato: Autoconsumo moderato, principalmente redistribuisce il glucosio
Sintesi di Componenti Cellulari (Vie Anaboliche)
→ Lipogenesi (Deposito di Grasso)

Il glucosio è uno dei principali “traduttori” biologici tra stato emotivo e risposta corporea: le sue oscillazioni rispecchiano e a loro volta condizionano umore, reattività allo Stress e capacità di autoregolazione emotiva. Il cervello dipende in modo cruciale da un apporto costante di glucosio; variazioni rapide della glicemia si associano a irritabilità, Ansia, "nebbia mentale" e calo del tono vitale.

  • Ipoglicemia, allarme e ansia: Quando la glicemia scende troppo o troppo rapidamente, il corpo attiva una risposta d’allarme con rilascio di adrenalina, glucagone e cortisolo per riportare in alto il glucosio. Questa risposta ormonale genera sintomi quasi indistinguibili da un attacco d’ansia o panico: tachicardia, sudorazione, agitazione, pensieri catastrofici, irritabilità.
  • Iperglicemia, lentezza e anedonia: Una glicemia cronicamente alta (come nel Diabete Mellito) è associata a stanchezza, letargia, ridotta motivazione e peggioramento del tono dell’umore. L’iperglicemia prolungata altera anche l’equilibrio di neurotrasmettitori chiave (serotonina, dopamina), favorendo apatia, tristezza e minor capacità di provare piacere.
  • Stress, Cortisolo e “coerenza” bio‑emotiva: Lo stress emotivo (Paura, conflitti, pressione cronica) aumenta cortisolo e Adrenalina, che stimolano glicogenolisi e gluconeogenesi, innalzando la glicemia e riducendo la sensibilità insulinica. Se lo stress diventa cronico, il corpo vive in una condizione di “allerta metabolica” continua: glicemia più alta, maggiore variabilità glicemica e maggiore vulnerabilità a ansia, irritabilità, disturbi del sonno e neurodegenerazione.

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Giorgio Beltrammi
Bio-Pedia Humana
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